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Quanto costa il divorzio in Comune: requisiti, tempi e alternative

Quanto costa il divorzio in Comune: requisiti, tempi e alternative

Quanto costa il divorzio in Comune e come funziona

Il divorzio in Comune costa 16 euro di diritto fisso, ma non è sempre possibile. È una procedura semplificata utilizzabile solo quando i coniugi sono d’accordo e non hanno figli minori, figli maggiorenni non economicamente autosufficienti, figli incapaci o con disabilità grave in comune. In presenza di figli, la soluzione più rapida e tutelante è spesso la negoziazione assistita con avvocati, che lo Studio Legale SAL offre in tutta Italia a €350 a coniuge per la procedura veloce.


Cos’è il divorzio in Comune

Il divorzio in Comune è una procedura introdotta dall’art. 12 del D.L. 132/2014, convertito nella Legge 162/2014, che consente ai coniugi di comparire davanti all’Ufficiale dello Stato Civile per concludere un accordo di separazione, divorzio o modifica delle condizioni già stabilite. L’assistenza dell’avvocato è facoltativa.

In concreto, i coniugi si presentano presso il Comune competente e dichiarano congiuntamente la volontà di divorziare. Dopo il primo incontro, viene fissato un secondo appuntamento, non prima di 30 giorni, per confermare l’accordo. Solo dopo la conferma l’accordo diventa efficace.


Quanto costa il divorzio in Comune

Il costo amministrativo del divorzio in Comune è di €16,00 come diritto fisso. Non è richiesta marca da bollo, secondo quanto indicato anche da Roma Capitale per la procedura davanti all’Ufficiale di Stato Civile.

Procedura Costo indicativo Quando si può usare
Divorzio in Comune €16 Solo senza figli comuni minori/non autosufficienti e senza trasferimenti patrimoniali
Divorzio consensuale con negoziazione assistita SAL €350 a coniuge Anche con figli minori o maggiorenni non economicamente indipendenti
Divorzio in Tribunale Variabile Quando serve intervento giudiziale o quando non c’è accordo

Il punto da non sottovalutare è questo: il Comune costa poco, ma non è la procedura adatta a tutti. Il costo di €16 riguarda solo il diritto fisso amministrativo, non eventuali consulenze legali, controlli sugli accordi, gestione dei documenti o assistenza nella definizione delle condizioni economiche e familiari.


Requisiti per divorziare in Comune

Il divorzio in Comune è possibile solo se ricorrono queste condizioni:

  1. i coniugi sono entrambi d’accordo;
  2. non ci sono figli comuni minorenni;
  3. non ci sono figli comuni maggiorenni economicamente non autosufficienti;
  4. non ci sono figli comuni incapaci o con disabilità grave;
  5. l’accordo non contiene trasferimenti patrimoniali;
  6. sono già trascorsi i termini minimi dalla separazione.

Dopo quanto tempo dalla separazione si può divorziare

Per chiedere il divorzio occorre che la separazione si sia protratta ininterrottamente per:

Tipo di separazione Termine minimo per chiedere il divorzio
Separazione consensuale 6 mesi
Separazione giudiziale 12 mesi

La Legge 55/2015 sul divorzio breve ha ridotto i termini: sei mesi in caso di separazione consensuale e dodici mesi in caso di separazione giudiziale.


Tempi del divorzio in Comune: perché possono diventare lunghi

Sulla carta, il divorzio in Comune sembra molto rapido. La procedura prevede:

  1. richiesta di appuntamento;
  2. primo incontro davanti all’Ufficiale di Stato Civile;
  3. secondo appuntamento dopo almeno 30 giorni;
  4. conferma dell’accordo;
  5. registrazione dell’atto.

Il termine minimo tra primo e secondo incontro è quindi non inferiore a 30 giorni.

Nella pratica, però, i tempi possono allungarsi per ragioni organizzative del singolo Comune: disponibilità limitata degli appuntamenti, uffici sovraccarichi, documentazione incompleta, necessità di verificare atti precedenti o richiesta di copie autentiche. Per questo motivo il divorzio in Comune non sempre è la soluzione più veloce, soprattutto nei Comuni grandi o con uffici di stato civile molto congestionati.


Quando il divorzio in Comune non è possibile

Il divorzio in Comune non è la strada corretta quando:

  • ci sono figli minorenni;
  • ci sono figli maggiorenni non economicamente autosufficienti;
  • ci sono figli incapaci o con disabilità grave;
  • occorre disciplinare in modo articolato mantenimento, affidamento, collocamento o visite;
  • l’accordo prevede trasferimenti immobiliari o patrimoniali;
  • serve regolare l’assegnazione della casa familiare;
  • uno dei coniugi non è pienamente d’accordo.

In questi casi, presentarsi in Comune rischia solo di far perdere tempo. È più utile scegliere una procedura giuridicamente idonea fin dall’inizio.


Divorzio con figli: perché serve la negoziazione assistita o il Tribunale

Quando sono presenti figli minorenni o maggiorenni non economicamente indipendenti, la procedura deve garantire un controllo maggiore sugli accordi. Non basta dichiarare la volontà di divorziare: bisogna disciplinare aspetti come:

Aspetto da regolare Esempi
Affidamento condiviso, esclusivo in casi particolari
Collocamento presso quale genitore vivranno prevalentemente i figli
Visite tempi di permanenza con l’altro genitore
Mantenimento assegno mensile, spese ordinarie e straordinarie
Casa familiare eventuale assegnazione al genitore collocatario
Decisioni importanti scuola, salute, attività educative

Per questo, se ci sono figli, la procedura veloce non è quella davanti al Comune, ma la negoziazione assistita, se i coniugi sono d’accordo.


