Calcolo dell’assegno di mantenimento per i figli

Calcolo dell’assegno di mantenimento per i figli: criteri, esempi e tabelle aggiornate
Il calcolo dell’assegno di mantenimento per i figli non si basa su una cifra fissa uguale per tutti. Il giudice valuta il reddito di entrambi i genitori, le esigenze concrete dei figli, il tenore di vita goduto durante la convivenza familiare, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, il valore economico dei compiti di cura e le eventuali spese straordinarie.
L’obiettivo è garantire ai figli un mantenimento proporzionato, stabile e coerente con le reali condizioni economiche della famiglia.
Per una valutazione corretta del mantenimento dei figli, della separazione o del divorzio, è possibile contattare SAL Studio Assistenza Legale, che offre assistenza legale nella materia trattata in questo articolo e supporta i genitori nella definizione di accordi sostenibili, chiari e tutelanti per i minori.
Fonte normativa
Il riferimento normativo principale per il mantenimento dei figli è l’art. 337-ter del Codice Civile, che stabilisce che ciascun genitore deve contribuire al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito. Il giudice può stabilire un assegno periodico considerando:
- le attuali esigenze del figlio;
- il tenore di vita goduto dal figlio durante la convivenza con entrambi i genitori;
- i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
- le risorse economiche di entrambi i genitori;
- la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.
Sono inoltre rilevanti:
| Norma | Cosa disciplina | Perché è importante |
|---|---|---|
| Art. 315-bis c.c. | Diritti e doveri del figlio | Il figlio ha diritto a essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori |
| Art. 316-bis c.c. | Concorso dei genitori nel mantenimento | I genitori contribuiscono in proporzione alle rispettive sostanze e capacità di lavoro professionale o casalingo |
| Art. 337-ter c.c. | Provvedimenti riguardo ai figli | Contiene i criteri principali per determinare l’assegno di mantenimento |
| Art. 337-septies c.c. | Figli maggiorenni non economicamente indipendenti | Consente al giudice di disporre un assegno anche per figli maggiorenni non autonomi |
| Art. 473-bis c.p.c. e seguenti | Rito famiglia dopo la riforma Cartabia | Regola il procedimento giudiziario in materia di persone, minorenni e famiglie |
Perché non esiste un importo fisso per il mantenimento dei figli
La legge italiana non prevede una tabella nazionale obbligatoria con importi automatici. Non esiste, quindi, una regola del tipo “un figlio costa sempre 300 euro al mese” oppure “due figli costano sempre 600 euro”.
Il mantenimento viene calcolato caso per caso. Due famiglie con lo stesso numero di figli possono avere assegni diversi perché cambiano redditi, spese, età dei figli, abitazione, scuola, salute, attività sportive, distanza tra le case dei genitori e organizzazione concreta della vita familiare.
Il principio centrale è la proporzionalità: ciascun genitore deve contribuire secondo le proprie possibilità economiche e secondo le esigenze effettive dei figli.
I criteri principali per calcolare l’assegno di mantenimento
| Criterio valutato | Cosa significa in pratica | Effetto sull’assegno |
|---|---|---|
| Reddito netto dei genitori | Stipendi, lavoro autonomo, pensioni, rendite, entrate ricorrenti | Più alto è il divario economico, più probabile è un assegno a carico del genitore con maggiore capacità reddituale |
| Patrimonio | Immobili, investimenti, disponibilità economiche, beni produttivi | Può incidere anche se il reddito mensile dichiarato è basso |
| Numero di figli | Uno, due, tre o più figli | L’importo complessivo aumenta, ma non sempre in modo matematico |
| Età dei figli | Bambini piccoli, adolescenti, universitari | Le esigenze cambiano: scuola, sport, salute, trasporti, università |
| Tempi di permanenza | Quanto tempo i figli trascorrono con ciascun genitore | Più un genitore sostiene spese dirette, più questo può incidere sul calcolo |
| Casa familiare | Assegnazione dell’abitazione a un genitore | Può avere valore economico indiretto |
| Compiti di cura | Gestione quotidiana, accompagnamenti, scuola, visite mediche | La cura materiale ha un valore economico che il giudice considera |
| Spese straordinarie | Spese mediche, scolastiche, sportive, dentistiche, viaggi studio | Di solito vengono ripartite separatamente dall’assegno mensile |
Mantenimento diretto e assegno periodico: differenza
Nel linguaggio comune si parla quasi sempre di “assegno di mantenimento”, ma il mantenimento dei figli può essere composto da due parti:
| Tipo di mantenimento | Come funziona | Esempio |
|---|---|---|
| Mantenimento diretto | Il genitore paga direttamente alcune spese quando il figlio è con lui | Vitto, vestiti, trasporti, attività ordinarie durante i giorni di permanenza |
| Assegno periodico | Un genitore versa ogni mese una somma all’altro | 300, 500, 800 euro mensili, secondo il caso concreto |
L’assegno periodico serve soprattutto quando i redditi dei genitori sono diversi oppure quando uno dei due sostiene la maggior parte delle spese quotidiane dei figli.
