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Separare l’ISEE dei genitori non sposati: come fare?

Separare l’ISEE dei genitori non sposati: come fare?

Nome servizio:
Accordo tra genitori per ridurre isee minorenni

Costo:
€ 350 a genitore – Procedura Veloce

Tempi:
Definito in 15 giorni

Disponibile in:
TUTTA ITALIA

Come separare l’ISEE dei genitori non sposati e ridurre l’ISEE minorenni

Due genitori non sono sposati, non vivono insieme e hanno residenze differenti.

Sembrerebbe quindi logico che ciascuno abbia il proprio nucleo familiare e che il reddito dell’uno non incida sull’ISEE dell’altro.

Per l’ISEE minorenni, però, non funziona così.

Se i genitori non sono sposati e non convivono, il genitore che vive altrove può essere comunque considerato ai fini dell’ISEE del figlio. Di conseguenza, i suoi redditi e patrimoni possono far aumentare anche sensibilmente l’ISEE minorenni del nucleo nel quale vive il bambino.

La semplice separazione delle residenze non basta.

Esiste però una soluzione prevista dalla legge: regolamentare formalmente l’affidamento e il mantenimento del figlio stabilendo un assegno periodico di mantenimento.

Quando ricorrono i presupposti previsti dalla normativa, il genitore non convivente tenuto a versare l’assegno non viene più attratto nel nucleo del figlio ai fini dell’ISEE minorenni e non viene calcolata a suo carico neppure la componente aggiuntiva.

In termini pratici significa separare, ai fini dell’ISEE minorenni, la posizione economica dei due genitori.

Quando il genitore non convivente dispone di redditi o patrimoni superiori rispetto al genitore con cui vive il figlio, questo meccanismo può determinare una riduzione anche importante dell’ISEE minorenni, con conseguenze sulle prestazioni economiche collegate.

Lo Studio Legale SAL assiste i genitori in tutta Italia nella regolamentazione consensuale dell’affidamento e del mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio.

Il costo è di 350 euro per ciascun genitore e, nei casi consensuali con documentazione completa, la procedura può essere definita anche in circa 15 giorni, compatibilmente con i tempi della Procura competente.

Perché avere due residenze diverse non separa automaticamente l’ISEE?

Questo è il punto da comprendere.

Se madre e padre non sono sposati e vivono in abitazioni differenti, anagraficamente possono già appartenere a due famiglie diverse.

Ma l’ISEE minorenni segue regole proprie.

Per le prestazioni destinate ai figli minorenni, infatti, il genitore non convivente che ha riconosciuto il figlio viene normalmente preso in considerazione anche se ha un’altra residenza.

Di conseguenza può verificarsi questa situazione:

il figlio vive soltanto con la madre;
il padre vive altrove;
madre e padre hanno due stati di famiglia diversi;

ma il reddito e il patrimonio del padre continuano comunque a incidere sull’ISEE minorenni.

Ecco perché cambiare semplicemente residenza non risolve il problema.

Come separare i due nuclei ai fini dell’ISEE minorenni

La normativa prevede precise eccezioni alla regola dell’attrazione del genitore non convivente.

Una delle più importanti riguarda proprio il mantenimento.

Quando viene stabilito formalmente il versamento di assegni periodici destinati al mantenimento del figlio, il genitore non convivente rientra in una delle ipotesi nelle quali non viene attratto nel nucleo ISEE del minore.

Le istruzioni ufficiali per la DSU precisano inoltre che, in questa situazione, non deve essere calcolata alcuna componente aggiuntiva riferita al genitore non convivente.

È questa la differenza fondamentale rispetto a una coppia di genitori che si limita ad avere due residenze differenti senza aver mai regolamentato legalmente il mantenimento.

In sostanza:

prima della regolamentazione, la posizione economica dell’altro genitore può incidere sull’ISEE minorenni;

dopo la regolamentazione del mantenimento, quando ricorrono i presupposti previsti dalla normativa, il genitore non convivente non viene più attratto nell’ISEE minorenni e non genera la relativa componente aggiuntiva.

È questo che consente, nei casi in cui l’altro genitore abbia redditi o patrimoni rilevanti, di ottenere un ISEE minorenni sensibilmente più basso.

Un esempio concreto

Immaginiamo che un bambino viva stabilmente con la madre.

La madre percepisce un reddito annuo di 18.000 euro.

Il padre vive in un’altra abitazione e percepisce 45.000 euro all’anno, oltre a possedere propri risparmi.

I due genitori non sono mai stati sposati.

Il semplice fatto che abbiano residenze diverse non impedisce che la situazione economica del padre incida sull’ISEE minorenni del figlio.

Formalizzando invece affidamento e mantenimento e prevedendo l’obbligo di versare un assegno periodico per il bambino, cambia il modo in cui la posizione del padre viene considerata ai fini dell’ISEE minorenni.

Il risultato è che non vengono più presi in considerazione secondo la regola ordinaria tutti i redditi e i patrimoni del genitore non convivente.

Naturalmente nella DSU devono essere correttamente indicati gli assegni di mantenimento percepiti.

Ma è evidente la differenza fra considerare l’intera situazione economica di un genitore che guadagna 45.000 euro e considerare il mantenimento effettivamente previsto per il figlio.

È proprio in situazioni come questa che la riduzione dell’ISEE minorenni può diventare economicamente molto rilevante.

Un semplice accordo tra i genitori non basta

Padre e madre non possono limitarsi a scrivere su un foglio che uno dei due verserà 300 o 400 euro al mese e pensare di aver automaticamente risolto il problema.

Occorre formalizzare correttamente l’accordo.

La legge permette ai genitori non sposati di disciplinare consensualmente affidamento e mantenimento dei figli anche attraverso la negoziazione assistita da avvocati.

