FACEBOOK TWITTER 081- 195 70 162 320 22 31 835

Come allontanare un marito o un figlio violento da casa

Come allontanare un marito o un figlio violento da casa

Come allontanare un marito o un figlio violento da casa

Per allontanare da casa un marito, un convivente o un figlio violento è possibile chiedere un ordine di protezione al giudice civile oppure attivare la tutela penale tramite denuncia, intervento delle Forze dell’Ordine e misure come l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento e, nei casi urgenti, l’allontanamento immediato.

La violenza in famiglia non va mai minimizzata.

Se una persona convivente minaccia, aggredisce, controlla, umilia, perseguita o rende impossibile vivere serenamente nella casa familiare, la legge consente di intervenire per proteggere la vittima e gli altri familiari.

Il punto fondamentale è questo: non è la vittima che deve necessariamente lasciare casa.

In molti casi può essere il soggetto violento a dover essere allontanato.

Quando si può chiedere l’allontanamento da casa?

L’allontanamento può essere richiesto quando la condotta del coniuge, del convivente o di un altro familiare causa un grave pregiudizio:

  • all’integrità fisica;
  • all’integrità morale;
  • alla libertà personale;
  • alla serenità e sicurezza della vita familiare;
  • alla tutela dei figli minori o di altri soggetti fragili.

Non serve aspettare “l’episodio gravissimo”.

Minacce, insulti continui, aggressioni verbali, controllo economico, persecuzioni, danneggiamenti, spintoni, intimidazioni e paura costante possono già essere segnali rilevanti, soprattutto se ripetuti.

Violenza domestica: non è solo violenza fisica

Molte vittime pensano di poter chiedere aiuto solo in presenza di lividi o referti medici. Non è così.

La violenza familiare può assumere forme diverse.

Tipo di condotta Esempi pratici Perché è rilevante
Violenza fisica Schiaffi, pugni, spinte, strangolamenti, lancio di oggetti Può giustificare intervento urgente e denuncia
Violenza psicologica Umiliazioni, minacce, isolamento, controllo continuo Può ledere integrità morale e libertà personale
Violenza economica Controllo del denaro, divieto di lavorare, sottrazione dello stipendio Può rendere la vittima dipendente e vulnerabile
Stalking familiare Pedinamenti, messaggi continui, appostamenti Può integrare atti persecutori e richiedere divieto di avvicinamento
Violenza assistita Figli che assistono a liti, aggressioni o minacce Incide sulla tutela dei minori
Danneggiamenti e intimidazioni Porte rotte, oggetti distrutti, minacce con armi o utensili Indicano rischio di escalation

Cosa fare subito se c’è pericolo?

Se il pericolo è immediato, la priorità non è il ricorso civile, ma la sicurezza.

In caso di aggressione, minaccia concreta o rischio per l’incolumità, bisogna:

  1. chiamare subito il 112;
  2. uscire di casa se è possibile farlo in sicurezza;
  3. recarsi al Pronto Soccorso in caso di lesioni o stato di shock;
  4. chiedere l’intervento di Polizia o Carabinieri;
  5. contattare il 1522, numero nazionale antiviolenza e antistalking;
  6. rivolgersi rapidamente a un avvocato per valutare denuncia, ordine di protezione e misure urgenti.

Il 1522 è gratuito, attivo 24 ore su 24, e può indirizzare verso centri antiviolenza e servizi territoriali.

Quali strumenti legali esistono per allontanare il familiare violento?

La tutela può essere civile, penale o urgente. Spesso le tre strade possono procedere insieme.

Strumento Quando si usa Cosa può ottenere la vittima
Ordine di protezione civile Quando vi sono abusi familiari e grave pregiudizio Cessazione delle condotte, allontanamento, divieto di avvicinamento, assegno
Denuncia o querela Quando i fatti possono costituire reato Indagini, misure cautelari, processo penale
Allontanamento dalla casa familiare ex art. 282-bis c.p.p. Nei procedimenti penali Obbligo per l’indagato/imputato di lasciare casa
Divieto di avvicinamento ex art. 282-ter c.p.p. Quando vi è rischio di contatti pericolosi Distanza dalla vittima, casa, lavoro, scuola dei figli
Allontanamento urgente ex art. 384-bis c.p.p. Nei casi di grave e attuale pericolo Intervento rapido anche prima del provvedimento ordinario del giudice
Braccialetto elettronico Nei casi previsti e se tecnicamente possibile Controllo del rispetto della distanza

Ordine di protezione: cos’è e come funziona?

L’ordine di protezione è un provvedimento del giudice civile pensato per proteggere chi subisce abusi in famiglia.

