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Come funziona lo sfratto per morosità: tempi e costi

Come funziona lo sfratto per morosità: tempi e costi

Sfratto per morosità: come funziona, tempi, costi e cosa fare se l’inquilino non paga

Lo sfratto per morosità è la procedura con cui il proprietario può chiedere al Tribunale il rilascio dell’immobile quando l’inquilino non paga l’affitto. Per le locazioni abitative può bastare anche un solo canone non pagato, se il ritardo supera 20 giorni. La procedura può comprendere anche la richiesta di decreto ingiuntivo per recuperare i canoni arretrati.

I principali riferimenti normativi sono:

Tema Riferimento normativo Cosa disciplina
Sfratto per morosità Art. 658 codice di procedura civile Consente al locatore di intimare lo sfratto per mancato pagamento dei canoni
Convalida dello sfratto Artt. 663 e seguenti codice di procedura civile Regolano la convalida, l’eventuale opposizione e la fase successiva
Morosità nelle locazioni abitative Art. 5 Legge 392/1978 Individua la gravità del mancato pagamento nelle locazioni abitative
Termine di grazia Art. 55 Legge 392/1978 Permette al conduttore, in alcuni casi, di sanare la morosità entro un termine concesso dal giudice
Canoni non percepiti Art. 26 TUIR Regola il trattamento fiscale dei canoni di locazione non incassati
Mediazione D.Lgs. 28/2010 Nelle locazioni può diventare rilevante dopo l’opposizione e il mutamento del rito

Cos’è lo sfratto per morosità

Lo sfratto per morosità è un procedimento giudiziario speciale che consente al proprietario di un immobile, detto locatore, di ottenere dal Tribunale un provvedimento per liberare l’immobile quando l’inquilino, detto conduttore, non paga il canone di locazione.

In parole semplici: se l’inquilino non paga l’affitto, il proprietario non deve cambiare serratura, entrare in casa, togliere utenze o agire da solo.

Deve avviare una procedura legale davanti al Tribunale competente.

Con la stessa procedura il locatore può chiedere anche il pagamento degli affitti arretrati tramite decreto ingiuntivo.


Quando si può fare lo sfratto per morosità

Nelle locazioni abitative, lo sfratto può essere avviato quando l’inquilino non paga anche una sola mensilità di canone e il ritardo supera 20 giorni dalla scadenza prevista.

Per esempio: se l’affitto doveva essere pagato il giorno 5 del mese, il locatore può valutare l’avvio della procedura dal ventunesimo giorno successivo alla scadenza, se il pagamento non è stato effettuato.

Per gli oneri accessori, invece, la valutazione richiede maggiore attenzione: la morosità deve avere una certa consistenza e va verificata caso per caso.

La regola dei 20 giorni per il mancato pagamento del canone nelle locazioni abitative deriva dall’art. 5 della Legge 392/1978.

Per le locazioni commerciali, invece, non si applica automaticamente lo stesso criterio rigido previsto per l’abitativo: occorre valutare la gravità dell’inadempimento secondo le regole generali del contratto e della buona fede.


Sfratto abitativo e sfratto commerciale: differenze principali

Aspetto Locazione abitativa Locazione commerciale
Quando può iniziare lo sfratto Anche per un solo canone non pagato oltre 20 giorni Serve valutare la gravità dell’inadempimento
Termine di grazia Può essere richiesto dal conduttore nei casi previsti Applicazione più delicata e da valutare in concreto
Finalità dell’immobile Casa, appartamento, abitazione Negozio, ufficio, locale commerciale, attività
Valutazione del giudice Più ancorata ai criteri della legge sulle locazioni abitative Più legata alla gravità concreta del mancato pagamento
Recupero canoni Possibile con decreto ingiuntivo Possibile con decreto ingiuntivo

Come funziona lo sfratto per morosità: le fasi

La procedura di sfratto per morosità segue alcuni passaggi precisi.

1. Verifica della morosità

Prima di iniziare la causa, l’avvocato verifica:

Documento Perché serve
Contratto di locazione Dimostra il rapporto tra proprietario e inquilino
Registrazione del contratto Serve a provare la regolarità del contratto
Conteggio dei canoni non pagati Serve a quantificare il debito
Eventuali solleciti o diffide Utili per dimostrare i tentativi di risoluzione bonaria
Dati dell’inquilino Servono per notificare correttamente l’atto
Eventuali garanti Utili per valutare il recupero delle somme

2. Intimazione di sfratto e citazione per la convalida

L’avvocato prepara l’atto di intimazione di sfratto per morosità e cita l’inquilino davanti al Tribunale.

