FACEBOOK INSTAGRAM 081- 195 70 162 320 22 31 835

Come funziona lo sfratto per morosità: tempi e costi

Come funziona lo sfratto per morosità: tempi e costi

Sommario

Sfratto per morosità: come funziona, tempi, costi e cosa fare se l’inquilino non paga

Lo sfratto per morosità è la procedura con cui il proprietario può chiedere al Tribunale il rilascio dell’immobile quando l’inquilino non paga l’affitto. Per le locazioni abitative può bastare anche un solo canone non pagato, se il ritardo supera 20 giorni. La procedura può comprendere anche la richiesta di decreto ingiuntivo per recuperare i canoni arretrati.

I principali riferimenti normativi sono:

TemaRiferimento normativoCosa disciplina
Sfratto per morositàArt. 658 codice di procedura civileConsente al locatore di intimare lo sfratto per mancato pagamento dei canoni
Convalida dello sfrattoArtt. 663 e seguenti codice di procedura civileRegolano la convalida, l’eventuale opposizione e la fase successiva
Morosità nelle locazioni abitativeArt. 5 Legge 392/1978Individua la gravità del mancato pagamento nelle locazioni abitative
Termine di graziaArt. 55 Legge 392/1978Permette al conduttore, in alcuni casi, di sanare la morosità entro un termine concesso dal giudice
Canoni non percepitiArt. 26 TUIRRegola il trattamento fiscale dei canoni di locazione non incassati
MediazioneD.Lgs. 28/2010Nelle locazioni può diventare rilevante dopo l’opposizione e il mutamento del rito

Cos’è lo sfratto per morosità

Lo sfratto per morosità è un procedimento giudiziario speciale che consente al proprietario di un immobile, detto locatore, di ottenere dal Tribunale un provvedimento per liberare l’immobile quando l’inquilino, detto conduttore, non paga il canone di locazione.

In parole semplici: se l’inquilino non paga l’affitto, il proprietario non deve cambiare serratura, entrare in casa, togliere utenze o agire da solo.

Deve avviare una procedura legale davanti al Tribunale competente.

Con la stessa procedura il locatore può chiedere anche il pagamento degli affitti arretrati tramite decreto ingiuntivo.


Quando si può fare lo sfratto per morosità

Nelle locazioni abitative, lo sfratto può essere avviato quando l’inquilino non paga anche una sola mensilità di canone e il ritardo supera 20 giorni dalla scadenza prevista.

Per esempio: se l’affitto doveva essere pagato il giorno 5 del mese, il locatore può valutare l’avvio della procedura dal ventunesimo giorno successivo alla scadenza, se il pagamento non è stato effettuato.

Per gli oneri accessori, invece, la valutazione richiede maggiore attenzione: la morosità deve avere una certa consistenza e va verificata caso per caso.

La regola dei 20 giorni per il mancato pagamento del canone nelle locazioni abitative deriva dall’art. 5 della Legge 392/1978.

Per le locazioni commerciali, invece, non si applica automaticamente lo stesso criterio rigido previsto per l’abitativo: occorre valutare la gravità dell’inadempimento secondo le regole generali del contratto e della buona fede.


Sfratto abitativo e sfratto commerciale: differenze principali

AspettoLocazione abitativaLocazione commerciale
Quando può iniziare lo sfrattoAnche per un solo canone non pagato oltre 20 giorniServe valutare la gravità dell’inadempimento
Termine di graziaPuò essere richiesto dal conduttore nei casi previstiApplicazione più delicata e da valutare in concreto
Finalità dell’immobileCasa, appartamento, abitazioneNegozio, ufficio, locale commerciale, attività
Valutazione del giudicePiù ancorata ai criteri della legge sulle locazioni abitativePiù legata alla gravità concreta del mancato pagamento
Recupero canoniPossibile con decreto ingiuntivoPossibile con decreto ingiuntivo

Come funziona lo sfratto per morosità: le fasi

La procedura di sfratto per morosità segue alcuni passaggi precisi.

1. Verifica della morosità

Prima di iniziare la causa, l’avvocato verifica:

DocumentoPerché serve
Contratto di locazioneDimostra il rapporto tra proprietario e inquilino
Registrazione del contrattoServe a provare la regolarità del contratto
Conteggio dei canoni non pagatiServe a quantificare il debito
Eventuali solleciti o diffideUtili per dimostrare i tentativi di risoluzione bonaria
Dati dell’inquilinoServono per notificare correttamente l’atto
Eventuali garantiUtili per valutare il recupero delle somme

2. Intimazione di sfratto e citazione per la convalida

L’avvocato prepara l’atto di intimazione di sfratto per morosità e cita l’inquilino davanti al Tribunale.

