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Asfissia perinatale durante il parto

Asfissia perinatale durante il parto

Asfissia perinatale durante il parto: quando può esserci responsabilità medica e risarcimento danni

L’asfissia perinatale è una grave carenza di ossigeno che può colpire il neonato prima, durante o subito dopo il parto. Non sempre dipende da errore medico, ma può diventare un caso di responsabilità sanitaria quando il danno era prevedibile, evitabile o gestito in ritardo da medici, ostetriche o struttura ospedaliera.

Cos’è l’asfissia perinatale?

L’asfissia perinatale si verifica quando il bambino riceve un apporto insufficiente di ossigeno e sangue agli organi vitali, soprattutto al cervello.

Nei casi più gravi può causare encefalopatia ipossico-ischemica, convulsioni neonatali, danni neurologici permanenti, paralisi cerebrale infantile, ritardo dello sviluppo o morte neonatale.

È una condizione delicata perché può dipendere da molte cause: alcune imprevedibili, altre invece riconoscibili e gestibili con un’assistenza ostetrica tempestiva.

L’asfissia durante il parto è sempre malasanità?

No. Questo è un punto fondamentale.

L’asfissia perinatale non equivale automaticamente a errore medico. Per parlare di malasanità occorre dimostrare tre elementi:

Elemento da provare Cosa significa
Errore o condotta non corretta Il personale sanitario non ha rispettato linee guida, buone pratiche o standard assistenziali
Danno al neonato Il bambino ha subito una lesione neurologica, fisica o un danno permanente
Nesso causale Il danno è conseguenza probabile dell’errore o del ritardo medico

La responsabilità può emergere, ad esempio, quando la sofferenza fetale era visibile dal tracciato cardiotocografico, ma non è stata riconosciuta, oppure quando il cesareo d’urgenza è stato eseguito troppo tardi.

Quali sono le cause più frequenti di asfissia perinatale?

Le cause possono essere materne, fetali, placentari o legate alla gestione del travaglio.

Possibile causa clinica Perché può essere pericolosa Cosa va verificato legalmente
Distacco di placenta Riduce rapidamente l’ossigeno al feto Tempi di diagnosi e intervento
Compressione o prolasso del cordone Interrompe o riduce il flusso sanguigno Monitoraggio del battito fetale e rapidità del parto
Travaglio prolungato o complicato Può causare sofferenza fetale progressiva Valutazione ostetrica e decisione sul cesareo
Uso di ossitocina Può provocare contrazioni troppo intense Dosaggio, controllo CTG e sospensione del farmaco
Infezioni materne o febbre in travaglio Possono aggravare la sofferenza neonatale Diagnosi, terapia antibiotica e sorveglianza
Pre-eclampsia o ipertensione materna Può compromettere il flusso placentare Gestione della gravidanza a rischio
Ritardo nella rianimazione neonatale Aggrava il danno da carenza di ossigeno Presenza di personale formato e tempi di intervento

Quali errori medici possono causare o aggravare l’asfissia perinatale?

Gli errori più ricorrenti nei casi di risarcimento danni da asfissia perinatale riguardano la fase del travaglio, del parto e dei primi minuti di vita del neonato.

Le condotte da verificare sono:

  • mancato o insufficiente monitoraggio del battito cardiaco fetale;
  • errata interpretazione del tracciato cardiotocografico;
  • ritardo nel disporre un taglio cesareo urgente;
  • mancata gestione di distacco di placenta, prolasso del cordone o distocia;
  • uso non corretto di ossitocina o altri farmaci per l’induzione;
  • mancata chiamata tempestiva del ginecologo, anestesista o neonatologo;
  • ritardo nella rianimazione del neonato;
  • mancato trasferimento in terapia intensiva neonatale;
  • cartella clinica incompleta, contraddittoria o priva dei tracciati CTG.

Quali danni può provocare l’asfissia perinatale?

Le conseguenze dipendono dalla durata della carenza di ossigeno, dalla gravità dell’evento e dalla tempestività degli interventi.

Tipo di danno Possibili conseguenze
Danno neurologico Encefalopatia ipossico-ischemica, convulsioni, epilessia
Danno motorio Paralisi cerebrale infantile, disturbi del movimento, spasticità
Danno cognitivo Ritardo dello sviluppo, difficoltà di apprendimento
Danno sensoriale Problemi visivi, uditivi o neurosensoriali
Danno esistenziale e familiare Necessità di assistenza continua, riabilitazione, supporto scolastico
Danno patrimoniale Spese mediche, terapie, ausili, perdita di reddito dei genitori

Statistiche utili sull’asfissia perinatale e sul parto

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’asfissia alla nascita rappresenta una delle principali cause di mortalità neonatale precoce a livello globale e viene associata a circa 900.000 decessi ogni anno nel mondo.

