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Unione civile e pensione di reversibilità: Come funziona

Unione civile e pensione di reversibilità: Come funziona

Unione civile e pensione di reversibilità: come funziona, chi ne ha diritto e cosa succede se l’unione è sciolta

Il partner superstite di un’unione civile ha diritto alla pensione di reversibilità o alla pensione indiretta alle stesse condizioni previste per il coniuge sposato. La Legge n. 76/2016 equipara la parte dell’unione civile al coniuge per i diritti previdenziali, inclusa la pensione ai superstiti.

Fonte normativa

La disciplina principale si fonda sulla Legge 20 maggio 2016, n. 76, che ha introdotto le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

L’art. 1, comma 20, stabilisce che le disposizioni che si riferiscono al matrimonio, al coniuge o ai coniugi si applicano anche a ciascuna parte dell’unione civile, salvo le eccezioni previste dalla legge.

L’INPS ha chiarito che, dal 5 giugno 2016, la parte dell’unione civile è equiparata al coniuge ai fini delle prestazioni pensionistiche e previdenziali, compresa la pensione ai superstiti, cioè reversibilità e pensione indiretta.

Per lo scioglimento dell’unione civile, la stessa Legge n. 76/2016 prevede che l’unione possa sciogliersi dopo la manifestazione di volontà davanti all’ufficiale dello stato civile e che la domanda possa essere proposta decorsi tre mesi da tale dichiarazione.

La legge richiama inoltre, in quanto compatibili, anche gli strumenti del divorzio e della negoziazione assistita.


Cos’è la pensione di reversibilità nell’unione civile

La pensione di reversibilità è la prestazione che l’INPS riconosce al superstite quando la persona deceduta era già titolare di pensione.

Nel caso dell’unione civile, il partner superstite viene trattato come il coniuge superstite. Questo significa che, se l’unione civile era ancora valida al momento del decesso, la parte rimasta in vita può chiedere la pensione ai superstiti secondo le regole ordinarie previste dall’INPS.

La tutela non dipende dalla durata dell’unione civile, né dalla prova di una convivenza economica, quando il diritto nasce dalla qualità giuridica di parte dell’unione civile.


Reversibilità e pensione indiretta: qual è la differenza

La pensione ai superstiti può essere di due tipi:

Prestazione Quando spetta
Pensione di reversibilità Quando il partner deceduto era già pensionato
Pensione indiretta Quando il partner deceduto non era ancora pensionato, ma aveva maturato i requisiti contributivi minimi

Secondo l’INPS, la pensione indiretta può essere riconosciuta se il lavoratore deceduto aveva almeno 15 anni di anzianità assicurativa e contributiva, oppure 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva, di cui almeno 3 nei 5 anni precedenti il decesso.


Il partner dell’unione civile ha gli stessi diritti del coniuge?

Sì. Ai fini previdenziali, il partner dell’unione civile è equiparato al coniuge.

Questo è il punto più importante dell’intera disciplina: la reversibilità non è riservata solo alle coppie sposate.

Anche chi ha costituito un’unione civile può ottenere la pensione ai superstiti, se ricorrono i requisiti previsti dalla legge.

Attenzione però: la convivenza di fatto non è la stessa cosa dell’unione civile. Il convivente di fatto non ha automaticamente lo stesso diritto alla pensione di reversibilità riconosciuto al coniuge o alla parte dell’unione civile.


Quanto spetta al partner superstite

L’importo della pensione ai superstiti è calcolato come percentuale della pensione già liquidata o spettante alla persona deceduta.

Secondo le aliquote INPS:

Beneficiari Percentuale spettante
Solo partner superstite 60%
Partner superstite + 1 figlio 80%
Partner superstite + 2 o più figli 100%
Solo 1 figlio, senza partner/coniuge 70%
Due figli, senza partner/coniuge 80%
Tre o più figli, senza partner/coniuge 100%

Le aliquote ufficiali sono indicate dall’INPS nella scheda dedicata alla pensione ai superstiti.