La procedura è espressamente prevista dall’articolo 6 del Decreto Legge n. 132/2014 anche per i figli nati fuori dal matrimonio.

Attraverso l’accordo possono essere regolati:

l’affidamento del figlio;

la sua residenza e il collocamento prevalente;

i giorni e i periodi di permanenza con ciascun genitore;

l’importo mensile dell’assegno di mantenimento;

la ripartizione delle spese straordinarie;

vacanze, festività e altre modalità di esercizio della responsabilità genitoriale.

Quando sono presenti figli minorenni, l’accordo viene trasmesso alla Procura della Repubblica competente, che ne verifica la conformità all’interesse del minore.

Una volta autorizzato, l’accordo produce gli effetti previsti dalla legge e tiene luogo del corrispondente provvedimento giudiziale.

Perché l’ISEE minorenni si riduce?

Perché cambia radicalmente la base economica che viene presa in considerazione.

Senza una delle condizioni previste dalla normativa, il genitore non convivente può essere attratto nel nucleo del bambino oppure, in alcuni casi, incidere mediante una componente aggiuntiva.

Quando invece esiste il presupposto relativo all’assegno periodico di mantenimento formalmente stabilito, la situazione economica complessiva di quel genitore non viene trattata allo stesso modo ai fini dell’ISEE minorenni e non viene calcolata la componente aggiuntiva.

Per le famiglie nelle quali il genitore non convivente possiede un reddito o un patrimonio sensibilmente superiore, la differenza può essere notevole.

Questo è il motivo per cui numerosi genitori che hanno già residenze differenti scoprono di poter ottenere un ISEE minorenni decisamente più favorevole soltanto dopo avere regolamentato correttamente il mantenimento.

Un ISEE più basso può aumentare l’Assegno Unico

L’ISEE non è soltanto un numero.

Un ISEE minorenni più basso può produrre conseguenze economiche concrete sulle prestazioni collegate alla situazione economica della famiglia.

Tra queste rientra l’Assegno Unico e Universale.

Dal 2026 si applica inoltre il nuovo ISEE previsto per specifiche prestazioni familiari, tra le quali rientrano espressamente l’Assegno Unico, il Bonus asilo nido e il Bonus nuovi nati.

Quando la corretta separazione delle posizioni economiche dei genitori produce un ISEE inferiore, può quindi aumentare anche l’importo delle prestazioni parametrate all’ISEE.

Per questo motivo il vantaggio della regolamentazione può continuare a produrre effetti economici negli anni successivi e non esaurirsi con la semplice sottoscrizione dell’accordo.

Quanto costa separare i nuclei ai fini dell’ISEE?

Lo Studio Legale SAL offre il servizio di regolamentazione consensuale dell’affidamento e del mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio al costo di:

350 euro per ciascun genitore.

Lo Studio opera in tutta Italia.

La pratica viene organizzata prevalentemente a distanza, per cui i genitori possono rivolgersi allo Studio indipendentemente dalla propria Regione o città di residenza.

Non è quindi necessario recarsi fisicamente presso la sede dello Studio per ogni attività.

Quanto tempo serve?

Quando entrambi i genitori sono d’accordo sulle condizioni, la procedura può essere molto rapida.

Una volta acquisiti i documenti e predisposto l’accordo, questo viene sottoposto agli adempimenti previsti dalla legge.

Nei casi consensuali e con documentazione completa, è possibile arrivare alla definizione della procedura anche in circa due settimane, fermo restando il tempo necessario alla Procura competente per l’autorizzazione.

Per questo motivo la negoziazione assistita rappresenta normalmente una soluzione molto più rapida rispetto all’avvio di un contenzioso giudiziario.

Il vantaggio non riguarda soltanto l’ISEE

Regolamentare affidamento e mantenimento significa anche evitare che i rapporti relativi al figlio restino affidati a semplici accordi verbali.

L’accordo permette di stabilire con precisione:

quanto deve essere versato ogni mese;

chi paga le spese straordinarie;

con chi vive prevalentemente il figlio;

quando il figlio può stare con l’altro genitore;

come vengono gestite vacanze e festività.

Si ottiene quindi contemporaneamente una regolamentazione giuridica dei rapporti familiari e, nei casi previsti dalla normativa ISEE, la separazione della posizione economica del genitore non convivente.

Come sapere se questa soluzione può ridurre il tuo ISEE

La situazione tipica nella quale il servizio assume maggiore interesse è quella di due genitori che:

non sono sposati;

non convivono;

hanno residenze differenti;

hanno un figlio minorenne;

non hanno ancora formalizzato affidamento e mantenimento;

vedono oggi il reddito o il patrimonio del genitore non convivente incidere sull’ISEE del figlio.

Se ti trovi in questa situazione, regolamentare il mantenimento può consentire di separare correttamente le posizioni dei due genitori ai fini dell’ISEE minorenni, evitando che l’intera situazione reddituale e patrimoniale dell’altro genitore continui a essere computata secondo la regola ordinaria.

Quando l’altro genitore ha un reddito o un patrimonio superiore, il risultato può essere una riduzione significativa dell’ISEE minorenni e, di conseguenza, un trattamento più favorevole per le prestazioni economiche collegate all’ISEE.

Servizio in tutta Italia – 350 euro per genitore

Lo Studio Legale SAL segue queste procedure su tutto il territorio nazionale, assistendo entrambi i genitori nella predisposizione e nella formalizzazione dell’accordo.

Costo del servizio: 350 euro per ciascun genitore.

Tempi: nei casi consensuali la procedura può concludersi anche in circa 15 giorni, compatibilmente con i tempi della Procura competente.

Per conoscere il servizio, i documenti richiesti e le modalità della procedura:

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Lo Studio presta assistenza in tutta Italia.

 

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