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Fac simile accordo di separazione consensuale

Fac simile accordo di separazione consensuale

Fac simile accordo di separazione consensuale: modello, clausole e limiti legali

Un fac simile di accordo di separazione consensuale serve a orientare i coniugi nella definizione delle condizioni di separazione: figli, mantenimento, casa familiare, spese e rapporti economici. Tuttavia, l’accordo produce effetti legali solo se formalizzato secondo la procedura prevista: Tribunale, negoziazione assistita o, nei casi ammessi, ufficiale di stato civile.


Cos’è un accordo di separazione consensuale?

L’accordo di separazione consensuale è l’intesa con cui i coniugi decidono di separarsi e stabiliscono insieme le condizioni personali, familiari ed economiche della separazione.

Di norma, l’accordo disciplina:

  • affidamento e collocamento dei figli;
  • tempi di permanenza con ciascun genitore;
  • assegno di mantenimento per i figli;
  • eventuale assegno per il coniuge economicamente più debole;
  • assegnazione della casa familiare;
  • spese ordinarie e straordinarie;
  • eventuali accordi patrimoniali consentiti dalla procedura scelta.

La separazione personale dei coniugi è ammessa dall’art. 150 del Codice civile, che distingue tra separazione giudiziale e consensuale.


Il fac simile è sufficiente per separarsi?

No. Il fac simile è solo un modello orientativo. Non basta firmare un accordo privato tra coniugi per ottenere una separazione legalmente efficace.

La separazione consensuale, per il solo consenso dei coniugi, non produce effetti senza il controllo dell’autorità competente. L’art. 158 c.c. prevede infatti che la separazione consensuale non abbia effetto senza l’omologazione del giudice; inoltre, se l’accordo su affidamento e mantenimento dei figli è contrario al loro interesse, il giudice può chiedere modifiche o rifiutare l’omologazione.


Quali sono le procedure per rendere valido l’accordo?

In Italia, un accordo di separazione consensuale può essere formalizzato principalmente in tre modi.

Procedura Quando si usa Avvocato Limiti principali
Ricorso congiunto in Tribunale Quando i coniugi vogliono far approvare l’accordo dal Tribunale Controllo del giudice, soprattutto in presenza di figli
Negoziazione assistita Quando i coniugi vogliono una procedura più rapida tramite avvocati Sì, almeno un avvocato per parte Controllo della Procura: nulla osta o autorizzazione
Accordo davanti al Comune Solo nei casi più semplici previsti dalla legge Facoltativo Non ammesso con figli minori, incapaci, con handicap grave o economicamente non autosufficienti; vietati trasferimenti patrimoniali

Separazione consensuale in Tribunale: come funziona?

Con la procedura in Tribunale, i coniugi depositano un ricorso congiunto contenente le condizioni concordate. Dopo la Riforma Cartabia, il procedimento su domanda congiunta è disciplinato dall’art. 473-bis.51 c.p.c.

Il ricorso deve contenere anche le informazioni reddituali e patrimoniali dell’ultimo triennio, gli oneri a carico delle parti, le condizioni relative ai figli e i rapporti economici. Il collegio decide con sentenza, omologando o prendendo atto degli accordi; se gli accordi contrastano con l’interesse dei figli, può convocare le parti e chiedere modifiche.

Fonte normativa

Art. 473-bis.51 c.p.c.: la domanda congiunta si propone con ricorso al Tribunale del luogo di residenza o domicilio di una delle parti; il giudice controlla gli accordi e può rigettare la domanda se le condizioni non tutelano i figli.


Separazione consensuale con negoziazione assistita

La negoziazione assistita è una procedura alternativa al Tribunale che consente ai coniugi di raggiungere un accordo con l’assistenza degli avvocati.

È utilizzabile per:

  • separazione personale consensuale;
  • divorzio congiunto;
  • modifica delle condizioni di separazione o divorzio.

La legge richiede almeno un avvocato per parte. Se non ci sono figli minori, maggiorenni incapaci, con handicap grave o economicamente non autosufficienti, l’accordo viene trasmesso al Procuratore della Repubblica per il nulla osta. Se invece ci sono figli rientranti in queste categorie, serve l’autorizzazione della Procura, che valuta l’interesse dei figli.

Fonte normativa verificata

Art. 6 D.L. 132/2014, convertito in L. 162/2014: la negoziazione assistita può essere usata per separazione consensuale e divorzio; l’accordo produce gli effetti dei provvedimenti giudiziali dopo il controllo della Procura.


Separazione davanti all’ufficiale di stato civile: quando è possibile?

La separazione davanti all’ufficiale di stato civile è possibile solo nei casi più semplici.

I coniugi possono rivolgersi al Comune di residenza di uno di loro oppure al Comune presso cui è iscritto o trascritto l’atto di matrimonio. L’assistenza dell’avvocato è facoltativa.

Questa procedura non si applica se sono presenti:

  • figli minori;
  • figli maggiorenni incapaci;
  • figli maggiorenni portatori di handicap grave;
  • figli maggiorenni economicamente non autosufficienti.

Inoltre, l’accordo davanti al Comune non può contenere patti di trasferimento patrimoniale. Dopo la prima dichiarazione, l’ufficiale dello stato civile invita i coniugi a comparire nuovamente non prima di 30 giorni per confermare l’accordo.

Fonte normativa

Art. 12 D.L. 132/2014, convertito in L. 162/2014: disciplina la separazione consensuale davanti all’ufficiale di stato civile, i limiti soggettivi, il divieto di trasferimenti patrimoniali e la conferma dopo almeno 30 giorni.


Esempio di fac simile accordo di separazione consensuale

Fatta questa dovuta premessa, è possibile scaricare in formato PDF un fac simile dell’accordo di separazione consensuale.


