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Tempi dello sfratto per finita locazione

Tempi dello sfratto per finita locazione

Sommario

Tempi dello sfratto per finita locazione: quanto dura e come funziona

Lo sfratto per finita locazione consente al proprietario di recuperare l’immobile quando il contratto è scaduto e l’inquilino non lo rilascia spontaneamente. I tempi non sono fissi: dipendono dalla corretta disdetta, dal tribunale competente, dall’eventuale opposizione, dalla data di rilascio fissata dal giudice e dalla fase esecutiva.

La procedura di sfratto per finita locazione trova fondamento principalmente in:

Fonte Cosa disciplina
Art. 657 codice di procedura civile Licenza per finita locazione prima della scadenza e sfratto per finita locazione dopo la scadenza
Art. 660 codice di procedura civile Notifica dell’intimazione e citazione per la convalida
Art. 663 codice di procedura civile Convalida dello sfratto se l’intimato non compare o non si oppone
Art. 665 codice di procedura civile Ordinanza di rilascio in caso di opposizione non fondata su prova scritta
Art. 667 codice di procedura civile Mutamento del rito se l’opposizione richiede un giudizio ordinario
Art. 56 legge 27 luglio 1978, n. 392 Fissazione della data di esecuzione del rilascio
Art. 6 legge 9 dicembre 1998, n. 431 Possibile differimento dell’esecuzione nei casi previsti dalla legge
Art. 1591 codice civile Danni per ritardata restituzione dell’immobile

Cos’è lo sfratto per finita locazione

Lo sfratto per finita locazione è la procedura con cui il proprietario chiede al giudice di ordinare il rilascio dell’immobile quando il contratto di locazione è terminato e il conduttore non riconsegna l’abitazione, il locale commerciale o l’immobile concesso in locazione.

Non va confuso con lo sfratto per morosità. Nello sfratto per morosità il problema principale è il mancato pagamento del canone.

Nello sfratto per finita locazione, invece, il punto centrale è la scadenza del contratto e la mancata restituzione dell’immobile.

Quanto tempo ci vuole per uno sfratto per finita locazione?

In una procedura senza opposizione, lo sfratto per finita locazione può richiedere mediamente alcuni mesi, spesso tra 4 e 12 mesi complessivi. Tuttavia, non esiste un termine unico valido per tutti i casi.

I tempi possono aumentare se:

  • l’inquilino si oppone;
  • il giudice fissa una data di rilascio lontana;
  • vengono richiesti differimenti dell’esecuzione;
  • il tribunale ha tempi lunghi;
  • l’Ufficiale giudiziario deve effettuare più accessi;
  • serve l’intervento della forza pubblica.

È quindi sbagliato promettere tempi certi. La procedura può essere rapida nella fase di convalida, ma diventare più lunga nella fase di esecuzione materiale del rilascio.

Licenza per finita locazione e sfratto per finita locazione: differenza

Procedura Quando si usa Obiettivo Vantaggio
Licenza per finita locazione Prima della scadenza del contratto Ottenere in anticipo un titolo per il rilascio futuro Permette di anticipare i tempi se si teme che l’inquilino non lasci l’immobile
Sfratto per finita locazione Dopo la scadenza del contratto Ottenere la convalida e il rilascio dell’immobile Serve quando il contratto è già scaduto e l’immobile non è stato restituito
Sfratto per morosità Durante il contratto, se l’inquilino non paga Ottenere rilascio e, spesso, recupero dei canoni È fondato sull’inadempimento economico

La licenza per finita locazione è spesso sottovalutata.

Se il proprietario sa già che il contratto sta per scadere e teme problemi nella restituzione, può valutare con l’avvocato se agire prima della scadenza, evitando di perdere mesi dopo.

Quando si può fare lo sfratto per finita locazione

Lo sfratto per finita locazione può essere avviato quando:

  1. esiste un contratto di locazione;
  2. il contratto è scaduto;
  3. è stata impedita la prosecuzione tacita del rapporto, quando necessario;
  4. l’inquilino non ha rilasciato spontaneamente l’immobile;
  5. il proprietario vuole ottenere un titolo esecutivo per il rilascio.

