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Quanto tempo ho per fare causa all’ospedale: termini di prescrizione e cosa sapere

Quanto tempo ho per fare causa all’ospedale: termini di prescrizione e cosa sapere

Quanto tempo ho per fare causa all’ospedale? Termini di prescrizione, errore medico e risarcimento

Per fare causa a un ospedale pubblico, una clinica privata o una struttura sanitaria per un danno da errore medico, il termine ordinario è di 10 anni, perché la responsabilità della struttura sanitaria è normalmente di tipo contrattuale. Se invece si agisce direttamente contro il medico, il termine è spesso di 5 anni, salvo che il medico abbia assunto un’obbligazione contrattuale diretta con il paziente.


Fonte normativa

I principali riferimenti normativi aggiornati sono:

Norma Cosa prevede
Art. 7 Legge 8 marzo 2017, n. 24 — Legge Gelli-Bianco La struttura sanitaria pubblica o privata risponde, ai sensi degli artt. 1218 e 1228 c.c., delle condotte dolose o colpose dei sanitari di cui si avvale. Il sanitario risponde di regola ex art. 2043 c.c., salvo obbligazione contrattuale diretta con il paziente.
Art. 2946 c.c. La prescrizione ordinaria è di 10 anni.
Art. 2947 c.c. Il risarcimento del danno da fatto illecito si prescrive in 5 anni, salvo casi particolari.
Art. 2935 c.c. La prescrizione decorre dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.
Art. 8 Legge 24/2017 Prima della causa civile per responsabilità sanitaria è necessario esperire il tentativo obbligatorio, normalmente tramite ATP ex art. 696-bis c.p.c., oppure mediazione.
D.P.R. 13 gennaio 2025, n. 12 Ha adottato la tabella unica nazionale per il valore pecuniario del danno non patrimoniale da lesioni di non lieve entità, anche in ambito sanitario.

Fare causa all’ospedale: cosa significa davvero

Quando si parla di “fare causa all’ospedale” si fa riferimento a una richiesta di risarcimento per un danno derivante da responsabilità sanitaria.

Può trattarsi, ad esempio, di:

  • errore chirurgico;
  • diagnosi sbagliata o tardiva;
  • terapia non corretta;
  • infezione ospedaliera;
  • danno da parto;
  • mancato consenso informato;
  • dimissioni premature;
  • omessa vigilanza del paziente;
  • ritardo nel trattamento di una patologia.

Attenzione però: non ogni peggioramento dopo una cura è automaticamente errore medico. Per ottenere il risarcimento bisogna dimostrare tre elementi: il danno, la condotta sanitaria scorretta e il nesso causale tra quella condotta e il danno subito.


Quanto tempo ho per fare causa all’ospedale?

Il termine ordinario per agire contro l’ospedale, la clinica privata, la ASL o la struttura sanitaria è di:

10 anni

Questo perché la struttura sanitaria risponde a titolo contrattuale.

La Legge Gelli-Bianco stabilisce che la struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata risponde ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del Codice civile per le condotte dolose o colpose dei sanitari di cui si avvale.

In termini semplici: quando il paziente si rivolge a una struttura sanitaria, si crea un rapporto giuridico tra paziente e struttura.

Se la prestazione sanitaria non viene eseguita correttamente e causa un danno, il paziente può chiedere il risarcimento entro il termine ordinario di prescrizione di 10 anni.


Quanto tempo ho per fare causa al medico?

Se l’azione viene proposta direttamente contro il medico o il sanitario, il termine può essere diverso.

In linea generale, il medico che opera all’interno della struttura risponde ai sensi dell’art. 2043 c.c., cioè per responsabilità extracontrattuale, salvo che abbia assunto un’obbligazione contrattuale diretta con il paziente.

In questi casi il termine ordinario è:

5 anni

Il termine quinquennale deriva dall’art. 2947 c.c., che disciplina la prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito.

Se invece il medico ha stipulato un rapporto diretto con il paziente, ad esempio nell’ambito di una prestazione privata o libero-professionale, la responsabilità può assumere natura contrattuale e il termine può essere di 10 anni.

Questo punto va sempre valutato caso per caso.