Come si calcola concretamente l’assegno di mantenimento
Il calcolo corretto parte da tre domande semplici:
- Quanto costano realmente i figli ogni mese?
- Quanto può contribuire ciascun genitore?
- Chi sostiene già direttamente le spese quotidiane?
Esempio pratico semplificato:
| Voce | Importo mensile indicativo |
|---|---|
| Alimentazione e spese quotidiane | 250 € |
| Abbigliamento e cura personale | 100 € |
| Scuola, libri, mensa, trasporti | 180 € |
| Sport e attività extrascolastiche | 100 € |
| Quota abitativa e utenze | 200 € |
| Totale esigenze ordinarie | 830 € |
Se un genitore sostiene già molte di queste spese direttamente, il giudice ne tiene conto. Se invece il figlio vive prevalentemente con un genitore, l’altro potrà essere tenuto a versare un assegno periodico proporzionato al proprio reddito.
Tabelle orientative per il mantenimento dei figli
Le seguenti tabelle hanno valore solo esemplificativo. Non sono tabelle legali vincolanti e non sostituiscono la valutazione del giudice o dell’avvocato. Servono a comprendere il ragionamento economico di base.
Esempio con un figlio
| Reddito netto mensile del genitore obbligato | Possibile fascia indicativa assegno | Osservazioni |
|---|---|---|
| Fino a 1.300 € | 180 – 300 € | Importo contenuto, salvo spese particolari del figlio |
| 1.300 – 2.000 € | 250 – 450 € | Fascia frequente nei casi ordinari |
| 2.000 – 3.500 € | 400 – 700 € | Incidono tenore di vita, scuola, sport, salute |
| Oltre 3.500 € | Da 600 € in su | Valutazione molto dipendente dal caso concreto |
Esempio con due figli
| Reddito netto mensile del genitore obbligato | Possibile fascia indicativa assegno complessivo | Osservazioni |
|---|---|---|
| Fino a 1.300 € | 300 – 450 € | Si considera anche la sostenibilità reale per il genitore obbligato |
| 1.300 – 2.000 € | 450 – 700 € | Le esigenze aumentano ma non sempre raddoppiano |
| 2.000 – 3.500 € | 650 – 1.000 € | Rilevano casa, scuola, sport, spese mediche |
| Oltre 3.500 € | Da 900 € in su | Possibile assegno più elevato se il tenore di vita familiare era alto |
Esempio con tre figli
| Reddito netto mensile del genitore obbligato | Possibile fascia indicativa assegno complessivo | Osservazioni |
|---|---|---|
| Fino a 1.300 € | 400 – 600 € | Il giudice valuta attentamente il minimo vitale del genitore obbligato |
| 1.300 – 2.000 € | 600 – 900 € | Possibile riparto più articolato delle spese straordinarie |
| 2.000 – 3.500 € | 850 – 1.300 € | Le spese scolastiche e sportive incidono molto |
| Oltre 3.500 € | Da 1.200 € in su | Conta il tenore di vita precedente della famiglia |
Questi importi non devono essere usati come calcolo automatico. Ogni procedimento richiede documenti reddituali, prove delle spese e una ricostruzione concreta della vita familiare.
