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Indennità di accompagnamento: diritti e doveri dell’accompagnatore

Indennità di accompagnamento: diritti e doveri dell’accompagnatore

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica dell’INPS destinata alle persone totalmente invalide che necessitano di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita.
Un aspetto spesso trascurato riguarda la figura dell’accompagnatore, ossia chi presta supporto alla persona non autosufficiente.

Quali diritti ha? Quali responsabilità deve assumersi?

Questa guida chiarisce in modo semplice e completo i diritti e doveri dell’accompagnatore, evitando equivoci e rischi legali.


Che cos’è l’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento è riconosciuta a chi:

  • ha invalidità civile al 100%,

  • non è in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita,

  • non può deambulare senza assistenza.

Il beneficio viene erogato per 12 mensilità, non è soggetto a limiti di reddito e non richiede contribuzione previdenziale.


Chi è l’accompagnatore e quale ruolo svolge

L’accompagnatore è la persona che assiste quotidianamente il beneficiario dell’accompagnamento, fornendo:

  • aiuto nella mobilità,

  • supporto nell’igiene personale,

  • vigilanza costante,

  • accompagnamento a visite e terapie,

  • assistenza nelle attività quotidiane.

Può essere un familiare, un conoscente, un vicino oppure una figura professionale come una badante. Non è necessario indicarlo formalmente all’INPS.


Diritti dell’accompagnatore

1. Nessun obbligo di convivenza

La legge non impone che l’accompagnatore viva nella stessa abitazione dell’assistito. L’importante è che l’aiuto sia reale e continuativo.

2. Assistenza condivisa

Più persone possono alternarsi nel ruolo di accompagnatore, senza limiti formali.

3. Possibilità di lavorare

L’accompagnatore può svolgere un lavoro regolare, purché compatibile con l’obbligo di assistenza continuativa.

4. Diritto a un compenso

La legge non assegna automaticamente un compenso, ma l’accompagnatore può essere retribuito tramite:

  • contratto di lavoro come badante,

  • accordo privato con la famiglia o l’assistito.


Doveri dell’accompagnatore

1. Assistenza adeguata e continua

L’accompagnatore deve essere in grado di fornire un supporto regolare nella vita quotidiana dell’invalido.

2. Supporto negli atti ordinari della vita

Tra cui alimentazione, igiene personale, somministrazione farmaci, mobilità e prevenzione dei rischi.

3. Sorveglianza

Il beneficiario richiede vigilanza costante o comunque sufficiente a garantirne l’incolumità.

4. Collaborazione con medici e INPS

Se richiesto, l’accompagnatore deve collaborare durante visite di revisione o accertamenti.

5. Veridicità delle informazioni

Eventuali dichiarazioni rese ad enti pubblici devono essere corrette e non mendaci.


Accompagnatore e responsabilità legali

L’accompagnatore non è responsabile della condizione dell’invalido, ma può incorrere in responsabilità nei seguenti casi:

  • abbandono dell’assistito,

  • dichiarazioni false,

  • utilizzo improprio dell’indennità,

  • compensi versati in nero,

  • mancanza totale di assistenza.

Nei casi più gravi può configurarsi abbandono di incapace o truffa ai danni dello Stato.


Si può percepire compenso come accompagnatore?

Sì, ma il compenso non è automatico. L’indennità viene riconosciuta all’assistito, non al caregiver.
L’accompagnatore può essere pagato solo tramite:

  • contratto regolare da collaboratore domestico,

  • accordo privato volontario.

Non esiste una quota dell’indennità destinata per legge all’accompagnatore.


FAQ – Domande frequenti

L’accompagnatore deve essere un parente?

No, può essere qualsiasi persona effettivamente disponibile all’assistenza.

Deve essere presente 24 ore al giorno?

La legge richiede una vigilanza adeguata, non una presenza continuativa ininterrotta.

L’assistito può vivere da solo?

Sì, ma solo se l’assistenza viene garantita da una o più persone.

L’accompagnatore può cambiare nel tempo?

Sì, e non è necessario comunicarlo all’INPS.

Una temporanea assenza dell’accompagnatore fa perdere il diritto?

No, purché sia garantita comunque un’assistenza continuativa.

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