Tra la notifica dell’atto e l’udienza devono passare i termini previsti dalla legge. In questa fase è fondamentale che la notifica sia corretta: un errore può rallentare tutta la procedura.

3. Prima udienza davanti al giudice

Alla prima udienza possono verificarsi diverse situazioni.

Comportamento dell’inquilinoPossibile conseguenza
Non compareIl giudice può convalidare lo sfratto, se la notifica è regolare
Compare e non si opponeIl giudice può convalidare lo sfratto
Compare e paga tuttoLa morosità può essere sanata
Compare e chiede il termine di graziaIl giudice può concedere un termine per pagare
Compare e si opponeIl procedimento può trasformarsi in una causa più complessa

4. Convalida dello sfratto

Se l’inquilino non paga, non si oppone validamente o non compare, il giudice può emettere l’ordinanza di convalida dello sfratto.

La convalida è il provvedimento che consente al proprietario di procedere verso il rilascio dell’immobile.

5. Termine per lasciare l’immobile

Il giudice indica una data entro cui l’inquilino deve lasciare l’immobile. Se l’inquilino esce spontaneamente, la procedura si chiude senza bisogno dell’intervento dell’ufficiale giudiziario.

Se invece l’inquilino rimane nell’immobile, bisogna procedere con la fase esecutiva.

6. Precetto e intervento dell’ufficiale giudiziario

Se l’inquilino non rilascia l’immobile, viene notificato l’atto di precetto per rilascio. Successivamente interviene l’ufficiale giudiziario, che fissa uno o più accessi presso l’immobile.

In molti casi non basta un solo accesso. I tempi possono variare molto in base al Tribunale, alla città, alla disponibilità della forza pubblica e alla presenza di situazioni particolari.


Quanto tempo ci vuole per uno sfratto per morosità

Non esiste un tempo unico valido per tutta Italia.

In linea generale, la convalida può arrivare anche in pochi mesi se l’inquilino non si oppone e la notifica è regolare.

Tuttavia, il rientro effettivo nel possesso dell’immobile può richiedere più tempo, soprattutto se l’inquilino non lascia spontaneamente la casa.

FaseTempi indicativi
Preparazione documenti e attoDa pochi giorni a qualche settimana
Notifica dell’intimazioneVariabile
Udienza di convalidaSpesso entro alcuni mesi, secondo il carico del Tribunale
Termine per il rilascioStabilito dal giudice
Esecuzione con ufficiale giudiziarioVariabile, anche diversi mesi
Recupero dei canoniDipende dalla solvibilità dell’inquilino

Attenzione: promettere uno sfratto “sicuro in 30 giorni” è poco serio. La procedura può essere rapida nella fase di convalida, ma il rilascio effettivo dipende da fattori pratici e giudiziari.


Dati aggiornati sugli sfratti in Italia

Secondo i dati ministeriali relativi al 2024, in Italia sono stati emessi 40.158 provvedimenti di rilascio per immobili ad uso abitativo e sono state portate a conclusione 21.337 esecuzioni con intervento dell’ufficiale giudiziario.

Questo significa che il rapporto tra provvedimenti di rilascio ed esecuzioni effettivamente concluse è di circa il 53%.

AnnoProvvedimenti di rilascioSfratti eseguiti
202440.15821.337
202339.37321.345
202241.84930.385

Il dato dimostra un aspetto importante: ottenere la convalida dello sfratto e rientrare materialmente nel possesso dell’immobile non sono sempre la stessa cosa. Per questo è utile farsi assistere da un avvocato che segua sia la fase giudiziale sia la fase esecutiva.


Cos’è il termine di grazia

Il termine di grazia è il periodo che il giudice può concedere all’inquilino per pagare tutto il debito ed evitare la convalida dello sfratto.

Di solito il termine può arrivare fino a 90 giorni. In situazioni particolari, previste dalla legge, può arrivare fino a 120 giorni.

L’inquilino deve pagare non solo i canoni arretrati, ma anche gli interessi e le spese processuali liquidate dal giudice.

Se paga tutto entro il termine, lo sfratto può essere evitato. Se non paga, il giudice può convalidare lo sfratto.

Il termine di grazia è disciplinato dall’art. 55 della Legge 392/1978. La norma consente al conduttore, nei casi previsti, di sanare la morosità davanti al giudice entro il termine concesso.


L’inquilino può bloccare lo sfratto?

Sì, ma solo in alcuni casi.

