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Risarcimento danni per bullismo a scuola

Risarcimento danni per bullismo a scuola

Risarcimento danni per bullismo a scuola: quando si può chiedere e chi è responsabile

Chi subisce bullismo a scuola può chiedere il risarcimento dei danni quando riesce a dimostrare gli episodi subiti, il danno conseguente e il collegamento tra la condotta dei bulli e il pregiudizio fisico, psicologico, morale, scolastico o patrimoniale. Possono essere chiamati a rispondere il minore autore delle condotte, i suoi genitori, la scuola e, nei casi più gravi, anche altri soggetti coinvolti nella mancata vigilanza o nella mancata gestione dell’emergenza.

Lo Studio Assistenza Legale SAL può assistere famiglie, studenti e genitori nella valutazione del caso, nella raccolta delle prove, nella richiesta di risarcimento e nell’eventuale azione legale contro i soggetti responsabili.

Cos’è il bullismo secondo la legge

Il bullismo non è un semplice litigio tra ragazzi. È una condotta ripetuta, aggressiva o vessatoria, diretta contro un minore o un gruppo di minori, capace di provocare ansia, paura, isolamento, emarginazione o danni alla persona.

La Legge 17 maggio 2024, n. 70 ha rafforzato la disciplina italiana in materia di bullismo e cyberbullismo, modificando la Legge 29 maggio 2017, n. 71. La norma definisce il bullismo come aggressione o molestia reiterata, realizzata da una persona o da un gruppo, mediante pressioni, violenze fisiche o psicologiche, minacce, ricatti, offese, derisioni, furti, danneggiamenti o istigazione all’autolesionismo.

Il cyberbullismo è invece la forma digitale del fenomeno: messaggi offensivi, diffusione di immagini, denigrazione sui social, minacce online, furto d’identità, trattamento illecito di dati personali o contenuti pubblicati per isolare, ridicolizzare o danneggiare un minore.

Bullismo a scuola: quando nasce il diritto al risarcimento

Il risarcimento può essere richiesto quando il bullismo produce un danno concreto e documentabile. Non basta dire che il minore “è stato preso in giro”: occorre ricostruire episodi, frequenza, gravità, conseguenze e responsabilità.

In genere, una richiesta risarcitoria diventa più solida quando sono presenti:

Elemento da provarePerché è importanteEsempi pratici
Episodi di bullismoDimostrano che non si tratta di un fatto isolatoInsulti ripetuti, esclusione sistematica, aggressioni, minacce
Prove documentaliRendono il caso verificabileChat, screenshot, email, foto, video, note disciplinari
Danno subitoServe per quantificare il risarcimentoAnsia, lesioni, calo scolastico, terapia psicologica
Nesso causaleCollega il danno agli episodi di bullismoCertificati medici, relazioni psicologiche, testimonianze
Mancato intervento della scuolaPuò fondare la responsabilità dell’istitutoSegnalazioni ignorate, assenza di vigilanza, omessa protezione

Quali danni si possono risarcire

I danni da bullismo possono essere patrimoniali e non patrimoniali.

I danni patrimoniali sono quelli economicamente misurabili: spese mediche, visite psicologiche, farmaci, cambio scuola, ripetizioni, danni a oggetti personali, costi sostenuti dalla famiglia per proteggere il minore.

I danni non patrimoniali riguardano invece la sofferenza personale, la salute, la dignità, l’equilibrio psicologico e la vita relazionale della vittima.

Tipo di dannoCosa comprendeCome si prova
Danno biologicoLesioni fisiche o psicologiche medicalmente accertabiliCertificati medici, relazioni specialistiche, consulenza medico-legale
Danno moraleSofferenza interiore, paura, vergogna, umiliazioneTestimonianze, diario degli episodi, relazioni psicologiche
Danno esistenzialePeggioramento della vita quotidiana, isolamento, perdita di relazioniProve scolastiche, familiari, sociali e cliniche
Danno patrimonialeSpese sostenute dalla famigliaRicevute, fatture, preventivi, documenti di spesa
Danno scolasticoCalo rendimento, assenze, cambio istitutoPagelle, registri, comunicazioni scuola-famiglia

Chi può essere responsabile per bullismo a scuola

Nei casi di bullismo scolastico possono esserci più responsabilità contemporaneamente.

Il minore autore delle condotte può rispondere se capace di intendere e di volere. I genitori possono rispondere per culpa in educando e culpa in vigilando. La scuola può rispondere quando il fatto avviene durante l’orario scolastico, negli spazi scolastici o comunque durante attività organizzate dall’istituto, se non dimostra di aver fatto tutto il possibile per impedire l’evento.