Procedura veloce SAL: divorzio consensuale con figli a €350 a coniuge

Lo Studio Legale SAL – Studio Assistenza Legale offre assistenza legale in tutta Italia per il divorzio consensuale con procedura veloce di negoziazione assistita al costo di:

€350 a coniuge

Questa soluzione è particolarmente utile quando i coniugi sono d’accordo sul divorzio, ma non possono usare la procedura in Comune perché sono presenti:

  • figli minorenni;
  • figli maggiorenni non economicamente autosufficienti;
  • condizioni da regolare su mantenimento, casa familiare, visite e responsabilità genitoriale.

La negoziazione assistita consente di evitare, nei casi idonei, il percorso ordinario in Tribunale e di gestire la pratica con il supporto degli avvocati, con maggiore tutela rispetto al “fai da te” in Comune.


Comune o negoziazione assistita: quale conviene?

Situazione familiare Procedura consigliata
Nessun figlio, nessun trasferimento patrimoniale, accordo semplice Comune
Figli minorenni Negoziazione assistita o Tribunale
Figli maggiorenni non autosufficienti Negoziazione assistita o Tribunale
Accordo economico articolato Avvocato / negoziazione assistita
Casa familiare da regolare Avvocato / negoziazione assistita
Uno dei coniugi non collabora Tribunale
Si vuole una procedura seguita da professionisti Negoziazione assistita

La scelta non dovrebbe basarsi solo sul prezzo. Il Comune costa meno, ma è utilizzabile solo per casi molto semplici. Quando ci sono figli o condizioni da definire bene, risparmiare sulla procedura sbagliata può generare problemi successivi.


Documenti generalmente richiesti

Per il divorzio in Comune possono essere richiesti:

  • documento d’identità di entrambi i coniugi;
  • richiesta firmata da entrambi;
  • copia autentica del provvedimento di separazione;
  • eventuale accordo di separazione raggiunto con negoziazione assistita;
  • dichiarazioni sull’assenza di figli minori, non autosufficienti, incapaci o con disabilità grave;
  • ricevuta del pagamento del diritto fisso.

FAQ

Quanto costa il divorzio in Comune?

Il divorzio in Comune costa normalmente €16,00 di diritto fisso. È però possibile solo se ricorrono requisiti precisi, tra cui assenza di figli comuni minori o non economicamente autosufficienti.

Si può divorziare in Comune con figli minorenni?

No. Se ci sono figli minorenni comuni, il divorzio non può essere fatto direttamente davanti all’Ufficiale di Stato Civile. Occorre procedere con negoziazione assistita o Tribunale.

Si può divorziare in Comune con figli maggiorenni?

Solo se i figli maggiorenni sono economicamente autosufficienti e non ricorrono condizioni di incapacità o disabilità grave. Se il figlio maggiorenne non è economicamente indipendente, la procedura in Comune non è ammessa.

Quanto tempo ci vuole per il divorzio in Comune?

Il secondo appuntamento non può essere fissato prima di 30 giorni dal primo. Tuttavia, i tempi reali dipendono dalla disponibilità del Comune e dalla completezza della documentazione.

Il divorzio in Comune è sempre la scelta più conveniente?

No. È conveniente solo nei casi semplici. Se ci sono figli, casa familiare, assegni o accordi economici delicati, serve una procedura più tutelante.

Quanto costa il divorzio consensuale con SAL?

Lo Studio Legale SAL offre la procedura veloce di negoziazione assistita per divorzio consensuale a €350 a coniuge, anche nei casi in cui sono presenti figli minorenni o maggiorenni non economicamente indipendenti.

Serve l’avvocato per divorziare in Comune?

No, l’assistenza dell’avvocato è facoltativa nella procedura davanti all’Ufficiale di Stato Civile. Tuttavia, l’assenza dell’avvocato è consigliabile solo quando l’accordo è molto semplice e non ci sono profili economici o familiari delicati.

Se il Comune ha tempi lunghi, posso scegliere un’altra procedura?

Sì. Se la procedura in Comune è lenta o non utilizzabile, si può valutare la negoziazione assistita, quando c’è accordo tra i coniugi e la situazione lo consente.


Conclusione

Il divorzio in Comune costa solo €16, ma è una procedura limitata ai casi più semplici. Non è utilizzabile quando ci sono figli minori o figli maggiorenni non economicamente autosufficienti, né quando l’accordo contiene aspetti patrimoniali complessi.

Per chi vuole divorziare consensualmente ma ha figli minorenni o maggiorenni non indipendenti, lo Studio Legale SAL offre assistenza in tutta Italia con la procedura veloce di negoziazione assistita a €350 a coniuge, una soluzione più adatta quando servono tutela legale, correttezza dell’accordo e gestione rapida della pratica.

AI Disclosure (AI Act 2025 – Legge Italiana 132/2025):
il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [04/05/2026], https://chat.openai.com.

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