In Italia, secondo il Rapporto CeDAP 2024 pubblicato dal Ministero della Salute e commentato dall’Istituto Superiore di Sanità:

Dato Valore
Nascite registrate nel 2024 370.577
Punti nascita coinvolti nella rilevazione 349
Parti avvenuti in istituti pubblici o equiparati 90,7%
Parti con taglio cesareo 29,8%
Travagli indotti 35,9%
Nati con Apgar 7-10 a 5 minuti 98,4%

Questi dati non servono a dimostrare da soli un errore medico, ma aiutano a contestualizzare la qualità e l’appropriatezza dell’assistenza nel percorso nascita.

Attenzione: l’indice di Apgar da solo non basta

L’indice di Apgar è utile per valutare rapidamente le condizioni del neonato nei primi minuti dopo il parto, ma non basta da solo per dimostrare l’asfissia o il nesso causale con un danno neurologico.

Per una valutazione medico-legale seria servono anche:

Documento o dato clinico Perché è importante
Tracciato cardiotocografico Mostra eventuali segni di sofferenza fetale
Emogasanalisi del cordone Aiuta a valutare acidosi e carenza di ossigeno
Cartella clinica ostetrica Ricostruisce tempi, decisioni e interventi
Partogramma Mostra l’andamento del travaglio
Scheda neonatologica Documenta condizioni e rianimazione del neonato
Esami neurologici Valutano il danno cerebrale
RM encefalo Può confermare lesioni compatibili con ipossia
Esame placentare Può indicare infezioni, distacchi o alterazioni vascolari

Quando si può chiedere il risarcimento danni?

Il risarcimento può essere richiesto quando dalla documentazione clinica e dalla perizia medico-legale emerge che il danno al neonato è collegato a una condotta sanitaria negligente, imprudente o imperita.

Esempi pratici:

Situazione Possibile responsabilità
Tracciato CTG patologico ignorato Mancato riconoscimento della sofferenza fetale
Cesareo urgente eseguito con ritardo Ritardo terapeutico rilevante
Mancanza del neonatologo in sala parto Carenza organizzativa della struttura
Rianimazione neonatale tardiva Errore nella gestione dell’emergenza
Cartella incompleta o tracciati mancanti Problema probatorio e possibile criticità gestionale
Uso eccessivo di ossitocina senza controllo Condotta ostetrica da verificare

Quali danni sono risarcibili?

Il risarcimento può riguardare sia il bambino sia i familiari, a seconda della gravità del caso.

Voce di danno Chi può richiederla Esempi
Danno biologico Bambino Lesione neurologica permanente
Danno morale Bambino e genitori Sofferenza interiore e trauma familiare
Danno esistenziale Bambino e famiglia Peggioramento della qualità della vita
Danno patrimoniale Genitori o tutori Spese mediche, riabilitazione, ausili
Assistenza futura Bambino Badanti, terapie, supporto scolastico
Perdita di capacità lavorativa futura Bambino Riduzione delle prospettive lavorative
Perdita di reddito dei genitori Genitori Rinuncia o riduzione dell’attività lavorativa per assistere il figlio

Nei casi più gravi, il risarcimento può essere molto elevato perché deve considerare tutta la vita futura del bambino, le cure necessarie, la perdita di autonomia e l’impatto sulla famiglia.

Quali documenti devono raccogliere i genitori?

Prima di avviare una richiesta di risarcimento è fondamentale raccogliere tutta la documentazione sanitaria.

Documento Dove richiederlo
Cartella clinica completa del parto Direzione sanitaria dell’ospedale
Tracciati cardiotocografici Reparto ostetricia/ginecologia
Cartella neonatale Reparto neonatologia
Scheda di rianimazione neonatale Punto nascita o neonatologia
Emogasanalisi cordonale Cartella ostetrica/neonatale
Esami neurologici e RM Struttura che ha seguito il bambino
Relazioni di dimissione Ospedale e centri riabilitativi
Certificati di invalidità INPS/ASL competente
Ricevute spese mediche Famiglia
Relazioni scolastiche o riabilitative Scuola, terapisti, specialisti

Fonte normativa verificata

La responsabilità sanitaria per danni da parto deve essere valutata alla luce delle seguenti norme:

Norma Contenuto rilevante
Legge 8 marzo 2017, n. 24 Disciplina sicurezza delle cure e responsabilità professionale sanitaria
Art. 1 Legge 24/2017 La sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute
Art. 4 Legge 24/2017 La struttura deve fornire la documentazione sanitaria disponibile entro 7 giorni dalla richiesta; eventuali integrazioni entro 30 giorni
Art. 5 Legge 24/2017 Medici e sanitari devono attenersi a linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali
Art. 7 Legge 24/2017 La struttura risponde ai sensi degli articoli 1218 e 1228 c.c.; il sanitario risponde ex art. 2043 c.c., salvo rapporto contrattuale diretto
Art. 8 Legge 24/2017 Prima della causa civile è previsto il ricorso ex art. 696-bis c.p.c. o, in alternativa, la mediazione
Art. 1218 c.c. Responsabilità per inadempimento
Art. 1228 c.c. Responsabilità per fatto degli ausiliari
Art. 2043 c.c. Risarcimento per fatto illecito
Art. 2059 c.c. Danno non patrimoniale
Art. 696-bis c.p.c. Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite
D.Lgs. 28/2010 Mediazione civile e commerciale
Art. 590-sexies c.p. Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario

Perché serve una perizia medico-legale?

