Contratto di convivenza: cos’è, a cosa serve, costo e assistenza legale in tutta Italia
Il contratto di convivenza è l’accordo con cui due conviventi di fatto regolano i rapporti patrimoniali della vita comune. Deve essere redatto per iscritto, con atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato, e va trasmesso al Comune entro 10 giorni per l’iscrizione anagrafica e l’opponibilità ai terzi.
Contratto di convivenza: definizione semplice
Il contratto di convivenza è uno strumento previsto dalla legge per consentire a due conviventi di fatto di disciplinare in modo chiaro alcuni aspetti economici e patrimoniali della loro vita comune.
Serve soprattutto a evitare incertezze su questioni pratiche come:
- contribuzione alle spese della casa;
- gestione dei beni acquistati durante la convivenza;
- scelta del regime patrimoniale della comunione dei beni;
- accordi economici tra conviventi;
- modalità di organizzazione della vita comune;
- effetti patrimoniali in caso di cessazione della convivenza.
Non è un matrimonio, non è un’unione civile e non crea automaticamente gli stessi diritti successori del coniuge. È però uno strumento molto utile per dare certezza giuridica a una coppia che convive stabilmente.
Fonte normativa
La disciplina del contratto di convivenza è contenuta nella Legge 20 maggio 2016, n. 76, nota anche come Legge Cirinnà.
In particolare:
- l’art. 1, comma 36, definisce i conviventi di fatto come due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da matrimonio, unione civile, parentela, affinità o adozione;
- l’art. 1, comma 50, stabilisce che i conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali della vita comune con un contratto di convivenza;
- l’art. 1, comma 51, prevede la forma scritta, a pena di nullità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata da notaio o avvocato;
- l’art. 1, comma 52, impone al professionista di trasmettere copia del contratto al Comune di residenza dei conviventi entro 10 giorni, ai fini dell’opponibilità ai terzi;
- l’art. 1, commi 53-64, disciplina contenuto, modifiche, nullità e risoluzione del contratto.
Chi può stipulare un contratto di convivenza
Possono stipulare un contratto di convivenza due persone che:
- sono maggiorenni;
- convivono stabilmente;
- sono unite da un legame affettivo di coppia;
- si prestano reciproca assistenza morale e materiale;
- non sono sposate tra loro o con altre persone;
- non sono unite civilmente;
- non sono legate da rapporti di parentela, affinità o adozione che impediscono la convivenza di fatto;
- non hanno già un altro contratto di convivenza in corso.
Per l’accertamento della stabile convivenza la legge richiama la dichiarazione anagrafica prevista dal regolamento anagrafico. In pratica, è importante che la convivenza risulti correttamente presso il Comune.
A cosa serve il contratto di convivenza
Il contratto di convivenza serve a regolare in anticipo gli aspetti economici della vita comune.
È particolarmente utile quando i conviventi:
- acquistano casa insieme;
- vivono in un immobile intestato solo a uno dei due;
- dividono spese, mutuo, affitto o utenze;
- hanno patrimoni diversi;
- desiderano stabilire regole chiare sulla contribuzione familiare;
- vogliono scegliere la comunione dei beni;
- intendono prevenire conflitti in caso di rottura della relazione.
Il contratto è consigliabile soprattutto quando la convivenza ha effetti economici rilevanti. Non serve solo quando la coppia è in crisi: al contrario, è uno strumento di prevenzione.
Cosa può contenere il contratto di convivenza
Secondo la Legge n. 76/2016, il contratto può contenere:
- l’indicazione della residenza dei conviventi;
- le modalità di contribuzione alle necessità della vita comune, tenendo conto delle possibilità economiche e della capacità di lavoro professionale o casalingo di ciascun convivente;
- la scelta del regime patrimoniale della comunione dei beni, se i conviventi vogliono applicarlo alla loro vita comune.
Possono essere valutate anche clausole ulteriori di natura patrimoniale, purché rispettino la legge, l’ordine pubblico e i diritti indisponibili delle parti. Per questo è importante farsi assistere da un avvocato prima della firma.
Cosa non può fare il contratto di convivenza
Il contratto di convivenza non può essere usato per qualsiasi finalità.
In particolare, non può:
- sostituire un testamento;
- attribuire automaticamente diritti ereditari identici a quelli del coniuge;
- regolare in modo definitivo affidamento e mantenimento dei figli minori;
- imporre obblighi personali contrari alla libertà individuale;
- contenere condizioni o termini, perché la legge prevede che il contratto non possa essere sottoposto a termine o condizione;
- violare norme imperative o ordine pubblico.