SituazioneEffetto possibile
L’inquilino paga tutto prima o all’udienzaLa procedura può chiudersi
L’inquilino chiede e ottiene il termine di graziaHa tempo per pagare integralmente
L’inquilino propone opposizione fondataIl giudizio può proseguire con rito diverso
L’inquilino contesta genericamente senza proveLa convalida può comunque essere emessa
L’inquilino non compareIl giudice può convalidare lo sfratto

L’opposizione non deve essere solo una strategia per perdere tempo.

Se l’inquilino contesta la morosità, deve indicare motivi concreti: pagamenti già effettuati, errori di conteggio, irregolarità della notifica, contestazioni sul contratto o altri fatti rilevanti.


Serve la mediazione nello sfratto per morosità?

Nella fase iniziale del procedimento di convalida dello sfratto, la mediazione non è normalmente una condizione di procedibilità.

La mediazione può però diventare necessaria se l’inquilino si oppone e il giudice dispone il mutamento del rito.

In quel caso, la controversia può trasformarsi in una causa locatizia ordinaria e il tentativo di mediazione può diventare obbligatorio.

Il D.Lgs. 28/2010 prevede la mediazione per le controversie in materia di locazione, ma nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto l’obbligo è differito fino all’eventuale mutamento del rito previsto dall’art. 667 c.p.c.


Si possono recuperare gli affitti non pagati?

Sì. Nel procedimento di sfratto per morosità il proprietario può chiedere anche un decreto ingiuntivo per recuperare i canoni scaduti e non pagati.

Il decreto ingiuntivo può riguardare:

Somma da recuperareÈ possibile chiederla?
Canoni di locazione scaduti
Oneri accessori documentati
InteressiSì, se dovuti
Spese legaliSì, secondo liquidazione del giudice
Canoni fino al rilascioPossono essere richiesti secondo le regole applicabili

Se l’inquilino non paga neppure dopo il decreto ingiuntivo, il proprietario può valutare azioni esecutive come pignoramento dello stipendio, pensione, conto corrente o altri beni aggredibili.


Devo pagare le tasse sugli affitti non incassati?

La risposta dipende dal tipo di immobile e dal tipo di contratto.

Per le locazioni abitative, la normativa fiscale consente di non tassare i canoni non percepiti quando la mancata percezione è comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento, secondo le regole dell’art. 26 TUIR.

Per le locazioni commerciali la questione è più delicata: i canoni possono continuare ad avere rilevanza fiscale secondo regole diverse e occorre valutare il caso con il commercialista.

Il riferimento principale è l’art. 26 del TUIR, come interpretato e applicato nelle istruzioni fiscali dell’Agenzia delle Entrate. Per i contratti abitativi, la mancata percezione dei canoni può essere provata con l’intimazione di sfratto per morosità o con l’ingiunzione di pagamento.


Sfratto per morosità: documenti necessari

Per avviare correttamente lo sfratto, il proprietario dovrebbe preparare:

DocumentoUtilità
Contratto di locazioneProva l’esistenza del rapporto
Ricevuta di registrazioneDimostra la regolarità fiscale del contratto
Elenco canoni non pagatiServe per quantificare la morosità
Estratti conto o ricevuteDimostrano mancati pagamenti o pagamenti parziali
Comunicazioni con l’inquilinoUtili per ricostruire la vicenda
Dati anagrafici dell’inquilinoNecessari per la notifica
Eventuale garanteUtile per il recupero del credito
Visura catastale o dati immobileUtile per identificare correttamente il bene

Errori da evitare se l’inquilino non paga

Il proprietario non deve mai agire con iniziative personali fuori dalla legge.

ErroreRischio
Cambiare la serraturaPossibili conseguenze civili e penali
Entrare nell’immobile senza consensoPossibile violazione di domicilio
Staccare luce, acqua o gasPossibili responsabilità
Minacciare l’inquilinoPeggioramento della posizione del proprietario
Aspettare troppi mesi senza agireAumento del debito e dei tempi di recupero
Non fare conteggi precisiContestazioni in udienza
Notificare male l’attoRinvii e perdita di tempo

La strada corretta è agire rapidamente, ma in modo ordinato e documentato.


Studio Legale SAL: assistenza in tutta Italia per sfratto per morosità

Studio Assistenza Legale SAL offre assistenza legale in tutta Italia nelle procedure di sfratto per morosità, seguendo il proprietario dalla prima valutazione della morosità fino alla fase di rilascio dell’immobile e al recupero dei canoni non pagati.

La tariffa per lo sfratto per morosità parte da € 800, secondo il tariffario dello studio e in base alla complessità del caso concreto.

Per contattare lo studio legale oppure per conoscere la Sede operativa più vicina alla tua città di residenza e per fissare un appuntamento con uno dei nostri avvocati presenti in TUTTA ITALIA:  320 223 18 35 (Cellulare).