I redditi del superstite possono ridurre la reversibilità?

Sì. La pensione di reversibilità può essere ridotta se il beneficiario possiede redditi personali oltre determinate soglie.

La regola generale deriva dall’art. 1, comma 41, della Legge n. 335/1995 e dalla Tabella F sul cumulo tra pensione ai superstiti e redditi del beneficiario. L’INPS indica riduzioni del 25%, 40% o 50% al superamento delle soglie previste.

Per il 2026, l’INPS ha indicato un trattamento minimo annuo pari a € 7.954,05; da questo valore derivano le soglie di riferimento pari a 3, 4 e 5 volte il trattamento minimo annuo.

Reddito personale annuo 2026 Effetto sulla reversibilità
Fino a € 23.862,15 Nessuna riduzione
Oltre € 23.862,15 e fino a € 31.816,20 Riduzione del 25%
Oltre € 31.816,20 e fino a € 39.770,25 Riduzione del 40%
Oltre € 39.770,25 Riduzione del 50%

Le riduzioni non si applicano se nel nucleo familiare sono presenti figli minori, studenti o inabili secondo la disciplina indicata dall’INPS.


Da quando decorre la pensione di reversibilità

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato o dell’assicurato.

Questo significa che non bisogna attendere mesi per maturare il diritto, ma è importante presentare correttamente la domanda e allegare la documentazione utile.


Come fare domanda all’INPS

La domanda deve essere presentata online tramite il servizio INPS dedicato alla pensione ai superstiti. In alternativa, è possibile rivolgersi al Contact Center INPS oppure a patronati e intermediari abilitati.

Di solito servono:

  • documento d’identità;
  • codice fiscale del richiedente;
  • dati del partner deceduto;
  • certificazione o autocertificazione dell’unione civile;
  • IBAN;
  • eventuale documentazione relativa ai figli aventi diritto;
  • informazioni sui redditi personali del superstite.

Cosa succede se l’unione civile era già sciolta

Se l’unione civile era già stata sciolta prima del decesso, il diritto alla reversibilità non va dato per scontato.

In questi casi occorre verificare:

  • se esisteva un assegno periodico a favore dell’ex partner;
  • se ricorrono condizioni analoghe a quelle previste per l’ex coniuge divorziato;
  • se vi sono altri soggetti aventi diritto;
  • se serve una valutazione giudiziale della quota spettante.

È un punto delicato, perché la situazione cambia molto a seconda degli atti, degli accordi e dei provvedimenti già emessi.


Scioglimento dell’unione civile: come funziona

L’unione civile può sciogliersi quando una o entrambe le parti manifestano la volontà di scioglimento davanti all’ufficiale dello stato civile. La domanda di scioglimento può essere proposta dopo tre mesi da tale manifestazione.

In pratica, lo scioglimento può avvenire:

Procedura Quando si usa
Tribunale Se vi sono conflitti o questioni complesse
Negoziazione assistita con avvocati Se le parti raggiungono un accordo
Procedura davanti all’ufficiale di stato civile Nei casi consentiti, senza figli minori o soggetti fragili e senza trasferimenti patrimoniali complessi

Molti Comuni indicano che, decorsi tre mesi dalla manifestazione di volontà, le parti possono procedere con domanda giudiziale, procedura davanti all’ufficiale di stato civile o negoziazione assistita.


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Il servizio è pensato per chi vuole gestire la pratica con il supporto di un avvocato, riducendo tempi, spostamenti e incertezze procedurali.

La tariffa per la procedura online è di € 350 a partner. Nei casi idonei, la definizione della pratica può avvenire in circa 15 giorni, fermo restando il rispetto dei termini di legge, degli adempimenti davanti all’ufficiale di stato civile e degli eventuali tempi degli uffici competenti.