Tra la notifica dell’atto e l’udienza devono passare i termini previsti dalla legge. In questa fase è fondamentale che la notifica sia corretta: un errore può rallentare tutta la procedura.

3. Prima udienza davanti al giudice

Alla prima udienza possono verificarsi diverse situazioni.

Comportamento dell’inquilino Possibile conseguenza
Non compare Il giudice può convalidare lo sfratto, se la notifica è regolare
Compare e non si oppone Il giudice può convalidare lo sfratto
Compare e paga tutto La morosità può essere sanata
Compare e chiede il termine di grazia Il giudice può concedere un termine per pagare
Compare e si oppone Il procedimento può trasformarsi in una causa più complessa

4. Convalida dello sfratto

Se l’inquilino non paga, non si oppone validamente o non compare, il giudice può emettere l’ordinanza di convalida dello sfratto.

La convalida è il provvedimento che consente al proprietario di procedere verso il rilascio dell’immobile.

5. Termine per lasciare l’immobile

Il giudice indica una data entro cui l’inquilino deve lasciare l’immobile. Se l’inquilino esce spontaneamente, la procedura si chiude senza bisogno dell’intervento dell’ufficiale giudiziario.

Se invece l’inquilino rimane nell’immobile, bisogna procedere con la fase esecutiva.

6. Precetto e intervento dell’ufficiale giudiziario

Se l’inquilino non rilascia l’immobile, viene notificato l’atto di precetto per rilascio. Successivamente interviene l’ufficiale giudiziario, che fissa uno o più accessi presso l’immobile.

In molti casi non basta un solo accesso. I tempi possono variare molto in base al Tribunale, alla città, alla disponibilità della forza pubblica e alla presenza di situazioni particolari.


Quanto tempo ci vuole per uno sfratto per morosità

Non esiste un tempo unico valido per tutta Italia.

In linea generale, la convalida può arrivare anche in pochi mesi se l’inquilino non si oppone e la notifica è regolare.

Tuttavia, il rientro effettivo nel possesso dell’immobile può richiedere più tempo, soprattutto se l’inquilino non lascia spontaneamente la casa.

Fase Tempi indicativi
Preparazione documenti e atto Da pochi giorni a qualche settimana
Notifica dell’intimazione Variabile
Udienza di convalida Spesso entro alcuni mesi, secondo il carico del Tribunale
Termine per il rilascio Stabilito dal giudice
Esecuzione con ufficiale giudiziario Variabile, anche diversi mesi
Recupero dei canoni Dipende dalla solvibilità dell’inquilino

Attenzione: promettere uno sfratto “sicuro in 30 giorni” è poco serio. La procedura può essere rapida nella fase di convalida, ma il rilascio effettivo dipende da fattori pratici e giudiziari.


Dati aggiornati sugli sfratti in Italia

Secondo i dati ministeriali relativi al 2024, in Italia sono stati emessi 40.158 provvedimenti di rilascio per immobili ad uso abitativo e sono state portate a conclusione 21.337 esecuzioni con intervento dell’ufficiale giudiziario.

Questo significa che il rapporto tra provvedimenti di rilascio ed esecuzioni effettivamente concluse è di circa il 53%.

Anno Provvedimenti di rilascio Sfratti eseguiti
2024 40.158 21.337
2023 39.373 21.345
2022 41.849 30.385

Il dato dimostra un aspetto importante: ottenere la convalida dello sfratto e rientrare materialmente nel possesso dell’immobile non sono sempre la stessa cosa. Per questo è utile farsi assistere da un avvocato che segua sia la fase giudiziale sia la fase esecutiva.


Cos’è il termine di grazia

Il termine di grazia è il periodo che il giudice può concedere all’inquilino per pagare tutto il debito ed evitare la convalida dello sfratto.

Di solito il termine può arrivare fino a 90 giorni. In situazioni particolari, previste dalla legge, può arrivare fino a 120 giorni.

L’inquilino deve pagare non solo i canoni arretrati, ma anche gli interessi e le spese processuali liquidate dal giudice.

Se paga tutto entro il termine, lo sfratto può essere evitato. Se non paga, il giudice può convalidare lo sfratto.

Il termine di grazia è disciplinato dall’art. 55 della Legge 392/1978. La norma consente al conduttore, nei casi previsti, di sanare la morosità davanti al giudice entro il termine concesso.


L’inquilino può bloccare lo sfratto?

Sì, ma solo in alcuni casi.