Se la coppia ha figli minori, le questioni relative ad affidamento, collocamento, mantenimento e diritto di visita devono essere trattate separatamente, con strumenti giuridici adeguati.
Forma del contratto: serve l’avvocato?
Sì, il contratto di convivenza deve rispettare una forma precisa.
La legge richiede la forma scritta, a pena di nullità, con:
- atto pubblico, oppure
- scrittura privata con sottoscrizione autenticata da notaio o avvocato.
L’avvocato o il notaio devono attestare che il contratto è conforme alle norme imperative e all’ordine pubblico. Il Consiglio Nazionale del Notariato conferma che il contratto può essere redatto con atto pubblico o scrittura privata autenticata da notaio o avvocato.
Registrazione del contratto in Comune
Dopo la sottoscrizione, il professionista che ha ricevuto o autenticato l’atto deve trasmetterne copia al Comune di residenza dei conviventi entro 10 giorni.
Questa trasmissione è fondamentale perché consente l’iscrizione all’anagrafe e rende il contratto opponibile ai terzi.
Senza questo passaggio, il contratto rischia di non produrre pienamente gli effetti previsti dalla legge nei confronti di soggetti esterni alla coppia.
Quando il contratto di convivenza è nullo
Il contratto di convivenza può essere nullo se viene concluso:
- da persona minorenne;
- da persona interdetta giudizialmente;
- in presenza di matrimonio, unione civile o altro contratto di convivenza già valido;
- tra persone che non possiedono i requisiti della convivenza di fatto;
- in violazione dei casi previsti dalla legge.
La nullità è particolarmente delicata perché può rendere inefficace l’intero accordo. Per questo è opportuno che il contratto venga predisposto da un professionista esperto in diritto di famiglia.
Come si scioglie il contratto di convivenza
Il contratto di convivenza può cessare per:
- accordo delle parti;
- recesso unilaterale;
- matrimonio o unione civile tra i conviventi o con altre persone;
- morte di uno dei conviventi.
In caso di recesso unilaterale, se la casa familiare è nella disponibilità esclusiva del convivente che recede, la dichiarazione deve prevedere un termine non inferiore a 90 giorni per consentire all’altro convivente di lasciare l’abitazione.
Contratto di convivenza e casa familiare
Il contratto di convivenza è molto utile quando la coppia vive in una casa intestata a uno solo dei conviventi oppure quando entrambi contribuiscono al pagamento di mutuo, affitto, lavori o arredi.
Può aiutare a chiarire:
- chi paga determinate spese;
- come vengono ripartiti i costi della casa;
- cosa accade se la convivenza termina;
- come gestire beni acquistati insieme;
- come documentare i contributi economici di ciascuno.
Attenzione però: se il contratto comporta trasferimenti di diritti reali immobiliari, può essere necessario l’intervento del notaio.
Assistenza legale SAL per contratto di convivenza in tutta Italia
Lo Studio Legale SAL – Studio Assistenza Legale offre assistenza legale in tutta Italia per la redazione, verifica, stipulazione e registrazione dei contratti di convivenza.
Il servizio è rivolto a coppie conviventi che vogliono regolare in modo chiaro e sicuro i rapporti patrimoniali della vita comune, evitando errori formali o clausole inefficaci.
La tariffa per il servizio di assistenza nella pratica di stipulazione del contratto di convivenza è di:
€ 350 a convivente
Il servizio può comprendere:
- analisi della situazione personale e patrimoniale della coppia;
- verifica dei requisiti per la convivenza di fatto;
- redazione del contratto di convivenza;
- assistenza nella sottoscrizione;
- autentica della sottoscrizione, ove prevista;
- attestazione di conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico;
- trasmissione al Comune di residenza per l’iscrizione anagrafica;
- supporto in caso di modifica o risoluzione del contratto.
Per contattare lo studio legale SAL oppure per conoscere la Sede operativa più vicina alla tua città di residenza e per fissare un appuntamento con uno dei nostri avvocati presenti in TUTTA ITALIA: 081-195 70 162 (Fisso) – 320 223 18 35(Cellulare)
Perché affidarsi a un avvocato per il contratto di convivenza
Un contratto di convivenza scritto male può creare più problemi di quanti ne risolva.