SoggettoTipo di responsabilitàQuando può rispondere
Studente autore del bullismoResponsabilità personaleSe capace di intendere e volere e autore della condotta
Genitori del bulloCulpa in educando e vigilandoSe non dimostrano di aver educato e vigilato adeguatamente
ScuolaOmessa vigilanza o mancata protezioneSe il fatto avviene sotto la sua vigilanza e non prova l’impossibilità di impedirlo
Dirigente scolasticoGestione delle segnalazioni e procedure interneSe non attiva le procedure previste nei casi conosciuti
Ministero o ente gestoreResponsabilità dell’organizzazione scolasticaNei casi che coinvolgono scuola pubblica o struttura privata

Responsabilità della scuola: cosa deve dimostrare l’istituto

Quando un alunno viene danneggiato da un altro alunno durante il tempo in cui è affidato alla scuola, l’istituto non può limitarsi a dire che “non sapeva”. Deve dimostrare di aver adottato misure organizzative, preventive e di vigilanza adeguate.

La scuola può liberarsi dalla responsabilità solo se prova che il fatto era imprevedibile, improvviso e inevitabile nonostante una vigilanza corretta.

Per questo, in un caso di bullismo, è importante verificare:

Domanda praticaRilevanza legale
La famiglia aveva già segnalato il problema?Rafforza la prova della prevedibilità
La scuola ha convocato genitori e studenti?Dimostra o esclude una gestione attiva
Esiste un protocollo antibullismo interno?Serve a valutare se le procedure sono state rispettate
Sono stati coinvolti referente bullismo, dirigente o consiglio di classe?Incide sulla responsabilità organizzativa
Gli episodi sono avvenuti in aula, corridoio, bagno, palestra, cortile o gita?Serve a verificare l’obbligo di vigilanza

Cosa fare subito se un figlio subisce bullismo a scuola

La prima regola è non minimizzare. Il bullismo va documentato in modo ordinato, perché una richiesta di risarcimento debole nelle prove rischia di non reggere.

Passaggi consigliati:

  1. Parlare con il minore e ricostruire date, luoghi, nomi, testimoni e modalità degli episodi.
  2. Conservare chat, messaggi, screenshot, foto, video, email e comunicazioni scolastiche.
  3. Inviare una segnalazione scritta alla scuola, preferibilmente con data certa.
  4. Chiedere l’attivazione del referente bullismo, del dirigente scolastico e delle procedure interne.
  5. Far valutare il minore da medico, psicologo o neuropsichiatra infantile se emergono ansia, insonnia, panico, ritiro sociale o calo scolastico.
  6. Valutare con un avvocato la diffida, la richiesta risarcitoria, la denuncia o l’azione civile.

Quali prove servono per ottenere il risarcimento

Le prove sono decisive. Nei casi di bullismo la parola della vittima è importante, ma è molto più forte se accompagnata da elementi oggettivi.

ProvaUtilità
Screenshot e chatDimostrano offese, minacce, esclusione o cyberbullismo
Certificati mediciProvano lesioni fisiche o disagio psicologico
Relazioni psicologicheCollegano gli episodi al danno emotivo
TestimonianzeConfermano frequenza e gravità delle condotte
Comunicazioni con la scuolaProvano che l’istituto era stato informato
Note disciplinariDimostrano precedenti e ripetitività
Pagelle e assenzeDocumentano calo scolastico o rifiuto della scuola

Bullismo e cyberbullismo: differenze importanti

AspettoBullismoCyberbullismo
Dove avvieneScuola, cortile, palestra, gita, tragitto collegatoSocial, chat, gruppi WhatsApp, piattaforme online
Prove più frequentiTestimoni, video, note disciplinariScreenshot, URL, profili, messaggi, dati digitali
Effetto sulla vittimaPaura fisica, isolamento, umiliazioneEsposizione pubblica, diffusione virale, danno reputazionale
Intervento urgenteSegnalazione alla scuolaRimozione contenuti, conservazione prove, segnalazione piattaforme
Profili penali possibiliPercosse, lesioni, minacce, violenza privataDiffamazione, minacce, trattamento illecito dati, diffusione illecita immagini

Dati sul bullismo in Italia

Secondo i dati ISTAT pubblicati nel 2025 e riferiti all’anno 2023, il fenomeno resta molto diffuso tra gli 11 e i 19 anni.

Il 68,5% dei ragazzi ha dichiarato di aver subito almeno un episodio offensivo, aggressivo, diffamatorio o di esclusione, online o offline, nei dodici mesi precedenti. Il 21% ha subito atti di bullismo più volte al mese e circa l’8% almeno una volta a settimana.

Le offese e gli insulti sono tra le condotte più frequenti. Le forme di esclusione ed emarginazione incidono in modo significativo, soprattutto sul piano psicologico e relazionale. Il cyberbullismo, inoltre, può amplificare il danno perché il contenuto offensivo può essere condiviso, salvato e diffuso rapidamente.