Può essere chiesto quando la condotta del coniuge, convivente o altro componente del nucleo familiare causa un grave pregiudizio all’integrità fisica, morale o alla libertà della vittima.

Il giudice può ordinare:

  • la cessazione immediata delle condotte violente o oppressive;
  • l’allontanamento dalla casa familiare;
  • il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima;
  • il divieto di avvicinarsi al luogo di lavoro;
  • il divieto di avvicinarsi alla scuola dei figli;
  • l’intervento dei servizi sociali o di associazioni specializzate;
  • il pagamento di un assegno periodico se la vittima resta priva di mezzi adeguati;
  • l’attuazione del provvedimento anche con ausilio della forza pubblica, se necessario.

Fonte

Normativa aggiornata al 2026

La disciplina attuale degli ordini di protezione contro gli abusi familiari è contenuta principalmente nel Codice di procedura civile:

  • art. 473-bis.69 c.p.c.: presupposti degli ordini di protezione contro gli abusi familiari;
  • art. 473-bis.70 c.p.c.: contenuto degli ordini di protezione;
  • art. 473-bis.71 c.p.c.: procedimento per chiedere l’ordine di protezione;
  • art. 473-bis.72 c.p.c.: applicazione anche in caso di pericolo determinato da altri familiari;
  • art. 282-bis c.p.p.: allontanamento dalla casa familiare in sede penale;
  • art. 282-ter c.p.p.: divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa;
  • art. 384-bis c.p.p.: allontanamento urgente dalla casa familiare;
  • art. 387-bis c.p.: reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento, divieto di avvicinamento e ordini di protezione;
  • legge 19 luglio 2019, n. 69, nota come Codice Rosso;
  • legge 24 novembre 2023, n. 168, che ha rafforzato le misure contro la violenza domestica e di genere;
  • D.Lgs. 31 ottobre 2024, n. 164, che ha coordinato la disciplina degli ordini di protezione nel rito famiglia.

Quanto dura l’ordine di protezione?

L’ordine di protezione ha una durata stabilita dal giudice.

In base alla disciplina attuale, la durata non può essere superiore a un anno, ma può essere prorogata quando ricorrono gravi motivi e per il tempo strettamente necessario.

Questo significa che il provvedimento non è simbolico: serve a interrompere subito la situazione di rischio e a dare alla vittima il tempo necessario per organizzare una tutela stabile, anche attraverso separazione, divorzio, affidamento dei figli o altri procedimenti.

Come allontanare un marito violento da casa?

Se il marito è violento, la vittima può agire in due modi principali.

La prima strada è quella civile: si può chiedere al tribunale un ordine di protezione, soprattutto quando occorre ottenere rapidamente l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento.

La seconda strada è quella penale: si può presentare denuncia o querela quando i fatti integrano reati come maltrattamenti in famiglia, lesioni, minacce, stalking, violenza sessuale o altri reati.

In molti casi è opportuno attivare entrambe le tutele: quella civile per ottenere un provvedimento protettivo rapido e quella penale per far accertare i reati.

Se il marito è violento devo andare via io?

No, non necessariamente.

Uno degli errori più comuni è pensare che la vittima debba scappare e lasciare la casa.

Se ci sono i presupposti, il giudice può ordinare al marito violento di lasciare la casa familiare e di non avvicinarsi alla vittima.

Naturalmente, se c’è pericolo immediato, la vittima deve prima mettersi al sicuro. Ma dal punto di vista giuridico l’allontanamento può essere imposto al soggetto violento.

E se il marito è proprietario della casa?

Il fatto che il marito sia proprietario o comproprietario dell’immobile non impedisce, da solo, l’allontanamento.

L’ordine di protezione e le misure cautelari penali non servono a trasferire la proprietà della casa, ma a tutelare la sicurezza della vittima e dei familiari.

Se il giudice ritiene che la permanenza del soggetto violento sia pericolosa, può ordinare l’allontanamento anche se la casa è intestata a lui.

Come allontanare un figlio violento da casa?

La situazione del figlio violento è delicata, ma la legge consente di intervenire anche quando il pericolo proviene da un familiare diverso dal coniuge o dal convivente.

Se il figlio è maggiorenne e convivente, il genitore vittima di aggressioni, minacce o maltrattamenti può chiedere protezione al giudice e, nei casi più gravi, presentare denuncia.

Se il figlio è minorenne, la risposta deve essere diversa: non si tratta semplicemente di “mandarlo via”, ma di attivare una rete di tutela che può coinvolgere tribunale per i minorenni, servizi sociali, neuropsichiatria infantile, Forze dell’Ordine e strutture specializzate.

