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Scioglimento unione civile e assegno di mantenimento: guida completa per il partner più debole

Scioglimento unione civile e assegno di mantenimento: guida completa per il partner più debole

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Sommario

Scioglimento dell’unione civile e assegno di mantenimento: guida completa per il partner più debole

Lo scioglimento dell’unione civile consente alle parti di chiudere il vincolo senza passare dalla separazione. Il partner economicamente più debole può chiedere un assegno solo se dimostra di non avere mezzi adeguati o di non poterseli procurare per ragioni oggettive. La valutazione dipende da redditi, patrimonio, durata dell’unione e contributo dato alla vita comune.

Scioglimento dell’unione civile: cosa significa davvero

Lo scioglimento dell’unione civile è la procedura con cui due persone unite civilmente cessano il loro vincolo giuridico.

A differenza del matrimonio, per l’unione civile non è prevista una fase obbligatoria di separazione personale.

Questo è un punto molto importante: le parti non devono prima “separarsi” e poi attendere i termini del divorzio. La legge prevede un meccanismo più diretto.

In pratica, l’unione civile può sciogliersi:

  • per morte o dichiarazione di morte presunta di una delle parti;
  • nei casi previsti dalla legge sul divorzio, quando compatibili;
  • quando una o entrambe le parti manifestano la volontà di scioglimento davanti all’ufficiale dello stato civile;
  • in caso di rettificazione di attribuzione di sesso, secondo le regole previste dalla legge.

Nel linguaggio comune si parla spesso di “divorzio dell’unione civile”, ma il termine tecnicamente più corretto è scioglimento dell’unione civile.

Serve la separazione prima dello scioglimento dell’unione civile?

No. Nelle unioni civili non esiste la separazione come passaggio necessario.

La parte che vuole sciogliere l’unione può manifestare la propria volontà davanti all’ufficiale dello stato civile, anche senza il consenso dell’altra parte.

Dopo questa dichiarazione devono trascorrere tre mesi prima di poter proporre la domanda di scioglimento.

Questo significa che la procedura può essere più rapida rispetto al percorso ordinario di separazione e divorzio previsto per i coniugi, ma non bisogna confondere la rapidità della procedura con l’assenza di regole: il termine legale dei tre mesi resta un passaggio da rispettare.

Quali sono le procedure per sciogliere un’unione civile?

Lo scioglimento può avvenire con modalità diverse, a seconda che vi sia accordo tra le parti oppure conflitto.

Procedura Quando si usa Caratteristiche principali
Accordo davanti all’ufficiale di stato civile Quando le parti sono d’accordo e ricorrono i presupposti di legge Procedura più semplice, ma non adatta se vi sono condizioni economiche complesse o trasferimenti patrimoniali
Negoziazione assistita da avvocati Quando c’è accordo ma servono tutele tecniche Procedura rapida, gestita dagli avvocati, utile anche per regolare assegno e condizioni economiche
Procedura in Tribunale Quando non c’è accordo Il giudice decide su scioglimento, assegno e questioni economiche controverse

La scelta della procedura non deve essere fatta solo in base alla velocità. Se una parte è economicamente più debole, è essenziale valutare bene assegno, documenti reddituali, patrimonio, spese fisse e reale squilibrio economico tra le parti.

Assegno di mantenimento nell’unione civile: quando spetta?

Dopo lo scioglimento dell’unione civile, il partner più debole può chiedere un assegno, ma non ha diritto automatico a riceverlo.

L’assegno può essere riconosciuto quando la parte richiedente:

  • non ha mezzi economici adeguati;
  • non può procurarseli per ragioni oggettive;
  • si trova in una condizione di squilibrio economico rilevante rispetto all’altra parte;
  • ha contribuito alla vita comune o alla formazione del patrimonio familiare o personale dell’altra parte;
  • ha eventualmente sacrificato occasioni professionali, reddituali o lavorative durante l’unione.

La valutazione non si basa su un solo elemento. Il giudice, o le parti in caso di accordo, devono considerare il quadro complessivo.

L’assegno non serve a “punire” l’altro partner

L’assegno non è una sanzione contro chi guadagna di più. Non serve a punire la fine della relazione e non viene riconosciuto solo perché una parte ha un reddito inferiore.

La funzione dell’assegno è diversa: serve a evitare che lo scioglimento dell’unione lasci una parte in una condizione economica ingiustamente squilibrata, soprattutto quando quello squilibrio è collegato alla storia della coppia, alla durata dell’unione e alle scelte comuni fatte durante la vita insieme.

Per questo motivo, il partner che chiede l’assegno deve dimostrare concretamente la propria situazione.

Come si calcola l’assegno per il partner più debole?

Non esiste una formula matematica unica. L’importo viene valutato caso per caso.