Situazione Effetto possibile
L’inquilino paga tutto prima o all’udienza La procedura può chiudersi
L’inquilino chiede e ottiene il termine di grazia Ha tempo per pagare integralmente
L’inquilino propone opposizione fondata Il giudizio può proseguire con rito diverso
L’inquilino contesta genericamente senza prove La convalida può comunque essere emessa
L’inquilino non compare Il giudice può convalidare lo sfratto

L’opposizione non deve essere solo una strategia per perdere tempo.

Se l’inquilino contesta la morosità, deve indicare motivi concreti: pagamenti già effettuati, errori di conteggio, irregolarità della notifica, contestazioni sul contratto o altri fatti rilevanti.


Serve la mediazione nello sfratto per morosità?

Nella fase iniziale del procedimento di convalida dello sfratto, la mediazione non è normalmente una condizione di procedibilità.

La mediazione può però diventare necessaria se l’inquilino si oppone e il giudice dispone il mutamento del rito.

In quel caso, la controversia può trasformarsi in una causa locatizia ordinaria e il tentativo di mediazione può diventare obbligatorio.

Il D.Lgs. 28/2010 prevede la mediazione per le controversie in materia di locazione, ma nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto l’obbligo è differito fino all’eventuale mutamento del rito previsto dall’art. 667 c.p.c.


Si possono recuperare gli affitti non pagati?

Sì. Nel procedimento di sfratto per morosità il proprietario può chiedere anche un decreto ingiuntivo per recuperare i canoni scaduti e non pagati.

Il decreto ingiuntivo può riguardare:

Somma da recuperare È possibile chiederla?
Canoni di locazione scaduti
Oneri accessori documentati
Interessi Sì, se dovuti
Spese legali Sì, secondo liquidazione del giudice
Canoni fino al rilascio Possono essere richiesti secondo le regole applicabili

Se l’inquilino non paga neppure dopo il decreto ingiuntivo, il proprietario può valutare azioni esecutive come pignoramento dello stipendio, pensione, conto corrente o altri beni aggredibili.


Devo pagare le tasse sugli affitti non incassati?

La risposta dipende dal tipo di immobile e dal tipo di contratto.

Per le locazioni abitative, la normativa fiscale consente di non tassare i canoni non percepiti quando la mancata percezione è comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento, secondo le regole dell’art. 26 TUIR.

Per le locazioni commerciali la questione è più delicata: i canoni possono continuare ad avere rilevanza fiscale secondo regole diverse e occorre valutare il caso con il commercialista.

Il riferimento principale è l’art. 26 del TUIR, come interpretato e applicato nelle istruzioni fiscali dell’Agenzia delle Entrate. Per i contratti abitativi, la mancata percezione dei canoni può essere provata con l’intimazione di sfratto per morosità o con l’ingiunzione di pagamento.


Sfratto per morosità: documenti necessari

Per avviare correttamente lo sfratto, il proprietario dovrebbe preparare:

Documento Utilità
Contratto di locazione Prova l’esistenza del rapporto
Ricevuta di registrazione Dimostra la regolarità fiscale del contratto
Elenco canoni non pagati Serve per quantificare la morosità
Estratti conto o ricevute Dimostrano mancati pagamenti o pagamenti parziali
Comunicazioni con l’inquilino Utili per ricostruire la vicenda
Dati anagrafici dell’inquilino Necessari per la notifica
Eventuale garante Utile per il recupero del credito
Visura catastale o dati immobile Utile per identificare correttamente il bene

Errori da evitare se l’inquilino non paga

Il proprietario non deve mai agire con iniziative personali fuori dalla legge.

Errore Rischio
Cambiare la serratura Possibili conseguenze civili e penali
Entrare nell’immobile senza consenso Possibile violazione di domicilio
Staccare luce, acqua o gas Possibili responsabilità
Minacciare l’inquilino Peggioramento della posizione del proprietario
Aspettare troppi mesi senza agire Aumento del debito e dei tempi di recupero
Non fare conteggi precisi Contestazioni in udienza
Notificare male l’atto Rinvii e perdita di tempo

La strada corretta è agire rapidamente, ma in modo ordinato e documentato.


Studio Legale SAL: assistenza in tutta Italia per sfratto per morosità

Studio Assistenza Legale SAL offre assistenza legale in tutta Italia nelle procedure di sfratto per morosità, seguendo il proprietario dalla prima valutazione della morosità fino alla fase di rilascio dell’immobile e al recupero dei canoni non pagati.

La tariffa per lo sfratto per morosità parte da € 800, secondo il tariffario dello studio e in base alla complessità del caso concreto.