Marito violento, figlio maggiorenne violento, figlio minorenne: differenze

Caso Strumento principale Attenzione pratica
Marito violento Ordine di protezione, denuncia, separazione, misure penali Protezione della vittima e dei figli, casa familiare, mantenimento
Convivente violento Ordine di protezione e denuncia Non serve essere sposati per chiedere tutela
Figlio maggiorenne violento Ordine di protezione, denuncia, intervento dei servizi Possibile allontanamento se vi è grave pregiudizio
Figlio minorenne violento Tribunale per i minorenni, servizi sociali, tutela sanitaria e familiare Serve una gestione protettiva e non solo espulsiva
Familiare non convivente ma persecutorio Denuncia, divieto di avvicinamento, misure penali Rilevano stalking, minacce, aggressioni e controllo

Quali prove servono?

Per ottenere un provvedimento efficace, è importante raccogliere elementi concreti. Non bisogna inventare, esagerare o manipolare prove: serve documentare i fatti in modo ordinato.

Prova utile Esempi
Referti medici Pronto Soccorso, medico curante, certificati psicologici
Messaggi e chiamate SMS, WhatsApp, email, vocali, cronologia chiamate
Foto e video Danni in casa, lesioni, oggetti rotti
Testimoni Vicini, parenti, amici, colleghi, insegnanti
Verbali Interventi di Polizia, Carabinieri, servizi sociali
Denunce precedenti Querela, esposti, ammonimenti, segnalazioni
Documentazione economica Controllo del denaro, privazione di risorse, spese imposte

Cosa succede se il familiare allontanato viola il provvedimento?

La violazione degli ordini di protezione, dell’allontanamento dalla casa familiare o del divieto di avvicinamento può costituire reato.

L’art. 387-bis c.p. punisce la violazione dei provvedimenti di allontanamento e del divieto di avvicinamento.

Dopo le riforme più recenti, la tutela è stata rafforzata anche rispetto agli ordini di protezione civili.

Questo significa che il soggetto allontanato non può decidere autonomamente di tornare a casa, avvicinarsi, aspettare la vittima sotto casa, inviare messaggi intimidatori o aggirare il divieto tramite terze persone.

Dati e statistiche sulla violenza domestica

La violenza familiare è un fenomeno molto più diffuso di quanto emerga dalle denunce.

Secondo i dati ISTAT 2025:

  • circa 6,4 milioni di donne tra 16 e 75 anni hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita;
  • il dato corrisponde al 31,9% delle donne nella fascia considerata;
  • tra le donne che hanno o hanno avuto un partner, il 12,6% ha subito violenza fisica o sessuale nella coppia;
  • la violenza psicologica nella coppia riguarda il 17,9% delle donne;
  • la violenza economica riguarda il 6,6% delle donne;
  • negli ultimi cinque anni, solo il 10,5% delle vittime di violenza da partner o ex partner ha denunciato.

Secondo il Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno, nel 2025 sono stati registrati 286 omicidi, con 97 vittime donne; tra queste, 85 sono state uccise in ambito familiare o affettivo e 62 dal partner o ex partner.

Questi dati confermano un punto: chiedere protezione non è un’esagerazione, ma spesso è il primo passo per impedire l’aggravarsi della situazione.

Posso chiedere l’allontanamento anche senza denuncia?

Sì, in alcuni casi è possibile chiedere l’ordine di protezione in sede civile anche indipendentemente dalla denuncia penale.

Tuttavia, se vi sono aggressioni, minacce gravi, maltrattamenti, stalking o pericolo concreto, la denuncia può essere necessaria o comunque fortemente opportuna. La scelta va valutata con un avvocato, perché ogni caso richiede una strategia diversa.

Serve per forza l’avvocato?

La disciplina consente, in alcuni casi, di proporre l’istanza anche personalmente. Tuttavia, quando si parla di violenza domestica, casa familiare, figli, misure urgenti e rischio di escalation, è prudente farsi assistere da un avvocato.

Un ricorso scritto male, privo di prove o impostato in modo confuso può indebolire la richiesta. In questi casi la chiarezza dei fatti, la documentazione e la scelta dello strumento corretto sono decisive.

Separazione e allontanamento del marito violento

Se la vittima è sposata, l’allontanamento può collegarsi anche alla separazione.

In presenza di violenza, il procedimento di separazione può includere richieste urgenti relative a:

  • casa familiare;
  • affidamento dei figli;
  • mantenimento;
  • limitazione o sospensione della responsabilità genitoriale;
  • modalità protette di visita;
  • ordine di non avvicinamento;
  • protezione della vittima e dei minori.