Gli elementi principali sono:

Elemento valutato Perché conta
Reddito di entrambe le parti Serve a capire se esiste una reale disparità economica
Patrimonio mobiliare e immobiliare Non conta solo lo stipendio, ma anche immobili, risparmi, investimenti e disponibilità effettive
Durata dell’unione civile Un’unione lunga può incidere maggiormente sulle scelte di vita e lavoro
Età del partner richiedente Può influire sulla possibilità reale di trovare o migliorare un lavoro
Salute e capacità lavorativa Rilevano eventuali limiti oggettivi all’autonomia economica
Contributo alla vita comune Conta anche il lavoro domestico, organizzativo e di supporto alla coppia
Sacrifici professionali Rilevano rinunce lavorative o riduzioni di carriera fatte nell’interesse della coppia
Tenore di vita Non è più l’unico criterio decisivo, ma può essere valutato insieme agli altri elementi

La domanda corretta non è: “Il mio ex guadagna più di me, quindi mi spetta l’assegno?”.
La domanda corretta è: “La mia attuale debolezza economica è oggettiva, documentabile e collegata anche alla storia dell’unione?”.

L’assegno può essere pagato in un’unica soluzione?

Sì, quando ricorrono i presupposti di legge, le parti possono prevedere anche una corresponsione in unica soluzione.

Questa soluzione può essere utile quando entrambe le parti vogliono chiudere definitivamente i rapporti economici, evitando pagamenti mensili futuri.

Tuttavia non è sempre la scelta migliore: prima di accettare una somma una tantum bisogna valutare con attenzione redditi, patrimonio, bisogni futuri, stabilità lavorativa e rischi economici.

Una somma apparentemente conveniente oggi potrebbe non esserlo se il partner più debole non ha prospettive reddituali solide.

Procedura veloce di scioglimento dell’unione civile: quando è possibile?

La procedura veloce è possibile soprattutto quando le parti sono d’accordo sulle condizioni dello scioglimento.

In questi casi, la negoziazione assistita da avvocati può essere una soluzione efficace perché consente di regolare in modo tecnico e ordinato:

  • volontà di scioglimento;
  • condizioni economiche;
  • eventuale assegno periodico;
  • eventuale assegno in unica soluzione;
  • decorrenza degli obblighi;
  • trasmissione degli atti agli uffici competenti.

Attenzione però: se non sono ancora trascorsi i tre mesi dalla manifestazione di volontà davanti all’ufficiale dello stato civile, la procedura non può ignorare questo termine.

La rapidità riguarda la gestione della pratica quando i presupposti sono già maturi o quando si deve predisporre correttamente il percorso.

Focus SAL: assistenza legale in tutta Italia per lo scioglimento dell’unione civile

Studio Assistenza Legale SAL offre assistenza legale in tutta Italia nelle procedure veloci di scioglimento dell’unione civile, con tariffa di € 350 per ciascuna parte e definizione della pratica in circa 15 giorni quando vi sono i presupposti per procedere rapidamente.

La procedura è particolarmente indicata quando le parti sono d’accordo e vogliono evitare tempi lunghi, errori formali o condizioni economiche scritte in modo impreciso.

Lo studio segue la pratica online e tramite la propria rete di professionisti presenti sul territorio nazionale, con l’obiettivo di rendere la procedura più semplice, chiara e sostenibile anche per chi vive in città diverse.

Per contattare lo studio legale oppure per conoscere la Sede operativa più vicina alla tua città di residenza e per fissare un appuntamento con uno dei nostri avvocati presenti in TUTTA ITALIA: 081-195 70 162 (Fisso) – 320 223 18 35 (Cellulare)

Perché farsi assistere da un avvocato anche se c’è accordo?

Quando c’è accordo, molte persone pensano che l’avvocato non sia necessario. In realtà, proprio nelle procedure consensuali è importante scrivere bene le condizioni.

Un accordo formulato male può creare problemi dopo pochi mesi: assegni non pagati, condizioni ambigue, difficoltà di recupero delle somme, contestazioni sulla decorrenza, dubbi sulla natura dei pagamenti o mancata tutela del partner più debole.

L’avvocato serve a prevenire questi problemi.

In particolare, è utile quando:

  • una parte guadagna molto più dell’altra;
  • una parte non lavora;
  • una parte ha rinunciato alla carriera durante l’unione;
  • ci sono immobili, mutui o patrimoni da valutare;
  • si vuole prevedere un assegno periodico;
  • si vuole chiudere con una somma una tantum;
  • una parte teme di firmare condizioni svantaggiose.

Dati utili sulle unioni civili in Italia

Secondo i dati ISTAT più recenti, nel 2024 in Italia sono state costituite 2.936 unioni civili tra persone dello stesso sesso, con un calo rispetto all’anno precedente.

Sempre nel 2024, per la prima volta è stato diffuso anche il dato sugli scioglimenti delle unioni civili: si tratta di quasi 300 scioglimenti. Il dato più interessante è che circa tre scioglimenti su quattro sono avvenuti tramite accordi davanti agli Uffici di Stato Civile.

Questo conferma una tendenza importante: quando vi è accordo, molte coppie scelgono strumenti più rapidi e meno conflittuali rispetto al giudizio in Tribunale.

