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Quanto spetta alla moglie in caso di separazione

Quanto spetta alla moglie in caso di separazione

 

Quanto spetta alla moglie in caso di separazione?

Alla moglie non spetta automaticamente una percentuale dello stipendio del marito. Se stai affrontando una separazione, puoi ottenere un assegno di mantenimento solo quando non disponi di redditi adeguati, la separazione non ti è addebitata e l’altro coniuge ha risorse sufficienti.

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Quanto spetta alla moglie: non esiste una cifra fissa

La legge non prevede un importo standard, né una quota automatica pari a un terzo o alla metà dello stipendio.

L’articolo 156 del Codice civile stabilisce che il giudice può riconoscere al coniuge economicamente più debole quanto necessario al suo mantenimento, valutando le circostanze concrete e i redditi dell’altro coniuge.

La regola è neutrale: il mantenimento può spettare alla moglie oppure al marito. Conta la situazione economica effettiva, non il genere del coniuge.

Quando la moglie ha diritto all’assegno di mantenimento?

Se sei il coniuge economicamente più debole, per ottenere l’assegno devono ricorrere questi presupposti:

  • la separazione non deve esserti stata addebitata;
  • non devi avere redditi propri adeguati;
  • deve esistere una reale disparità economica tra i coniugi;
  • l’altro coniuge deve avere risorse sufficienti;
  • la richiesta deve essere proporzionata al tenore di vita matrimoniale e alle condizioni attuali delle parti.

La Cassazione, con l’ordinanza n. 234 del 7 gennaio 2025, ha chiarito che il giudice deve considerare anche la tua capacità lavorativa concreta e attuale. Se potresti lavorare ma rimani volontariamente inattiva senza una valida ragione, l’assegno può essere ridotto o negato.

Come viene calcolato l’importo?

Il giudice esamina il quadro economico complessivo, non soltanto le dichiarazioni dei redditi.

In particolare, valuta:

  • stipendi, pensioni, rendite e attività professionali;
  • immobili, risparmi, investimenti e disponibilità finanziarie;
  • spese abitative e obblighi verso altri figli;
  • età, salute, formazione e possibilità concreta di lavorare;
  • tenore di vita mantenuto durante il matrimonio;
  • eventuale assegnazione della casa familiare.

Con l’ordinanza n. 32349 del 13 dicembre 2024, la Cassazione ha ribadito che il tenore di vita matrimoniale è un parametro indispensabile. Può essere ricostruito anche attraverso elementi economici diversi dalle sole dichiarazioni fiscali.

Cosa può spettare alla moglie nella separazione?

VoceQuando può spettareRegola principale
Assegno per la moglieSe non hai redditi adeguati e non vi è addebitoImporto stabilito caso per caso ai sensi dell’art. 156 c.c.
Mantenimento dei figliSe i figli vivono prevalentemente con te o i redditi dei genitori sono diversiÈ un diritto dei figli, distinto dal tuo mantenimento
Casa familiareIn presenza di figli minori o non autosufficienti conviventiViene assegnata prioritariamente nell’interesse dei figli
Beni comuniSe eravate in comunione legaleSi dividono i beni rientranti nella comunione, generalmente in quote uguali
Beni personali del maritoNon spettano automaticamenteRestano di proprietà del titolare, salvo diversi diritti o accordi

La casa coniugale spetta sempre alla moglie?

No. La casa familiare non viene assegnata automaticamente alla moglie.

L’articolo 337-sexies del Codice civile stabilisce che il godimento dell’abitazione deve essere attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli.

Se non vi sono figli minori o figli maggiorenni non autosufficienti conviventi, normalmente prevale il titolo di proprietà o il contratto di locazione.

L’assegnazione della casa ha comunque un valore economico e può incidere sulla quantificazione dell’assegno dovuto al coniuge.

Cosa succede se la separazione è addebitata alla moglie?

Se il giudice ti addebita la separazione, perdi il diritto all’assegno di mantenimento.

In presenza di un effettivo stato di bisogno, puoi però conservare il diritto agli alimenti, limitati alle necessità essenziali, secondo l’articolo 156, terzo comma, del Codice civile.

L’addebito non scatta automaticamente in presenza di qualsiasi comportamento scorretto. Occorre dimostrare che la violazione dei doveri matrimoniali abbia causato la crisi coniugale.

Domande frequenti

Una moglie disoccupata ha sempre diritto al mantenimento?

No. Il giudice valuta anche età, salute, competenze, precedenti esperienze professionali e possibilità concreta di trovare un lavoro.

Se la moglie lavora può ricevere comunque un assegno?

Sì. Avere un lavoro non esclude automaticamente il mantenimento, quando il reddito non è adeguato rispetto al tenore di vita matrimoniale e permane una significativa disparità economica.

Quanto spetta alla moglie sullo stipendio del marito?

Non esiste una percentuale prevista dalla legge. L’importo dipende dai redditi e dai patrimoni di entrambi, dalle spese documentate, dalla casa familiare e dalle condizioni concrete della famiglia.

Il mantenimento dei figli è compreso nell’assegno della moglie?

No. Sono due contributi distinti. L’assegno per i figli serve a soddisfare le loro esigenze e non costituisce un reddito personale della madre.

Il tradimento fa perdere automaticamente il mantenimento?

No. Devi ricevere una pronuncia di addebito. Inoltre, deve essere dimostrato che il tradimento abbia causato la crisi e non sia avvenuto quando il rapporto matrimoniale era già compromesso.

 

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