Il punto più delicato è la disdetta.

Se la disdetta non è stata inviata correttamente, oppure non sono stati rispettati i termini previsti dal contratto o dalla legge, la procedura può incontrare contestazioni.

Esempi pratici

Situazione Si può fare sfratto per finita locazione? Nota pratica
Contratto abitativo scaduto e inquilino rimasto nell’immobile Verificare prima validità della disdetta e scadenza effettiva
Contratto non ancora scaduto No, salvo licenza per finita locazione Si può valutare un’azione preventiva
Inquilino non paga ma il contratto non è scaduto No, normalmente si valuta sfratto per morosità La causa è il mancato pagamento
Disdetta inviata tardi o in modo errato Rischioso Può esserci contestazione sulla cessazione del contratto
Proprietario accetta pagamenti dopo la scadenza senza chiarire il titolo Da valutare Occorre evitare comportamenti che possano far discutere sulla prosecuzione del rapporto

Fasi dello sfratto per finita locazione

La procedura si sviluppa in più passaggi.

1. Verifica del contratto e della disdetta

Prima di iniziare, l’avvocato deve controllare:

  • tipo di contratto;
  • data di stipula;
  • durata;
  • prima o seconda scadenza;
  • eventuale rinnovo automatico;
  • modalità e termini della disdetta;
  • prova della ricezione della disdetta;
  • eventuali comunicazioni successive tra proprietario e inquilino.

Questa fase è fondamentale perché un errore iniziale può compromettere l’intera procedura.

2. Intimazione di sfratto e citazione per la convalida

Il proprietario, tramite avvocato, notifica all’inquilino l’intimazione di sfratto per finita locazione con contestuale citazione davanti al tribunale competente.

Nell’atto si chiede al giudice di convalidare lo sfratto e ordinare il rilascio dell’immobile.

3. Udienza di convalida

All’udienza possono verificarsi diversi scenari.

Cosa accade in udienza Conseguenza
L’inquilino non compare Il giudice può convalidare lo sfratto, se la notifica è regolare
L’inquilino compare e non si oppone Il giudice può convalidare lo sfratto
L’inquilino si oppone senza prove scritte forti Il giudice può emettere ordinanza di rilascio
L’inquilino propone opposizione fondata La causa può proseguire con mutamento del rito
Ci sono problemi di notifica Il giudice può ordinare la rinnovazione della citazione

4. Convalida o ordinanza di rilascio

Se il giudice accoglie la domanda, emette il provvedimento che consente al proprietario di procedere verso il rilascio.

La convalida non significa sempre che l’immobile venga liberato immediatamente. Spesso il giudice fissa una data per l’esecuzione.

5. Data di rilascio fissata dal giudice

L’art. 56 della legge n. 392/1978 prevede che il giudice, con il provvedimento che dispone il rilascio, fissi anche la data dell’esecuzione, tenendo conto delle condizioni del conduttore, delle condizioni del locatore, delle ragioni del rilascio e, nei casi di finita locazione, del tempo trascorso dalla disdetta.

In linea generale, la data può essere fissata entro il termine massimo di sei mesi oppure, in casi eccezionali, di dodici mesi dalla data del provvedimento.

6. Esecuzione con Ufficiale giudiziario

Se l’inquilino non libera l’immobile entro la data stabilita, si passa alla fase esecutiva. In questa fase interviene l’Ufficiale giudiziario.

La fase esecutiva può richiedere più accessi. Se l’immobile non viene rilasciato spontaneamente, può essere necessario coordinare l’intervento della forza pubblica, del fabbro e, nei casi opportuni, di altri ausiliari.

Tabella dei tempi dello sfratto per finita locazione

Fase Tempo indicativo Da cosa dipende
Verifica contratto, disdetta e documenti 1-2 settimane Completezza della documentazione
Preparazione e notifica dell’atto 2-4 settimane Reperibilità dell’inquilino e correttezza dell’indirizzo
Udienza di convalida 1-3 mesi circa Calendario del tribunale competente
Convalida senza opposizione Spesso alla prima udienza Regolarità della notifica e assenza di contestazioni
Data di rilascio fissata dal giudice Fino a 6 mesi, o 12 in casi eccezionali Valutazione del giudice secondo art. 56 L. 392/1978
Eventuale differimento richiesto dal conduttore Fino a 6 mesi; fino a 18 mesi in casi specifici Presupposti dell’art. 6 L. 431/1998
Esecuzione con Ufficiale giudiziario Da alcuni mesi in su Accessi, carico dell’ufficio, forza pubblica

Quanto può durare in concreto?