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Quando è utile rivolgersi a un avvocato

L’assistenza legale è particolarmente utile quando:

  • bisogna sciogliere l’unione civile rapidamente e senza errori;
  • vi sono accordi economici da regolare;
  • una parte chiede un assegno periodico;
  • ci sono beni, casa, conti o rapporti patrimoniali da chiarire;
  • si vuole verificare l’impatto dello scioglimento su pensione di reversibilità, successione o diritti futuri;
  • l’unione è già sciolta e occorre capire se esiste un diritto alla quota di reversibilità.

Un errore frequente è pensare che la pensione di reversibilità e lo scioglimento dell’unione civile siano due temi separati. In realtà possono incrociarsi, soprattutto quando lo scioglimento avviene prima del decesso e sono stati previsti obblighi economici tra le parti.


Errori da evitare

Il primo errore è confondere unione civile e convivenza di fatto. La parte dell’unione civile ha una tutela previdenziale equiparata al coniuge; il convivente di fatto, invece, non ha automaticamente lo stesso diritto.

Il secondo errore è pensare che la reversibilità sia sempre pari al 60% senza riduzioni. Il 60% è la quota base del partner superstite solo, ma l’importo può ridursi in presenza di redditi personali elevati.

Il terzo errore è presentare una domanda INPS incompleta. La domanda deve essere coerente con lo stato civile, i dati contributivi del defunto, la presenza di eventuali figli e i redditi del superstite.

Il quarto errore è sciogliere l’unione civile senza valutare prima le conseguenze economiche e previdenziali, specialmente se una parte dipende economicamente dall’altra.


FAQ

Il partner di un’unione civile ha diritto alla pensione di reversibilità?

Sì. Il partner superstite di un’unione civile ha diritto alla pensione di reversibilità alle stesse condizioni previste per il coniuge sposato. La Legge n. 76/2016 equipara la parte dell’unione civile al coniuge per i diritti previdenziali.

Quanto prende il partner superstite dell’unione civile?

Il partner superstite solo ha diritto, in via ordinaria, al 60% della pensione del partner deceduto. La percentuale sale all’80% se c’è un figlio avente diritto e al 100% se ci sono due o più figli aventi diritto.

La reversibilità spetta anche se il partner non era ancora pensionato?

Sì, ma in questo caso si parla di pensione indiretta. Spetta se il partner deceduto aveva maturato i requisiti contributivi minimi previsti dalla legge.

La pensione di reversibilità si riduce se ho altri redditi?

Sì. Se il superstite possiede redditi personali superiori alle soglie previste, la pensione può essere ridotta del 25%, 40% o 50%. Per il 2026 le soglie sono calcolate sul trattamento minimo INPS annuo.

La convivenza di fatto dà diritto alla pensione di reversibilità?

No, non automaticamente. La convivenza di fatto non produce gli stessi effetti previdenziali dell’unione civile o del matrimonio. La pensione di reversibilità spetta al coniuge o alla parte dell’unione civile, non al semplice convivente di fatto.

Se l’unione civile è stata sciolta prima del decesso, spetta la reversibilità?

Non automaticamente. Bisogna verificare se esistevano provvedimenti o accordi economici a favore dell’ex partner e se ricorrono condizioni analoghe a quelle previste per l’ex coniuge divorziato.

Come si scioglie un’unione civile?

L’unione civile può sciogliersi dopo che una o entrambe le parti hanno manifestato la volontà di scioglimento davanti all’ufficiale dello stato civile. Dopo tre mesi è possibile procedere con domanda di scioglimento, anche tramite negoziazione assistita nei casi idonei.

Quanto costa sciogliere un’unione civile online con SAL?

Lo Studio Assistenza Legale – SAL offre assistenza online per lo scioglimento veloce dell’unione civile con tariffa di € 350 a partner. Nei casi idonei, la pratica può essere definita in circa 15 giorni, nel rispetto dei termini di legge e degli adempimenti richiesti.

 

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il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [10.05.2026], https://chat.openai.com.

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