Come ottenere il pagamento diretto del mantenimento dei figli dal datore di lavoro alla luce della Riforma Cartabia
La Riforma Cartabia (Decreto Legislativo 10 ottobre 2022, n. 149) ha introdotto importanti novità in materia di diritto di famiglia, con l’obiettivo di rendere più semplice e veloce la tutela dei figli e dell’ex coniuge nel caso di inerzia o inadempimento da parte dell’obbligato al mantenimento.
Uno strumento centrale è il pagamento diretto da parte del terzo, tipicamente il datore di lavoro, disciplinato dall’articolo 473-bis.37 del Codice di Procedura Civile.
Questo articolo spiega cosa cambia, come fare per ottenere questo pagamento diretto dal datore di lavoro di tuo marito, i passaggi pratici, e le criticità da conoscere.
Contesto: cosa prevedeva prima
Prima della Riforma:
Se un genitore non versava regolarmente l’assegno di mantenimento era necessario promuovere un ricorso giudiziale, ovvero un procedimento esecutivo che poteva comportare tempi lunghi e costi legali.
Esistevano istituti come il pignoramento dello stipendio, ma richiedevano ordinanze del Tribunale o passaggi più complessi.
Per far intervenire il datore di lavoro (o altro terzo che paga regolarmente somme al coniuge/marito) spesso bisognava chiedere un provvedimento specifico, che ne autorizzasse la distrazione dalla retribuzione.
La novità: l’art. 473-bis.37 c.p.c.
Con la Riforma Cartabia è entrato in vigore l’art. 473-bis.37 c.p.c., che semplifica enormemente la procedura per ottenere il pagamento diretto:
Ambito di applicazione
Procedimenti relativi allo stato delle persone, minorenni e famiglie.
Assegni periodici per mantenimento verso figli e/o coniuge (anche in caso di separazione, divorzio, affidamento, figli nati fuori dal matrimonio) Si applica anche al mancato adeguamento ISTAT dell’assegno.
Decorrenza
Le disposizioni sono efficaci a partire dal 28 febbraio 2023
Si applicano ai procedimenti instaurati dopo tale data; vi è dibattito se possano applicarsi anche a provvedimenti emessi prima, ma la tesi prevalente è che si applichino in tutti i casi a partire dalla data indicata.
Procedura per ottenere il pagamento diretto
Ecco i passaggi da seguire:
| Fase | Cosa fare |
| Diffida / messa in mora | Inviare, tramite un avvocato, al coniuge/marito obbligato una diffida ad adempiere entro 30 giorni dal ricevimento. |
| Notifica al terzo | Se dopo 30 giorni dall’invio della diffida l’inadempimento permane, l’avvocato incaricato provvederà a notificare al terzo (cioè al datore di lavoro) il titolo che stabilisce l’obbligo di mantenimento (sentenza, accordo, provvedimento giudiziario), con richiesta che paghi direttamente al beneficiario le somme dovute. |
| Decorrenza del pagamento | Il datore di lavoro è tenuto a versare le somme dovute dal mese successivo a quello in cui ha ricevuto la notificazione. |
| Azione se il terzo non adempie | Se il datore di lavoro (o altro terzo) non provvede, il creditore può avviare azione esecutiva diretta nei confronti del terzo. |
Diritti e limiti
Non ci sono limiti percentuali come nella vecchia normativa: l’importo può essere anche elevato, purché sia quello previsto dal titolo del mantenimento.
Si applica per i futuri versamenti (mensilità non ancora scadute) o per il mancato adeguamento, non per rimborsi di spese straordinarie che non siano previste con certezza.
Il credito di mantenimento ha carattere privilegiato nei procedimenti esecutivi.
Come fare nel tuo caso concreto
Supponiamo che tu voglia ottenere che tuo marito versi il mantenimento dei figli direttamente dal suo datore di lavoro. Ecco i passaggi da seguire, con consigli utili:
Contattare immediatamente un avvocato esperto
Se gradisci, puoi ora contattare il nostro Studio Legale che ti fornirà immediatamente adeguata assistenza per ottenere il mantenimento di tuo figlio direttamente dal datore di lavoro del tuo ex.
L’avvocato incaricato provvederà a:
Verificare il titolo giuridico, ovvero un provvedimento (sentenza, decreto, accordo) che stabilisce con chiarezza l’ammontare dell’assegno di mantenimento e le scadenze (mensili, trimestrali, ecc.).
Serve anche il riferimento al codice IBAN del beneficiario per facilitare i versamenti.
Diffidare formale tuo marito (il debitore) intimando il pagamento delle mensilità arretrate e future, fissando un termine di 30 giorni.
Notifica al datore di lavoro
Se dopo 30 giorni la diffida rimane inascoltata (totale o parziale inadempimento), l’avvocato notificherà, tramite ufficiale giudiziario, il titolo (sentenza/accordo) più una richiesta formale che il datore di lavoro versi direttamente a te le somme dovute.
Questa notifica deve essere fatta secondo le procedure previste dal c.p.c. (artt. relativi alla notifica degli atti) e in genere va accompagnata da un atto scritto che faccia esplicita la richiesta.
Decorrenza e controllo
Il datore di lavoro dovrà iniziare a versare dal mese successivo a quello in cui ha ricevuto la notificazione. Tieni traccia dei pagamenti effettivamente effettuati.
In caso di rifiuto del datore di lavoro
Se il datore di lavoro non adempie:
– puoi procedere con un’azione esecutiva nei suoi confronti, notificando un atto di precetto nei suoi confronti pari alle mensilità non versate dal momento in cui doveva iniziare il versamento diretto.
– se il datore di lavoro sostiene di non dover pagare perché non ha somme sufficienti da corrispondere al tuo marito, dovrà dimostrarlo, ma la norma prevede che, salvo tale prova, debba versare quanto è dovuto.
Criticità e limiti da considerare
Applicabilità ai provvedimenti precedenti: se il provvedimento (sentenza o accordo) è anteriore al 28 febbraio 2023, può esserci incertezza se la nuova norma si applichi comunque. È consigliabile verificare con un avvocato.
Spese legali / prove: anche se la procedura è più snella, può essere utile avere assistenza legale per redigere gli atti in modo corretto, specie la diffida, la notifica, e nel caso di resistenza del terzo.
Rispetto dei termini: la diffida di 30 giorni è un passaggio obbligatorio. Se non rispetti questo termine, la richiesta potrebbe non avere base legale.
Capienza dello stipendio / altri pignoramenti: se il datore di lavoro ha già altri obblighi di pignoramento, occorre vedere come si ripartiscono le somme; ma l’assegno di mantenimento è riconosciuto come credito privilegiato.
Il supporto dello studio SAL
La Riforma Cartabia ha introdotto uno strumento concreto, più rapido e meno oneroso, per garantire che il mantenimento dei figli (o dell’ex coniuge) non resti sulla carta ma si traduca in un flusso concreto di denaro, anche tramite il datore di lavoro del coniuge obbligato.
Se tuo marito non paga, non è necessario attendere che la situazione si aggravi: la legge ora prevede percorsi che consentono al beneficiario di attivarsi con relativamente poca burocrazia.
Lo Studio Legale SAL, composto da esperti avvocati matrimonialisti presenti su tutto il territorio nazionale, fornisce qualificata assistenza ai propri clienti al fine di ottenere il versamento puntuale del mantenimento applicando la procedura di ordine diretto al datore di lavoro prevista dalla riforma Cartabia.