Scenario Durata orientativa
Procedura lineare, inquilino non si oppone e rilascia spontaneamente 3-6 mesi
Convalida ottenuta, ma rilascio non spontaneo 6-12 mesi
Opposizione dell’inquilino 12 mesi o più
Differimento dell’esecuzione concesso dal giudice Può allungare sensibilmente i tempi
Necessità di forza pubblica Tempi variabili secondo territorio e disponibilità operativa

Queste tempistiche sono orientative. Ogni tribunale ha prassi e carichi differenti. Per questo, prima di avviare la procedura, è utile valutare il foro competente e la situazione concreta dell’immobile.

La proroga dello sfratto per finita locazione: cosa bisogna sapere

Nel linguaggio comune si parla spesso di “proroga dello sfratto”. In realtà è più corretto parlare di differimento o rifissazione della data di esecuzione del rilascio.

Il conduttore può chiedere, nei casi previsti dalla legge, che venga fissato un nuovo giorno per l’esecuzione. La richiesta non è automatica: deve essere valutata dal giudice.

La legge prevede la possibilità di differimento:

Caso Possibile differimento
Ipotesi ordinaria prevista dalla legge Fino a 6 mesi
Conduttore con particolari condizioni previste dalla legge Fino a 18 mesi

Tra le situazioni che possono assumere rilievo rientrano, ad esempio, età superiore a 65 anni, presenza di numerosi figli a carico, trattamenti di disoccupazione o integrazione salariale, assegnazione o prenotazione di alloggi, handicap o malattia terminale del conduttore o di un componente convivente del nucleo familiare.

Durante il differimento l’inquilino deve pagare?

Sì. Durante i periodi di sospensione o differimento dell’esecuzione, la legge prevede il pagamento di una somma mensile collegata al canone dovuto alla cessazione del contratto, con aggiornamenti e maggiorazione del 20%, oltre agli oneri accessori quando dovuti.

Il mancato pagamento può incidere negativamente sulla posizione del conduttore e può comportare la decadenza dal beneficio della sospensione, nei casi previsti.

Dati aggiornati sugli sfratti in Italia

Secondo i dati del Ministero dell’Interno elaborati nel 2025 sul periodo gennaio-dicembre 2024, in Italia sono stati emessi 40.158 provvedimenti di sfratto. Di questi, 7.845 riguardavano la finita locazione.

Dato Italia 2024 Numero
Provvedimenti di sfratto emessi 40.158
Sfratti per morosità o altra causa 30.041
Sfratti per finita locazione 7.845
Sfratti per necessità del locatore 2.272
Richieste di esecuzione 81.054
Sfratti eseguiti con Ufficiale giudiziario 21.337

Questi numeri mostrano un dato importante: non tutti i provvedimenti di sfratto si traducono immediatamente in rilascio effettivo dell’immobile. La fase esecutiva è spesso quella più delicata.

Documenti necessari per avviare lo sfratto per finita locazione

Documento Perché serve
Contratto di locazione Dimostra durata, scadenza e condizioni del rapporto
Registrazione del contratto Conferma la regolarità fiscale del contratto
Disdetta inviata all’inquilino Prova la volontà di non rinnovare
Ricevuta raccomandata o PEC Dimostra ricezione o invio della comunicazione
Documento del proprietario Serve per il mandato e la procedura
Eventuali comunicazioni con l’inquilino Utili in caso di contestazioni
Visura catastale o documenti dell’immobile Possono aiutare a identificare correttamente il bene
Prova dell’occupazione dopo la scadenza Conferma la mancata restituzione