Tabella rapida dei termini di prescrizione

Contro chi si agisce Tipo di responsabilità Termine indicativo
Ospedale pubblico Contrattuale 10 anni
Clinica privata Contrattuale 10 anni
Struttura sociosanitaria Contrattuale 10 anni
Medico dipendente o sanitario della struttura Extracontrattuale, salvo contratto diretto 5 anni
Medico libero professionista con rapporto diretto con il paziente Possibile responsabilità contrattuale spesso 10 anni, da valutare
Danno derivante da fatto previsto come reato Possibili regole particolari da valutare caso per caso

Da quando decorre il termine di prescrizione?

Il termine non decorre sempre dal giorno dell’intervento, del ricovero o dell’errore sanitario.

La regola generale dell’art. 2935 c.c. è che la prescrizione comincia dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.

Nella responsabilità medica, questo significa che bisogna verificare quando il paziente ha avuto, o poteva avere con ordinaria diligenza, una conoscenza sufficiente:

  • del danno subito;
  • della possibile origine sanitaria del danno;
  • del collegamento tra condotta medica e conseguenza dannosa.

Esempio: se un paziente scopre dopo anni che una patologia è peggiorata a causa di una diagnosi tardiva, il termine di prescrizione non va calcolato automaticamente dalla prima visita, ma dal momento in cui il danno e il possibile collegamento con l’errore diventano conoscibili.


Cosa interrompe la prescrizione?

La prescrizione può essere interrotta da atti idonei, come una domanda giudiziale o una richiesta scritta formulata correttamente nei confronti del soggetto responsabile.

L’art. 2943 c.c. disciplina l’interruzione della prescrizione, mentre l’art. 1219 c.c. prevede la costituzione in mora mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto.

Nella pratica, prima di ritenere un diritto prescritto o ancora azionabile, bisogna controllare se nel tempo sono stati inviati:

  • diffide;
  • PEC;
  • raccomandate;
  • richieste di risarcimento;
  • comunicazioni alla struttura;
  • ricorsi per ATP;
  • domande di mediazione;
  • atti giudiziari.

Non basta però una comunicazione generica: l’atto deve essere costruito in modo corretto, indicare la pretesa risarcitoria e rivolgersi al soggetto giuridicamente rilevante.


Prima della causa: ATP o mediazione

Prima di avviare una causa civile in materia di responsabilità sanitaria, la legge prevede un passaggio obbligatorio.

L’art. 8 della Legge 24/2017 stabilisce che chi intende proporre un’azione civile per il risarcimento del danno da responsabilità sanitaria deve preliminarmente proporre ricorso per consulenza tecnica preventiva ai sensi dell’art. 696-bis c.p.c.

La legge prevede anche la possibilità alternativa della mediazione.

Questo passaggio è importante perché:

  • consente una valutazione tecnico-medica preliminare;
  • può favorire un accordo prima del processo;
  • permette di coinvolgere la struttura e l’assicurazione;
  • evita di iniziare una causa senza una base medico-legale adeguata.

L’art. 8 precisa anche che, in questa materia, non trova applicazione la negoziazione assistita prevista dal D.L. 132/2014.


Quali documenti servono per valutare una causa contro l’ospedale?

Per capire se esiste una responsabilità sanitaria, è necessario raccogliere tutta la documentazione utile.

I documenti più importanti sono:

  • cartella clinica completa;
  • referti diagnostici;
  • esami di laboratorio;
  • immagini radiologiche;
  • lettere di dimissione;
  • prescrizioni;
  • consenso informato;
  • certificati medici successivi;
  • documentazione delle spese sostenute;
  • eventuali comunicazioni già inviate all’ospedale;
  • eventuale perizia medico-legale.

La cartella clinica è spesso il documento centrale. Senza documenti completi è difficile valutare se vi sia stato un errore, se il danno sia risarcibile e contro chi agire.


Quando conviene agire contro la struttura sanitaria

In molti casi è più efficace agire contro la struttura sanitaria, perché la Legge Gelli-Bianco prevede che la struttura risponda anche per l’operato dei sanitari di cui si avvale, anche se scelti dal paziente e anche se non dipendenti dalla struttura.

Questo non significa che il medico non possa mai essere chiamato in causa. Significa però che la strategia va valutata con attenzione, tenendo conto di:

  • termine di prescrizione;
  • tipo di rapporto tra paziente, medico e struttura;
  • prova del danno;
  • copertura assicurativa;
  • possibilità di accordo;
  • utilità dell’ATP medico-legale.

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Lo Studio Legale SAL – Studio Assistenza Legale offre assistenza legale in tutta Italia nelle procedure di risarcimento derivanti da errore medico, responsabilità ospedaliera, diagnosi tardiva, interventi chirurgici non corretti, infezioni ospedaliere e danni subiti durante percorsi di cura.