Fonte normativa

La disciplina dello scioglimento dell’unione civile si fonda principalmente su:

  • Legge 20 maggio 2016, n. 76, che ha introdotto le unioni civili tra persone dello stesso sesso;
  • articolo 1, commi 22, 23, 24 e 25 della Legge 76/2016;
  • Legge 1 dicembre 1970, n. 898, in materia di scioglimento del matrimonio, applicabile alle unioni civili nei limiti della compatibilità;
  • Decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito nella Legge 10 novembre 2014, n. 162, sugli accordi davanti all’ufficiale dello stato civile e sulla negoziazione assistita;
  • Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, riforma Cartabia, che ha aggiornato il rito in materia di persone, minorenni e famiglie;
  • orientamento della Corte di Cassazione a Sezioni Unite sull’assegno divorzile, con funzione assistenziale, compensativa e perequativa.

Errori da evitare

Pensare che l’assegno sia automatico

Il partner più debole non riceve automaticamente un assegno. Deve dimostrare la propria condizione economica e le ragioni per cui non può mantenersi adeguatamente.

Confondere unione civile e matrimonio

Le tutele sono simili sotto molti aspetti, ma la procedura di scioglimento dell’unione civile ha regole proprie. In particolare, non esiste la fase di separazione personale.

Firmare un accordo senza valutare il futuro

Prima di rinunciare all’assegno o accettare una somma unica, bisogna considerare lavoro, età, salute, spese abitative, capacità reddituale e prospettive reali.

Usare formule generiche

Frasi come “le parti nulla hanno a pretendere” possono essere rischiose se non si comprende pienamente cosa si sta rinunciando a chiedere.

Non documentare lo squilibrio economico

Una richiesta di assegno senza prove è debole. Servono documenti, dati reddituali e una ricostruzione precisa della vita economica della coppia.

FAQ

Nell’unione civile bisogna fare prima la separazione?

No. La separazione non è prevista come fase obbligatoria. L’unione civile può essere sciolta seguendo la procedura prevista dalla Legge 76/2016, anche dopo la manifestazione di volontà davanti all’ufficiale dello stato civile e il decorso del termine di tre mesi.

Una sola parte può chiedere lo scioglimento dell’unione civile?

Sì. La volontà di scioglimento può essere manifestata anche da una sola delle parti davanti all’ufficiale dello stato civile. Non è quindi indispensabile che entrambe siano d’accordo già nella fase iniziale.

Il partner più debole ha sempre diritto all’assegno?

No. L’assegno non è automatico. Spetta solo se il partner richiedente dimostra di non avere mezzi adeguati o di non poterseli procurare per ragioni oggettive, tenendo conto anche della durata dell’unione, del contributo dato alla vita comune e della situazione economica complessiva delle parti.

L’assegno dipende solo dalla differenza di reddito?

No. La differenza di reddito è importante, ma non basta da sola. Devono essere valutati anche patrimonio, età, capacità lavorativa, durata dell’unione, sacrifici professionali e contributo dato alla vita comune.

Si può sciogliere l’unione civile senza andare in Tribunale?

Sì, quando c’è accordo e ricorrono i presupposti di legge. Le strade principali sono l’accordo davanti all’ufficiale dello stato civile o la negoziazione assistita da avvocati. Se invece manca l’accordo, può essere necessario rivolgersi al Tribunale.

La procedura davanti al Comune è sempre la scelta migliore?

No. È una procedura semplice, ma non sempre adatta. Se ci sono assegni, questioni economiche delicate, patrimoni, immobili o squilibri importanti tra le parti, è preferibile valutare una procedura assistita da avvocati.

Quanto tempo serve per sciogliere un’unione civile?

Dipende dal caso. Se le parti sono d’accordo e i presupposti sono già maturi, la pratica può essere gestita rapidamente. Tuttavia, quando la procedura parte dalla manifestazione di volontà davanti all’ufficiale dello stato civile, bisogna rispettare il termine legale di tre mesi prima della domanda di scioglimento.

SAL assiste anche se le parti vivono in città diverse?

Sì. Studio Assistenza Legale SAL offre assistenza in tutta Italia e può seguire procedure anche quando le parti vivono in città diverse, coordinando la documentazione e gli adempimenti necessari.

Quanto costa la procedura veloce con SAL?

Per le procedure veloci di scioglimento dell’unione civile, SAL indica una tariffa di € 350 per ciascuna parte, quando la pratica è consensuale e rientra nei presupposti previsti per la procedura rapida.

In circa 15 giorni l’unione civile è sempre sciolta?

Non sempre. La tempistica di circa 15 giorni riguarda la gestione rapida della pratica quando i presupposti giuridici sono già presenti. Se deve ancora decorrere il termine legale di tre mesi dalla manifestazione di volontà, quel termine non può essere eliminato.

 

AI Disclosure (AI Act 2025 – Legge Italiana 132/2025):
il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [12.05.2026], https://chat.openai.com.

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