Nei casi di asfissia perinatale la perizia è decisiva.

Non basta dire che il bambino ha avuto un danno dopo il parto. Bisogna ricostruire:

  • cosa è accaduto durante gravidanza, travaglio e parto;
  • se il personale sanitario ha rispettato linee guida e buone pratiche;
  • se il danno era prevedibile o evitabile;
  • se un intervento più tempestivo avrebbe probabilmente evitato o ridotto il danno;
  • se esistono cause alternative non imputabili ai sanitari.

Una buona valutazione medico-legale deve coinvolgere, quando necessario, medico legale, ginecologo, neonatologo, neurologo pediatrico e specialisti della riabilitazione.

Focus SAL Studio Assistenza Legale: assistenza in tutta Italia per risarcimento danni da errore medico

SAL Studio Assistenza Legale offre assistenza legale in tutta Italia nelle procedure di risarcimento danni da errore medico, comprese le ipotesi di danni da parto, asfissia perinatale, ritardo nel cesareo, sofferenza fetale non riconosciuta e lesioni neurologiche del neonato.

Lo studio può assistere la famiglia nella raccolta della documentazione sanitaria, nella valutazione medico-legale preliminare, nella richiesta risarcitoria alla struttura sanitaria e alla compagnia assicurativa, nella fase di ATP, mediazione o giudizio civile.

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Quando rivolgersi subito a un avvocato?

È opportuno chiedere una valutazione legale quando:

  • il neonato ha riportato danni neurologici dopo il parto;
  • vi è stato un cesareo d’urgenza eseguito in ritardo;
  • i genitori ricordano allarmi, tracciati anomali o improvvisi peggioramenti;
  • il bambino è stato trasferito in terapia intensiva neonatale;
  • sono comparse convulsioni, encefalopatia o diagnosi neurologiche;
  • la cartella clinica è incompleta;
  • l’ospedale non consegna tracciati o documenti richiesti;
  • il bambino necessita di cure, riabilitazione o assistenza continuativa.

Che cos’è l’asfissia perinatale?

L’asfissia perinatale è una condizione in cui il neonato riceve poco ossigeno prima, durante o subito dopo il parto. Può provocare danni cerebrali, convulsioni, encefalopatia ipossico-ischemica, paralisi cerebrale infantile o, nei casi più gravi, morte neonatale.

L’asfissia perinatale è sempre colpa dei medici?

No. L’asfissia perinatale non è automaticamente malasanità. Diventa rilevante sul piano legale solo se si dimostra che il danno era prevedibile o evitabile e che medici, ostetriche o struttura sanitaria hanno commesso un errore o sono intervenuti in ritardo.

Quando il ritardo nel cesareo può causare responsabilità medica?

Il ritardo nel cesareo può causare responsabilità quando vi erano segnali di sofferenza fetale, tracciato cardiotocografico patologico o emergenze ostetriche che imponevano un intervento rapido. La responsabilità va provata con cartella clinica, tracciati e perizia medico-legale.

L’indice di Apgar basso prova l’asfissia?

No. L’indice di Apgar basso è un segnale importante, ma da solo non prova l’asfissia né l’errore medico. Deve essere valutato insieme a tracciati CTG, emogasanalisi cordonale, condizioni cliniche del neonato, esami neurologici e documentazione del parto.

Chi può chiedere il risarcimento per asfissia perinatale?

Il risarcimento può essere richiesto per il bambino danneggiato, normalmente tramite i genitori o tutori. In alcuni casi anche i genitori possono chiedere il risarcimento dei danni morali, patrimoniali ed esistenziali subiti a causa delle conseguenze dell’errore medico.

Contro chi si agisce in caso di danno da parto?

Di solito si agisce contro la struttura sanitaria pubblica o privata, contro i sanitari eventualmente responsabili e contro le compagnie assicurative coinvolte. La struttura risponde anche per l’operato dei professionisti di cui si avvale.

Quanto tempo serve per ottenere il risarcimento?

I tempi dipendono dalla complessità del caso, dalla disponibilità della documentazione, dalla perizia medico-legale e dall’atteggiamento della struttura o dell’assicurazione. Alcuni casi si definiscono in via stragiudiziale, altri richiedono ATP, mediazione o causa civile.

È obbligatorio fare causa subito?

No. Nelle controversie di responsabilità sanitaria, prima della causa civile è previsto il ricorso per consulenza tecnica preventiva ex art. 696-bis c.p.c. o, in alternativa, la mediazione. Questi strumenti servono anche a tentare una soluzione prima del giudizio.

Quanto può valere un risarcimento per asfissia perinatale?

Il valore dipende dalla gravità del danno, dall’età del bambino, dal grado di invalidità, dalle cure future, dalla perdita di autonomia, dalle spese sostenute e dal danno morale ed esistenziale della famiglia. Nei casi di lesioni neurologiche permanenti il risarcimento può essere molto elevato.

 

AI Disclosure (AI Act 2025 – Legge Italiana 132/2025):
il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [20.05.2026], https://chat.openai.com.

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