L’assistenza di un avvocato consente di:
- verificare se la coppia possiede i requisiti di legge;
- evitare clausole nulle;
- distinguere gli accordi patrimoniali da quelli personali non validamente regolabili;
- tutelare entrambi i conviventi;
- predisporre un testo chiaro e opponibile;
- gestire correttamente l’invio al Comune;
- prevenire controversie future.
Il contratto deve essere personalizzato. Un fac simile scaricato online può essere insufficiente, soprattutto quando ci sono immobili, figli, mutui, patrimoni diversi o spese condivise.
Differenza tra convivenza di fatto e contratto di convivenza
La convivenza di fatto è la situazione giuridica della coppia stabile riconosciuta dalla legge.
Il contratto di convivenza, invece, è l’accordo scritto con cui i conviventi regolano i rapporti patrimoniali della vita comune.
Quindi:
- si può essere conviventi di fatto anche senza contratto;
- il contratto serve per disciplinare meglio gli aspetti economici;
- il contratto deve rispettare una forma specifica;
- il contratto deve essere trasmesso al Comune per l’opponibilità ai terzi.
Contratto di convivenza: quando conviene farlo
Conviene stipulare un contratto di convivenza quando la coppia vuole evitare incertezze economiche.
È particolarmente consigliato se:
- uno dei conviventi contribuisce più dell’altro alle spese;
- uno dei due vive nella casa dell’altro;
- entrambi sostengono spese per un immobile intestato a uno solo;
- ci sono acquisti comuni importanti;
- si vuole scegliere la comunione dei beni;
- si vogliono prevenire discussioni in caso di separazione;
- la coppia convive da tempo ma non vuole sposarsi.
FAQ
Che cos’è il contratto di convivenza?
Il contratto di convivenza è un accordo scritto con cui due conviventi di fatto regolano i rapporti patrimoniali della loro vita comune. Deve essere stipulato con atto pubblico o scrittura privata autenticata da notaio o avvocato.
Quanto costa un contratto di convivenza con SAL?
Lo Studio Legale SAL offre assistenza per la stipulazione del contratto di convivenza con tariffa di € 350 a convivente. Il servizio è disponibile in tutta Italia.
Il contratto di convivenza può essere fatto da un avvocato?
Sì. La Legge n. 76/2016 consente la stipula mediante scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un avvocato, che deve attestare la conformità del contratto alle norme imperative e all’ordine pubblico.
Il contratto di convivenza deve essere registrato in Comune?
Sì. Il professionista che autentica o riceve l’atto deve trasmettere copia del contratto al Comune di residenza dei conviventi entro 10 giorni, per l’iscrizione all’anagrafe e l’opponibilità ai terzi.
Serve la residenza insieme per fare il contratto di convivenza?
Per la convivenza di fatto la legge richiama la dichiarazione anagrafica. È quindi importante che la stabile convivenza risulti correttamente presso il Comune.
Il contratto di convivenza dà diritto all’eredità?
No. Il contratto di convivenza non attribuisce automaticamente al convivente gli stessi diritti successori del coniuge. Per regolare aspetti ereditari può essere necessario predisporre anche un testamento.
Il contratto di convivenza vale anche per coppie dello stesso sesso?
Sì. La convivenza di fatto può riguardare coppie formate da persone di sesso diverso o dello stesso sesso, purché ricorrano i requisiti previsti dalla legge.
Si può modificare il contratto di convivenza?
Sì. Il regime patrimoniale scelto nel contratto può essere modificato in qualsiasi momento durante la convivenza, rispettando la stessa forma prevista per la stipula.
Come si scioglie il contratto di convivenza?
Il contratto si scioglie per accordo delle parti, recesso unilaterale, matrimonio, unione civile o morte di uno dei conviventi.
Il contratto di convivenza può regolare il mantenimento dei figli?
No, non in modo sostitutivo rispetto agli strumenti previsti per i figli minori. Le questioni relative ad affidamento e mantenimento dei figli devono essere trattate separatamente e sempre nell’interesse del minore.
AI Disclosure (AI Act 2025 – Legge Italiana 132/2025):
il contenuto testuale è AI-assisted, realizzato da SAL Studioassistenzalegale.it con il supporto di ChatGPT (GPT-5), OpenAI, nel rispetto dei principi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689. Le immagini incluse sono AI-generated tramite ChatGPT (GPT-5 Image Generation).
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [10.05.2026], https://chat.openai.com.

