Come togliere la patria potestà al padre e quali sono i benefici per la madre e il minore
Molte madri si informano su come togliere la patria potestà al padre quando il comportamento genitoriale risulta dannoso o gravemente pregiudizievole per il figlio.
Sebbene oggi il termine corretto sia responsabilità genitoriale, nel linguaggio comune si continua a parlare di “patria potestà” per indicare la limitazione o la decadenza dei diritti del genitore.
In questo articolo vediamo quando è possibile togliere la patria potestà al padre, come funziona il procedimento e quali benefici concreti comporta per la madre e per il minore.
Cosa significa togliere la patria potestà al padre
Togliere la patria potestà al padre significa chiedere al giudice:
-
la decadenza dalla responsabilità genitoriale, oppure
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la limitazione della responsabilità genitoriale.
Si tratta di provvedimenti adottati esclusivamente per tutelare l’interesse del minore, nei casi in cui il padre non sia in grado di svolgere correttamente il proprio ruolo genitoriale.
Quando è possibile togliere la patria potestà al padre
Il tribunale può disporre la decadenza o la limitazione quando il padre:
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esercita violenza fisica o psicologica sul figlio;
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è responsabile di abusi o maltrattamenti;
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è completamente assente o disinteressato;
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non contribuisce al mantenimento del minore;
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ha dipendenze (alcol, droga, gioco) incompatibili con il ruolo genitoriale;
-
tiene comportamenti che causano grave pregiudizio allo sviluppo del minore.
In presenza di tali situazioni, togliere la patria potestà al padre diventa una misura di protezione necessaria.
Chi può richiedere la decadenza della responsabilità genitoriale
La richiesta per togliere la patria potestà al padre può essere presentata da:
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la madre;
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l’altro genitore;
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il Pubblico Ministero;
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i servizi sociali;
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il tutore del minore.
Il procedimento viene valutato dal Tribunale per i Minorenni o dal tribunale competente, che decide dopo aver esaminato le prove e le relazioni dei servizi sociali.
Quali prove sono necessarie
Per togliere la patria potestà al padre è necessario dimostrare che il suo comportamento arreca un danno concreto al minore. Le prove possono includere:
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denunce e segnalazioni;
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referti medici o psicologici;
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relazioni dei servizi sociali;
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testimonianze;
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precedenti provvedimenti giudiziari.
Una corretta impostazione probatoria è fondamentale per il buon esito del procedimento.
I benefici per il minore
Togliere la patria potestà al padre comporta importanti benefici per il minore, tra cui:
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maggiore tutela della sicurezza fisica e psicologica;
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protezione da situazioni di violenza o instabilità;
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possibilità di crescere in un ambiente più sereno;
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interventi di supporto dei servizi sociali, se necessari;
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decisioni più rapide e coerenti nell’interesse del minore.
Il benessere del figlio è sempre il criterio principale adottato dal giudice.
I benefici per la madre
Anche per la madre, la decadenza o limitazione della responsabilità genitoriale del padre può comportare vantaggi significativi:
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maggiore autonomia decisionale su scuola, salute e vita del figlio;
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riduzione di conflitti e tensioni familiari;
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maggiore protezione da comportamenti aggressivi o manipolativi;
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possibilità di ottenere l’affidamento esclusivo del minore;
-
migliore stabilità nella gestione quotidiana del figlio.
Cosa può decidere il giudice
Il giudice può adottare diverse misure, tra cui:
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decadenza totale dalla responsabilità genitoriale;
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limitazione parziale dei poteri del padre;
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affidamento esclusivo alla madre;
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sospensione o regolamentazione delle visite;
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affidamento ai servizi sociali in casi particolarmente gravi.
Ogni decisione viene presa valutando la situazione concreta del minore.
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