L’assistenza parte dalla valutazione della documentazione sanitaria e dalla verifica preliminare della possibile responsabilità della struttura o del sanitario.

Questo passaggio è fondamentale, perché una causa per malasanità deve essere fondata su elementi tecnici concreti e su una valutazione medico-legale attendibile.

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Cosa succede se il termine è scaduto?

Se il termine di prescrizione è effettivamente scaduto, il rischio è di perdere il diritto al risarcimento, anche quando il danno è reale.

Prima di rinunciare, però, è necessario verificare:

  • se il termine è stato calcolato correttamente;
  • da quando decorre davvero la prescrizione;
  • se ci sono stati atti interruttivi;
  • se esistono comunicazioni già inviate;
  • se il danno è stato scoperto solo dopo;
  • se il fatto può integrare anche un reato;
  • se si agisce contro struttura, medico o entrambi.

Il punto decisivo è questo: non bisogna guardare solo la data dell’evento sanitario, ma anche il momento in cui il danno è diventato conoscibile e collegabile alla condotta medica.


FAQ

Quanto tempo ho per fare causa all’ospedale?

In genere hai 10 anni per fare causa all’ospedale o alla struttura sanitaria, perché la responsabilità della struttura è normalmente contrattuale. Il termine può però dipendere dal tipo di azione, dal soggetto citato e dal momento in cui il danno è diventato conoscibile.

Quanto tempo ho per fare causa al medico?

Per agire direttamente contro il medico, il termine è spesso di 5 anni, perché la responsabilità del sanitario è di regola extracontrattuale. Se però il medico ha assunto un’obbligazione contrattuale diretta con il paziente, il termine può essere diverso e va valutato caso per caso.

La prescrizione decorre dal giorno dell’intervento?

Non sempre. La prescrizione decorre dal momento in cui il diritto può essere fatto valere. Nei casi di errore medico, questo può coincidere con il momento in cui il paziente scopre il danno e può collegarlo alla condotta sanitaria.

Serve una perizia medico-legale prima di fare causa?

Sì, nella maggior parte dei casi è fortemente consigliabile. La perizia medico-legale serve a capire se esistono profili di responsabilità sanitaria, se il danno è collegabile all’errore e se la richiesta di risarcimento ha basi tecniche solide.

Prima della causa contro l’ospedale è obbligatorio fare mediazione?

Nelle controversie di responsabilità sanitaria è necessario esperire una condizione di procedibilità. La via principale prevista dall’art. 8 L. 24/2017 è il ricorso per ATP ex art. 696-bis c.p.c.; la mediazione è prevista come alternativa.

Una PEC interrompe la prescrizione per errore medico?

Una PEC può interrompere la prescrizione solo se contiene una richiesta chiara e corretta, rivolta al soggetto responsabile, con indicazione della pretesa risarcitoria. Non tutte le comunicazioni generiche sono sufficienti: la formulazione deve essere valutata con attenzione.

Posso chiedere il risarcimento se l’errore medico è stato scoperto dopo anni?

Sì, può essere possibile. Nei casi di diagnosi tardiva, danni emersi successivamente o conseguenze scoperte dopo molto tempo, bisogna verificare quando il paziente ha acquisito una conoscenza concreta del danno e del possibile collegamento con la condotta sanitaria.

Si può fare causa a un ospedale pubblico?

Sì. La Legge Gelli-Bianco riguarda sia le strutture sanitarie pubbliche sia quelle private. Un ospedale pubblico può rispondere dei danni causati da errori sanitari, disfunzioni organizzative o condotte colpose dei professionisti di cui si avvale.

Se sono passati più di 10 anni posso ancora agire?

Dipende. In linea generale il termine contro la struttura sanitaria è di 10 anni, ma bisogna verificare la decorrenza effettiva, eventuali atti interruttivi, comunicazioni già inviate, riconoscimenti di responsabilità o altri elementi che possono incidere sul calcolo della prescrizione.

Studio Legale SAL assiste per casi di malasanità in tutta Italia?

Sì. Lo Studio Legale SAL – Studio Assistenza Legale offre assistenza in tutta Italia per richieste di risarcimento da errore medico, responsabilità sanitaria, diagnosi tardiva, danni ospedalieri e procedure contro strutture sanitarie pubbliche o private.

 

 

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il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [09.05.2026], https://chat.openai.com.

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