La violenza domestica non è una semplice “crisi di coppia”. È un fatto che può incidere sulle decisioni del giudice in materia familiare.

Cosa non fare

In situazioni di violenza domestica, alcune reazioni possono peggiorare il rischio o indebolire la tutela legale.

È meglio evitare di:

  • affrontare da soli il soggetto violento;
  • avvisarlo prima di chiedere protezione;
  • cancellare messaggi o prove;
  • minimizzare gli episodi davanti a medici o Forze dell’Ordine;
  • accettare incontri chiarificatori non protetti;
  • affidarsi alla sola mediazione familiare quando vi sono paura, controllo o violenza;
  • aspettare che la situazione “passi da sola”.

La mediazione può avere senso solo in contesti realmente equilibrati. In presenza di violenza, sopraffazione o paura, il primo obiettivo è la protezione.

Studio Assistenza Legale: assistenza in tutta Italia

Studio Assistenza Legale offre consulenza e assistenza in tutta Italia per situazioni di violenza familiare, ordini di protezione, separazioni, divorzi, affidamento dei figli e tutela della casa familiare.

Lo studio può valutare rapidamente:

  • se chiedere un ordine di protezione;
  • se presentare denuncia;
  • se avviare separazione o divorzio;
  • quali prove raccogliere;
  • come tutelare i figli minori;
  • come ottenere misure urgenti in caso di pericolo.

È possibile richiedere una consulenza anche online o in videocall.

Per contattare lo studio legale oppure per conoscere la sede operativa più vicina alla tua città di residenza e fissare un appuntamento con uno degli avvocati presenti in tutta Italia:

081-195 70 162
320 223 18 35

FAQ

Come posso allontanare da casa un marito violento?

Puoi chiedere un ordine di protezione al giudice civile oppure presentare denuncia per ottenere misure penali come l’allontanamento dalla casa familiare o il divieto di avvicinamento. Se c’è pericolo immediato, chiama subito il 112.

Posso far allontanare mio marito anche se la casa è sua?

Sì. La proprietà della casa non impedisce al giudice di ordinare l’allontanamento del coniuge violento, perché il provvedimento serve a tutelare la sicurezza della vittima e dei familiari.

Si può allontanare un figlio maggiorenne violento?

Sì. Se il figlio maggiorenne convivente tiene condotte violente, minacciose o gravemente pregiudizievoli, il genitore può chiedere protezione al giudice e, nei casi più gravi, presentare denuncia.

Si può allontanare un figlio minorenne violento?

Nel caso di figlio minorenne, la soluzione non è una semplice espulsione da casa. Occorre coinvolgere tribunale per i minorenni, servizi sociali, strutture sanitarie e, se necessario, Forze dell’Ordine, per proteggere tutti i componenti della famiglia.

Quanto dura un ordine di protezione?

La durata viene stabilita dal giudice e non può superare un anno. Può essere prorogata solo in presenza di gravi motivi e per il tempo strettamente necessario.

Serve la denuncia per ottenere l’ordine di protezione?

Non sempre. L’ordine di protezione civile può essere chiesto anche autonomamente. Tuttavia, se i fatti sono gravi o costituiscono reato, la denuncia può essere necessaria o fortemente consigliata.

Cosa succede se il marito allontanato torna a casa?

La violazione dell’allontanamento, del divieto di avvicinamento o dell’ordine di protezione può costituire reato ai sensi dell’art. 387-bis c.p. In caso di violazione bisogna avvisare subito le Forze dell’Ordine.

Posso chiedere il divieto di avvicinamento oltre all’allontanamento?

Sì. Il giudice può imporre non solo l’allontanamento dalla casa familiare, ma anche il divieto di avvicinarsi alla vittima, al luogo di lavoro, alla scuola dei figli e ad altri luoghi abitualmente frequentati.

Cosa devo portare all’avvocato?

È utile portare messaggi, foto, referti medici, denunce precedenti, nomi di testimoni, registrazioni lecite, verbali di intervento delle Forze dell’Ordine e qualsiasi documento che dimostri minacce, aggressioni o controllo.

Se ho paura ma non ho prove, posso chiedere aiuto?

Sì. Anche se non hai ancora prove complete, puoi chiedere subito una consulenza legale, contattare il 1522 o rivolgerti alle Forze dell’Ordine. L’avvocato può aiutarti a ricostruire i fatti e indicarti quali elementi raccogliere in modo corretto.

AI Disclosure (AI Act 2025 – Legge Italiana 132/2025):
il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [20.05.2026], https://chat.openai.com.

 

CONTATTACI SUBITO

Tel. Fisso

Cellulare

WhatsApp

E-Mail