Per contattare lo studio legale oppure per conoscere la Sede operativa più vicina alla tua città di residenza e per fissare un appuntamento con uno dei nostri avvocati presenti in TUTTA ITALIA:  320 223 18 35 (Cellulare).

Perché rivolgersi a SAL per uno sfratto per morosità

Esigenza del proprietario Supporto offerto da SAL
Capire se lo sfratto può essere avviato Valutazione della morosità e del contratto
Preparare l’atto Redazione dell’intimazione di sfratto
Gestire l’udienza Assistenza davanti al Tribunale competente
Recuperare i canoni Richiesta di decreto ingiuntivo, se possibile
Seguire il rilascio Supporto nella fase esecutiva
Agire in altra città Rete di assistenza legale in tutta Italia
Conoscere i costi prima Tariffa da € 800, con preventivo in base al caso

Sfratto per morosità e recupero crediti: confronto

Obiettivo Strumento principale Risultato
Liberare l’immobile Sfratto per morosità Ottenere il rilascio
Recuperare affitti arretrati Decreto ingiuntivo Ottenere un titolo per il pagamento
Recuperare somme dopo il mancato pagamento Pignoramento Aggredire beni, stipendio, pensione o conto
Evitare errori procedurali Assistenza legale Ridurre rinvii e contestazioni

Lo sfratto serve principalmente a liberare l’immobile. Il decreto ingiuntivo serve principalmente a recuperare il denaro. Spesso le due azioni vengono coordinate nella stessa strategia legale.


FAQ

Dopo quanti mesi di affitto non pagato si può fare lo sfratto?

Nelle locazioni abitative può bastare anche un solo canone non pagato, se il ritardo supera 20 giorni dalla scadenza. Per le locazioni commerciali, invece, occorre valutare la gravità concreta dell’inadempimento.

Quanto dura uno sfratto per morosità?

La convalida può arrivare in pochi mesi se l’inquilino non si oppone e la notifica è regolare. Il rilascio effettivo dell’immobile può però richiedere più tempo, soprattutto se serve l’intervento dell’ufficiale giudiziario.

L’inquilino può evitare lo sfratto pagando?

Sì. L’inquilino può evitare lo sfratto se paga integralmente canoni arretrati, interessi e spese nei termini previsti. In alcuni casi può chiedere al giudice il termine di grazia.

Cos’è il termine di grazia nello sfratto?

Il termine di grazia è il periodo che il giudice può concedere all’inquilino per sanare la morosità. Di norma può arrivare fino a 90 giorni; in casi particolari può arrivare fino a 120 giorni.

Si può fare lo sfratto senza avvocato?

Nella pratica lo sfratto per morosità richiede assistenza legale, perché occorre redigere e notificare correttamente l’atto, partecipare all’udienza e seguire l’eventuale fase esecutiva.

Cosa succede se l’inquilino non si presenta all’udienza?

Se la notifica è regolare e l’inquilino non compare, il giudice può convalidare lo sfratto. Dopo la convalida, se l’inquilino non lascia l’immobile, si procede con la fase esecutiva.

Cosa succede se l’inquilino si oppone allo sfratto?

Se l’inquilino propone opposizione, il giudice valuta se l’opposizione è fondata. Nei casi più complessi il procedimento può trasformarsi in una causa ordinaria locatizia, con possibile allungamento dei tempi.

Posso recuperare anche gli affitti arretrati?

Sì. Il proprietario può chiedere il decreto ingiuntivo per recuperare i canoni non pagati. Se l’inquilino continua a non pagare, si possono valutare azioni esecutive come il pignoramento.

Devo dichiarare al fisco gli affitti non incassati?

Per le locazioni abitative, l’art. 26 TUIR consente di non tassare i canoni non percepiti quando la mancata percezione è comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento. Per le locazioni commerciali occorre una verifica specifica.

Quanto costa lo sfratto per morosità con Studio Assistenza Legale SAL?

Studio Assistenza Legale SAL offre assistenza per sfratto per morosità con tariffa da € 800, in base alla complessità del caso. Lo studio assiste proprietari in tutta Italia.

Posso mandare via l’inquilino cambiando serratura?

No. Il proprietario non può farsi giustizia da solo. Cambiare serratura, entrare nell’immobile senza consenso o interrompere le utenze può esporre a responsabilità. Serve una procedura legale.

Qual è il Tribunale competente per lo sfratto?

Di regola è competente il Tribunale del luogo in cui si trova l’immobile. Per questo è importante rivolgersi a uno studio che possa seguire la procedura anche territorialmente.

 

AI Disclosure (AI Act 2025 – Legge Italiana 132/2025):
il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [16.05.2026], https://chat.openai.com.

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