Questi dati dimostrano che il bullismo non è un problema marginale, ma un fenomeno sociale e giuridico che richiede prevenzione, intervento tempestivo e, quando necessario, azione risarcitoria.

Fonte normativa verificata

Le principali norme da considerare nei casi di risarcimento danni per bullismo a scuola sono:

Quando rivolgersi a un avvocato

È opportuno rivolgersi a un avvocato quando:

SituazionePerché serve assistenza legale
La scuola minimizza o non rispondeServe una diffida formale e tracciabile
Gli episodi continuanoOccorre attivare misure urgenti di protezione
Il minore ha danni psicologici o fisiciServe impostare correttamente prova e quantificazione
Esistono contenuti online offensiviBisogna agire rapidamente per conservare prove e chiederne rimozione
La famiglia vuole chiedere un risarcimentoServe individuare i soggetti responsabili e formulare la domanda
Il fatto può essere reatoVa valutata denuncia o querela con attenzione tecnica

Quanto si può ottenere come risarcimento

Non esiste una cifra automatica. Il risarcimento dipende dalla gravità degli episodi, dalla durata del bullismo, dall’età della vittima, dalle conseguenze psicologiche e fisiche, dalle spese sostenute e dal comportamento della scuola dopo le segnalazioni.

Un caso con insulti isolati e senza danni documentati avrà un valore molto diverso da un caso con aggressioni ripetute, certificazioni mediche, terapia psicologica, cambio scuola, isolamento sociale e segnalazioni ignorate.

Il risarcimento è più realistico quando il danno è provato con documenti clinici, testimonianze e comunicazioni scritte.

FAQ

Chi subisce bullismo a scuola può chiedere il risarcimento?

Sì. La vittima può chiedere il risarcimento se dimostra gli episodi di bullismo, il danno subito e il collegamento tra le condotte e le conseguenze fisiche, psicologiche, morali o patrimoniali.

La scuola è sempre responsabile per il bullismo?

No. La scuola non è automaticamente responsabile in ogni caso, ma può esserlo se il fatto avviene durante il tempo di affidamento scolastico e l’istituto non prova di aver adottato misure adeguate per impedirlo.

I genitori del bullo devono pagare i danni?

Possono essere chiamati a rispondere. L’art. 2048 c.c. prevede la responsabilità dei genitori per il fatto illecito dei figli minori, salvo prova di non aver potuto impedire il fatto.

Quali danni si possono chiedere per bullismo?

Si possono chiedere danni patrimoniali, danni biologici, danni morali, danni psicologici, danni esistenziali e danni scolastici, se provati e collegati agli episodi subiti.

Servono certificati medici per ottenere il risarcimento?

Non sono sempre obbligatori, ma sono molto importanti. Certificati medici, relazioni psicologiche e documentazione specialistica rendono più forte la prova del danno.

Gli screenshot delle chat valgono come prova?

Sì, possono essere utili. È importante conservarli integralmente, senza modificarli, includendo data, mittente, contesto e possibilmente esportazione della conversazione.

Cosa deve fare la scuola quando riceve una segnalazione?

La scuola deve attivare le procedure interne, informare i genitori dei minori coinvolti, promuovere iniziative educative e, nei casi gravi o reiterati, riferire alle autorità competenti.

Il cyberbullismo può dare diritto al risarcimento?

Sì. Offese, minacce, diffusione di immagini, denigrazione o esclusione online possono generare un danno risarcibile, soprattutto se producono sofferenza psicologica, danno reputazionale o isolamento.

Si può denunciare il bullismo?

Dipende dai fatti. Alcune condotte possono integrare reati come minacce, lesioni, diffamazione, percosse, violenza privata, atti persecutori o diffusione illecita di immagini. La valutazione va fatta caso per caso.

Quanto tempo si ha per chiedere il risarcimento?

I termini dipendono dal tipo di responsabilità e dalla natura dei fatti. È consigliabile agire rapidamente, perché prove, testimonianze e contenuti digitali possono andare perduti.

È meglio parlare prima con la scuola o andare subito dall’avvocato?

Se il caso è lieve, una segnalazione scritta alla scuola può essere il primo passo. Se gli episodi sono gravi, ripetuti, ignorati o hanno già prodotto danni, è prudente rivolgersi subito a un avvocato.

Lo Studio SAL può seguire casi di bullismo scolastico?

Sì. Lo Studio Assistenza Legale SAL può valutare il caso, aiutare la famiglia a raccogliere le prove, predisporre diffide, richieste risarcitorie e azioni legali contro i soggetti responsabili.

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