Affidamento dei figli minori di coppia non sposata
Nel contesto delle relazioni familiari moderne, la nascita di figli fuori dal matrimonio è un evento sempre più comune.
Tuttavia, quando una coppia non sposata con figli decide di separarsi, spesso emergono dubbi su come gestire l’affidamento e il mantenimento dei figli.
Questo articolo approfondisce le procedure legali che consentono ai genitori non sposati di regolamentare formalmente tali aspetti davanti al giudice.
I Diritti dei Figli Nati Fuori dal Matrimonio
In Italia, i figli nati da coppie non sposate godono degli stessi diritti dei figli nati all’interno del matrimonio, secondo quanto stabilito dalla Legge n. 219 del 2012.
Questo principio garantisce la parità di trattamento e tutela il superiore interesse del minore, indipendentemente dallo stato civile dei genitori.
Pertanto, anche per i figli nati fuori dal matrimonio, è possibile ricorrere alle stesse modalità previste per l’affidamento e il mantenimento dei figli di genitori sposati.
Affidamento e Collocamento: Cosa Prevede la Legge?
In caso di separazione di una coppia non sposata con figli, l’affidamento può essere stabilito consensualmente o, in caso di disaccordo, su decisione del giudice.
La normativa italiana, infatti, prevede:
– Affidamento Condiviso: È la modalità preferita dalla legge italiana, salvo che le condizioni specifiche non rendano questo tipo di affidamento contrario al superiore interesse del minore.
In questo caso, entrambi i genitori condividono la responsabilità genitoriale e le decisioni importanti relative alla vita del bambino.
In un contesto di affidamento condiviso, il giudice stabilisce con chi dei due genitori il minore trascorrerà la maggior parte del tempo, individuando così il genitore “collocatario”.
– Affidamento Esclusivo: Questa opzione è presa in considerazione solo quando un genitore dimostri di non essere in grado di provvedere adeguatamente ai bisogni del figlio o di non tutelarne gli interessi.
L’affidamento esclusivo comporta che un solo genitore abbia la responsabilità decisionale, sebbene l’altro conservi il diritto di visita e la responsabilità di contribuire economicamente al mantenimento.
La Regolamentazione in Assenza di Accordo: L’Intervento del Giudice
Se i genitori non riescono a raggiungere un accordo amichevole, uno dei due può rivolgersi al Tribunale competente per chiedere la regolamentazione dell’affidamento e del mantenimento dei figli.
Il giudice, tenuto conto delle circostanze e dell’interesse del minore, deciderà:
L’affidamento (condiviso o esclusivo).
Il diritto di visita del genitore non collocatario.
L’assegno di mantenimento per il minore, determinato in base alle capacità economiche dei genitori e ai bisogni del bambino.
La procedura si avvia con un ricorso che può essere presentato al Tribunale ordinario del luogo in cui il minore ha la residenza abituale.
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Il Mantenimento dei Figli: Criteri di Determinazione
Anche per le coppie non sposate, il principio fondamentale è che entrambi i genitori sono tenuti a mantenere i figli in proporzione alle rispettive capacità economiche.
In sede giudiziaria, il giudice valuta diversi elementi per stabilire l’ammontare dell’assegno di mantenimento:
Reddito e capacità patrimoniale di ciascun genitore.
Stile di vita che il minore ha goduto durante la convivenza dei genitori.
Bisogni attuali e prospettici del minore (istruzione, spese mediche, attività ricreative, etc.).
L’assegno può essere richiesto sia per i bisogni ordinari (come vitto, alloggio e abbigliamento) che per le spese straordinarie, che devono essere concordate di volta in volta tra i genitori o determinate dal giudice.
Come Abbassare l’ISEE Minorenni e Dividere i Nuclei Familiari
Quando si tratta dell’ISEE per figli di genitori non coniugati e non conviventi, la normativa prevede che i redditi di entrambi i genitori vengano sommati, anche se non vivono insieme.
Tuttavia, è possibile ridurre l’ISEE legalmente dividendo i nuclei familiari. Questo si può fare tramite un provvedimento del Tribunale che stabilisca un assegno di mantenimento per il minore.
Ciò consente di considerare i due genitori come appartenenti a nuclei separati, facilitando l’accesso a diverse agevolazioni economiche come ad esempio l’assegno unico.
Infatti, regolamentando il mantenimento, si potrà anche beneficiare dell’assegno unico 2026 al 100% in quanto l’accordo tra i genitori decretato dal Tribunale consentirà di escludere l’altro genitore non convivente dal proprio nucleo familiare abbassando l’importo dell’Isee.
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