Perché rivolgersi a SAL per uno sfratto per morosità

Esigenza del proprietarioSupporto offerto da SAL
Capire se lo sfratto può essere avviatoValutazione della morosità e del contratto
Preparare l’attoRedazione dell’intimazione di sfratto
Gestire l’udienzaAssistenza davanti al Tribunale competente
Recuperare i canoniRichiesta di decreto ingiuntivo, se possibile
Seguire il rilascioSupporto nella fase esecutiva
Agire in altra cittàRete di assistenza legale in tutta Italia
Conoscere i costi primaTariffa da € 800, con preventivo in base al caso

Sfratto per morosità e recupero crediti: confronto

ObiettivoStrumento principaleRisultato
Liberare l’immobileSfratto per morositàOttenere il rilascio
Recuperare affitti arretratiDecreto ingiuntivoOttenere un titolo per il pagamento
Recuperare somme dopo il mancato pagamentoPignoramentoAggredire beni, stipendio, pensione o conto
Evitare errori proceduraliAssistenza legaleRidurre rinvii e contestazioni

Lo sfratto serve principalmente a liberare l’immobile. Il decreto ingiuntivo serve principalmente a recuperare il denaro. Spesso le due azioni vengono coordinate nella stessa strategia legale.


FAQ

Dopo quanti mesi di affitto non pagato si può fare lo sfratto?

Nelle locazioni abitative può bastare anche un solo canone non pagato, se il ritardo supera 20 giorni dalla scadenza. Per le locazioni commerciali, invece, occorre valutare la gravità concreta dell’inadempimento.

Quanto dura uno sfratto per morosità?

La convalida può arrivare in pochi mesi se l’inquilino non si oppone e la notifica è regolare. Il rilascio effettivo dell’immobile può però richiedere più tempo, soprattutto se serve l’intervento dell’ufficiale giudiziario.

L’inquilino può evitare lo sfratto pagando?

Sì. L’inquilino può evitare lo sfratto se paga integralmente canoni arretrati, interessi e spese nei termini previsti. In alcuni casi può chiedere al giudice il termine di grazia.

Cos’è il termine di grazia nello sfratto?

Il termine di grazia è il periodo che il giudice può concedere all’inquilino per sanare la morosità. Di norma può arrivare fino a 90 giorni; in casi particolari può arrivare fino a 120 giorni.

Si può fare lo sfratto senza avvocato?

Nella pratica lo sfratto per morosità richiede assistenza legale, perché occorre redigere e notificare correttamente l’atto, partecipare all’udienza e seguire l’eventuale fase esecutiva.

Cosa succede se l’inquilino non si presenta all’udienza?

Se la notifica è regolare e l’inquilino non compare, il giudice può convalidare lo sfratto. Dopo la convalida, se l’inquilino non lascia l’immobile, si procede con la fase esecutiva.

Cosa succede se l’inquilino si oppone allo sfratto?

Se l’inquilino propone opposizione, il giudice valuta se l’opposizione è fondata. Nei casi più complessi il procedimento può trasformarsi in una causa ordinaria locatizia, con possibile allungamento dei tempi.

Posso recuperare anche gli affitti arretrati?

Sì. Il proprietario può chiedere il decreto ingiuntivo per recuperare i canoni non pagati. Se l’inquilino continua a non pagare, si possono valutare azioni esecutive come il pignoramento.

Devo dichiarare al fisco gli affitti non incassati?

Per le locazioni abitative, l’art. 26 TUIR consente di non tassare i canoni non percepiti quando la mancata percezione è comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento. Per le locazioni commerciali occorre una verifica specifica.

Quanto costa lo sfratto per morosità con Studio Assistenza Legale SAL?

Studio Assistenza Legale SAL offre assistenza per sfratto per morosità con tariffa da € 800, in base alla complessità del caso. Lo studio assiste proprietari in tutta Italia.

Posso mandare via l’inquilino cambiando serratura?

No. Il proprietario non può farsi giustizia da solo. Cambiare serratura, entrare nell’immobile senza consenso o interrompere le utenze può esporre a responsabilità. Serve una procedura legale.

Qual è il Tribunale competente per lo sfratto?

Di regola è competente il Tribunale del luogo in cui si trova l’immobile. Per questo è importante rivolgersi a uno studio che possa seguire la procedura anche territorialmente.

 

AI Disclosure (AI Act 2025 – Legge Italiana 132/2025):
il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [16.05.2026], https://chat.openai.com.

CONTATTACI SUBITO

Tel. Fisso

Cellulare

WhatsApp

E-Mail