Errori da evitare

Errore Conseguenza possibile
Inviare la disdetta in ritardo Rinnovo del contratto o contestazione della procedura
Usare formule generiche o imprecise Rischio di opposizione
Non conservare la prova di ricezione Difficoltà nel dimostrare la corretta comunicazione
Aspettare troppo dopo la scadenza Allungamento dei tempi di recupero dell’immobile
Accettare somme senza causale chiara Possibili contestazioni sulla prosecuzione del rapporto
Non verificare il tipo di contratto Errori su durata, termini e procedura

Assistenza legale per sfratto in tutta Italia: Studio Legale SAL

Lo Studio Assistenza Legale SAL offre assistenza legale in tutta Italia nelle procedure di sfratto per finita locazione, sfratto per morosità, rilascio dell’immobile e gestione della fase esecutiva con Ufficiale giudiziario.

Lo studio può assistere il proprietario nella verifica del contratto, nella valutazione della disdetta, nella preparazione dell’intimazione di sfratto, nella partecipazione all’udienza di convalida e nella successiva fase di rilascio dell’immobile.

Per contattare lo studio legale oppure per conoscere la Sede operativa più vicina alla tua città di residenza e per fissare un appuntamento con uno dei nostri avvocati presenti in TUTTA ITALIA: 320 223 18 35 (Cellulare)

FAQ

Quanto dura uno sfratto per finita locazione?

Uno sfratto per finita locazione può durare da alcuni mesi a oltre un anno. Se non ci sono opposizioni e l’inquilino rilascia spontaneamente l’immobile, i tempi possono essere più brevi. Se invece serve l’esecuzione con Ufficiale giudiziario o viene chiesto un differimento, la procedura può allungarsi.

Lo sfratto per finita locazione è immediato?

No. Anche se il giudice convalida lo sfratto, può fissare una data per il rilascio. Se l’inquilino non libera l’immobile entro quella data, occorre procedere con l’esecuzione.

Che differenza c’è tra sfratto per finita locazione e sfratto per morosità?

Lo sfratto per finita locazione si basa sulla scadenza del contratto. Lo sfratto per morosità si basa sul mancato pagamento del canone o degli oneri dovuti.

Si può fare lo sfratto prima della scadenza del contratto?

Prima della scadenza si può valutare la licenza per finita locazione, che serve a ottenere un titolo utile per il rilascio futuro. Lo sfratto per finita locazione, invece, presuppone che il contratto sia già scaduto.

L’inquilino può opporsi allo sfratto per finita locazione?

Sì. L’inquilino può comparire in udienza e opporsi. Se l’opposizione è fondata, la causa può proseguire con un giudizio più articolato. Se invece l’opposizione non è fondata su prova scritta e non ci sono gravi motivi, il giudice può comunque ordinare il rilascio.

Il giudice può concedere più tempo all’inquilino?

Sì, nei casi previsti dalla legge. Il giudice può fissare la data di esecuzione del rilascio tenendo conto delle condizioni delle parti. In alcune situazioni il conduttore può chiedere un differimento dell’esecuzione.

La proroga dello sfratto è automatica?

No. Il differimento dell’esecuzione non è automatico. Deve essere richiesto e valutato dal giudice secondo i presupposti previsti dalla legge.

L’inquilino deve pagare durante il periodo di differimento?

Sì. Durante i periodi di sospensione o differimento, il conduttore deve corrispondere le somme previste dalla legge, inclusa la maggiorazione nei casi applicabili, oltre agli oneri accessori dovuti.

Cosa succede se l’inquilino non lascia l’immobile dopo la convalida?

Se l’inquilino non lascia l’immobile, il proprietario deve procedere con l’esecuzione del rilascio tramite Ufficiale giudiziario. Possono essere necessari più accessi e, nei casi più difficili, l’intervento della forza pubblica.

Serve sempre l’avvocato per lo sfratto?

Sì, la procedura giudiziale di sfratto richiede assistenza tecnica. L’avvocato è necessario per predisporre gli atti, notificare correttamente l’intimazione, partecipare all’udienza e seguire l’eventuale fase esecutiva.

AI Disclosure (AI Act 2025 – Legge Italiana 132/2025):
il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [16.05.2026], https://chat.openai.com.

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