Errori da evitare nella redazione dell’accordo

Un accordo di separazione consensuale non deve essere generico. Le clausole vaghe sono una delle cause più frequenti di conflitti successivi.

Gli errori più comuni sono:

  • indicare un assegno di mantenimento senza data precisa di pagamento;
  • non disciplinare le spese straordinarie dei figli;
  • non prevedere modalità chiare di frequentazione;
  • confondere separazione consensuale e divorzio;
  • inserire trasferimenti patrimoniali in una procedura davanti al Comune;
  • usare un modello standard senza adattarlo ai redditi, ai figli e agli immobili della famiglia.

Fonte normativa

Il controllo sull’interesse dei figli è espressamente previsto sia dall’art. 158 c.c. sia dall’art. 473-bis.51 c.p.c.; nella negoziazione assistita, in presenza di figli minori o non autosufficienti, l’accordo deve essere autorizzato dalla Procura.


Dopo la separazione consensuale si può chiedere il divorzio?

Sì. Dopo la separazione consensuale, il divorzio può essere richiesto dopo almeno 6 mesi di separazione ininterrotta. Per la separazione giudiziale, il termine ordinario è di 12 mesi.

La legge sul cosiddetto “divorzio breve” ha ridotto i termini precedentemente previsti, distinguendo tra separazione consensuale e giudiziale.

Fonte normativa

Legge 6 maggio 2015, n. 55: ha introdotto termini più brevi per la domanda di divorzio: 6 mesi in caso di separazione consensuale e 12 mesi in caso di separazione giudiziale.


Perché rivolgersi a Studio Legale SAL per una separazione consensuale?

Studio Legale SAL – Studio Assistenza Legale offre assistenza in materia di separazione consensuale in tutta Italia, anche tramite servizi online e una rete di avvocati presenti sul territorio nazionale. Il sito dello studio indica un servizio di separazione consensuale con costo di € 350 a coniuge e procedura veloce definita in circa 15 giorni.

SAL evidenzia inoltre la possibilità di richiedere il servizio online, incontrare un avvocato presso studi territoriali o, su richiesta, svolgere l’incontro anche in videocall.


Gratuito patrocinio per separazione consensuale

Chi ha un reddito inferiore ai limiti previsti dalla legge può verificare se ha diritto al patrocinio a spese dello Stato.

Il limite reddituale aggiornato è pari a € 13.659,64, secondo il Decreto del Ministero della Giustizia del 22 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 2025.

Fonte normativa

D.M. Giustizia 22 aprile 2025: l’importo previsto dall’art. 76, comma 1, D.P.R. 115/2002 per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è aggiornato a € 13.659,64. (Gazzetta Ufficiale)


Domande frequenti sulla separazione consensuale

Un fac simile di separazione consensuale ha valore legale?

No, non da solo. Il fac simile è solo una bozza. L’accordo produce effetti legali solo dopo la procedura prevista: Tribunale, negoziazione assistita o accordo davanti all’ufficiale di stato civile nei casi ammessi.

Posso fare la separazione consensuale senza andare in Tribunale?

Sì, in alcuni casi. È possibile usare la negoziazione assistita con avvocati oppure, nei casi più semplici, la procedura davanti all’ufficiale di stato civile. La procedura davanti al Comune non è ammessa in presenza di figli minori, incapaci, con handicap grave o economicamente non autosufficienti.

Si può fare la separazione consensuale con figli minorenni?

Sì. La presenza di figli minorenni non impedisce la separazione consensuale, ma richiede un controllo più rigoroso sull’interesse dei figli. In Tribunale decide il giudice; nella negoziazione assistita serve l’autorizzazione della Procura.

Cosa deve contenere l’accordo di separazione consensuale?

Deve indicare le condizioni personali ed economiche della separazione: affidamento dei figli, tempi di permanenza, mantenimento, spese straordinarie, casa familiare, eventuale assegno per il coniuge e rapporti patrimoniali consentiti.

Si possono trasferire immobili nell’accordo davanti al Comune?

No. L’accordo davanti all’ufficiale di stato civile non può contenere patti di trasferimento patrimoniale. Se ci sono immobili, quote o passaggi patrimoniali complessi, è necessario valutare una procedura diversa.

Quanto costa una separazione consensuale con Studio Legale SAL?

Il tariffario SAL prevede un costo di € 350 a coniuge per la separazione consensuale. Il costo può variare se la situazione richiede attività ulteriori, documentazione integrativa o passaggi più complessi.

Dopo quanto tempo posso chiedere il divorzio?

Dopo una separazione consensuale, il divorzio può essere richiesto dopo almeno 6 mesi di separazione ininterrotta. In caso di separazione giudiziale, il termine ordinario è di 12 mesi.


Fonti normative principali :

  • Art. 150 Codice civile – ammette la separazione personale giudiziale o consensuale.
  • 158 Codice civile – disciplina l’efficacia della separazione consensuale e il controllo sull’interesse dei figli.
  • Art. 473-bis.51 c.p.c. – disciplina il procedimento su domanda congiunta dopo la Riforma Cartabia.
  • 6 D.L. 132/2014, convertito in L. 162/2014 – disciplina la negoziazione assistita per separazione e divorzio consensuale.
  • Art. 12 D.L. 132/2014, convertito in L. 162/2014 – disciplina la separazione davanti all’ufficiale di stato civile.
  • Legge 6 maggio 2015, n. 55 – disciplina i termini del divorzio breve. (Gazzetta Ufficiale)
  • D.M. Giustizia 22 aprile 2025 – aggiorna il limite reddituale per il patrocinio a spese dello Stato a € 13.659,64. (Gazzetta Ufficiale)

AI Disclosure (AI Act 2025 – Legge Italiana 132/2025):
il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [data articolo], https://chat.openai.com.

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