Come uscire dai debiti con la legge salva suicidi

Come uscire dai debiti con la legge salva suicidi
Puoi uscire legalmente dai debiti attraverso le procedure di sovraindebitamento previste dal Codice della crisi. In base alla tua situazione, puoi ottenere una ristrutturazione sostenibile, la liquidazione controllata o, in casi particolari, l’esdebitazione senza pagamenti.
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Che cos’è oggi la legge salva suicidi?
La “legge salva suicidi” è il nome comunemente utilizzato per indicare le procedure che permettono a chi è sovraindebitato di riorganizzare o cancellare, nei limiti previsti dalla legge, i debiti che non riesce più a pagare.
La vecchia Legge n. 3/2012 è stata sostituita dal D.Lgs. n. 14/2019, cioè il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Puoi valutare queste procedure se ti trovi in una condizione di squilibrio economico stabile e non riesci più a rispettare regolarmente mutui, finanziamenti, cartelle fiscali o altri debiti.
Chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento?
Puoi accedere agli strumenti previsti dal Codice della crisi se non sei assoggettabile alla liquidazione giudiziale ordinaria.
Tra i possibili beneficiari rientrano:
- consumatori e lavoratori dipendenti;
- pensionati e disoccupati;
- professionisti;
- imprenditori minori;
- imprenditori agricoli;
- ex imprenditori con attività cessata;
- soci illimitatamente responsabili, nei casi previsti;
- enti e associazioni non commerciali.
La procedura adatta dipende dall’origine dei debiti, dal tuo patrimonio e dalla disponibilità di un reddito.
Quali procedure permettono di uscire dai debiti?
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
L’articolo 67 del Codice della crisi consente al consumatore di presentare un piano di pagamento proporzionato alle proprie possibilità economiche.
Il piano può prevedere:
- la riduzione di una parte dei debiti;
- il pagamento a rate;
- scadenze più lunghe;
- la vendita di alcuni beni;
- l’intervento economico di un familiare o di un terzo.
Non è necessario ottenere il voto favorevole dei creditori. Il piano deve però essere valutato e omologato dal tribunale.
L’accesso può essere negato quando il debitore ha determinato la propria situazione con colpa grave, malafede o frode, secondo l’articolo 69. La Cassazione, con l’ordinanza n. 21048 del 24 luglio 2025, ha chiarito che l’eventuale negligenza della banca nella concessione del credito non elimina automaticamente la colpa grave del consumatore: le due condotte devono essere valutate separatamente.
Concordato minore
Il concordato minore, regolato dall’articolo 74, è destinato principalmente a professionisti, imprenditori minori e altri debitori non qualificabili come consumatori.
Di regola deve consentire la prosecuzione dell’attività professionale o imprenditoriale. Può essere utilizzato anche in forma liquidatoria quando vengono apportate risorse esterne che aumentano in misura apprezzabile la soddisfazione dei creditori.
Liquidazione controllata
Con la liquidazione controllata, prevista dall’articolo 268, metti a disposizione dei creditori il patrimonio e, nei limiti stabiliti dal giudice, una parte dei redditi futuri.
Al termine della procedura puoi ottenere l’esdebitazione, cioè la liberazione dai debiti rimasti insoluti, se ricorrono le condizioni previste dagli articoli 278 e seguenti.
Esdebitazione del debitore incapiente
L’articolo 283 tutela la persona fisica meritevole che non possiede beni o redditi utili da offrire ai creditori, neppure in prospettiva.
Il beneficio:
- può essere concesso una sola volta;
- richiede l’assenza di frode o colpa grave;
- non comporta automaticamente il pagamento dei creditori;
- impone di dichiarare eventuali utilità rilevanti sopravvenute nei tre anni successivi.
Confronto tra le principali soluzioni
| Procedura | A chi è rivolta | Risultato possibile |
|---|---|---|
| Ristrutturazione dei debiti | Consumatori | Piano sostenibile anche senza consenso dei creditori |
| Concordato minore | Professionisti e piccoli imprenditori | Accordo approvato dai creditori e omologato |
| Liquidazione controllata | Debitori con patrimonio liquidabile | Vendita dei beni ed esdebitazione finale |
| Esdebitazione dell’incapiente | Persona fisica senza risorse utili | Cancellazione dei debiti senza pagamenti immediati |
Come si presenta la domanda?
Devi rivolgerti a un Organismo di composizione della crisi – OCC, che nomina un gestore incaricato di verificare la tua situazione.
In genere occorrono:
- elenco completo dei creditori;
- contratti di mutuo e finanziamento;
- cartelle esattoriali e atti di pignoramento;
- dichiarazioni dei redditi;
- buste paga o cedolini della pensione;
- estratti conto;
- elenco dei beni posseduti;
- documentazione delle spese familiari.
Nascondere debiti, beni o entrate può compromettere la procedura.
La domanda blocca pignoramenti e aste?
No, il deposito della domanda non sospende automaticamente ogni esecuzione. Devi chiedere specifiche misure protettive e il giudice deve concederle.
Il tribunale può impedire l’avvio o la prosecuzione di pignoramenti e altre azioni esecutive quando ciò è necessario per tutelare il piano. Se un’asta è già fissata, devi agire senza attendere gli ultimi giorni.
Quali debiti non vengono cancellati?
L’esdebitazione non libera, tra gli altri, dagli obblighi di mantenimento e alimentari, dai risarcimenti dovuti per fatti illeciti extracontrattuali e dalle sanzioni penali o amministrative pecuniarie non accessorie a debiti estinti.
Domande frequenti sulla legge salva suicidi
Posso cancellare tutti i miei debiti?
Non sempre. Il tribunale valuta origine dei debiti, patrimonio, reddito e correttezza del tuo comportamento. Alcuni debiti non sono esdebitabili.
Posso accedere anche se ho debiti con l’Agenzia delle Entrate?
Sì. I debiti fiscali possono essere inseriti nella procedura, ma devono essere trattati secondo le regole previste dal Codice della crisi.
Devo avere uno stipendio per presentare la domanda?
Non necessariamente. Se hai un reddito puoi proporre un piano; se non possiedi risorse utili, puoi valutare l’esdebitazione dell’incapiente.
Posso salvare la casa dal pignoramento?
Dipende dal valore dell’immobile, dal mutuo residuo e dalla sostenibilità del piano. La procedura non garantisce automaticamente che la casa venga conservata.
Quanto dura una procedura di sovraindebitamento?
Non esiste una durata uguale per tutti. Dipende dalla procedura scelta, dal tribunale competente, dalle contestazioni dei creditori e dal contenuto del piano.