Spese ordinarie e spese straordinarie: cosa cambia
Uno degli errori più frequenti riguarda la differenza tra assegno mensile e spese straordinarie.
L’assegno mensile copre normalmente le spese ordinarie, cioè quelle prevedibili, ricorrenti e legate alla vita quotidiana del figlio. Le spese straordinarie, invece, sono spese ulteriori, spesso non prevedibili o non quantificabili in anticipo.
| Tipo di spesa | Di solito rientra nell’assegno? | Esempi |
|---|---|---|
| Vitto quotidiano | Sì | Alimentazione ordinaria |
| Abbigliamento ordinario | Sì | Vestiti, scarpe, prodotti personali |
| Cancelleria scolastica ordinaria | Spesso sì | Quaderni, penne, materiale di uso comune |
| Mensa scolastica | Dipende dagli accordi | Può essere ordinaria o ripartita a parte |
| Libri scolastici | Spesso extra | Libri annuali, testi universitari |
| Spese mediche urgenti | Extra | Pronto soccorso, visite urgenti, farmaci necessari |
| Dentista e ortodonzia | Extra | Apparecchio, cure dentali importanti |
| Sport agonistico | Spesso extra | Iscrizione, attrezzatura, trasferte |
| Viaggi studio | Extra | Gite, vacanze studio, soggiorni linguistici |
| Università fuori sede | Extra o voce autonoma | Affitto, tasse, trasporti, libri |
Per evitare conflitti, è consigliabile indicare nell’accordo di separazione o divorzio quali spese sono comprese nell’assegno, quali sono escluse, quali richiedono preventivo accordo e quali possono essere sostenute anche senza autorizzazione preventiva perché urgenti o necessarie.
Il genitore disoccupato deve pagare il mantenimento?
Sì. La disoccupazione non elimina automaticamente l’obbligo di mantenere i figli.
Il giudice valuta:
| Situazione | Possibile valutazione |
|---|---|
| Disoccupazione reale e documentata | L’assegno può essere ridotto, ma non sempre azzerato |
| Reddito basso ma patrimonio rilevante | Il patrimonio può essere considerato |
| Dimissioni volontarie o inattività non giustificata | Il giudice può valutare la capacità lavorativa potenziale |
| Lavoro irregolare o redditi non trasparenti | Possibili accertamenti patrimoniali e fiscali |
| Nuova famiglia o altri figli | Elemento valutabile, ma non cancella il dovere verso i figli precedenti |
Il principio è chiaro: il figlio non deve subire automaticamente le conseguenze delle scelte economiche o personali del genitore.
Il mantenimento cambia se i figli diventano maggiorenni?
Il compimento dei 18 anni non fa cessare automaticamente il diritto al mantenimento. Il figlio maggiorenne può continuare ad avere diritto all’assegno se non è economicamente autosufficiente e se sta seguendo un percorso serio di studio, formazione o inserimento lavorativo.
La Cassazione ha ribadito che l’obbligo dei genitori non termina automaticamente con la maggiore età, ma può cessare quando il figlio raggiunge l’autonomia economica oppure quando avrebbe potuto raggiungerla con un comportamento diligente e responsabile.
In pratica:
| Caso | Mantenimento |
|---|---|
| Figlio di 19 anni che studia seriamente | Di regola può continuare |
| Figlio universitario fuori sede | Può continuare e può richiedere spese ulteriori |
| Figlio che lavora stabilmente | Può cessare o ridursi |
| Figlio adulto che rifiuta lavoro senza motivo | Può cessare |
| Figlio con disabilità o fragilità documentate | Può continuare anche a lungo, secondo il caso concreto |
Si può modificare l’assegno di mantenimento?
Sì. L’assegno può essere modificato quando cambiano le condizioni economiche o familiari.
Esempi frequenti:
| Motivo | Possibile richiesta |
|---|---|
| Perdita del lavoro | Riduzione dell’assegno |
| Aumento importante del reddito dell’altro genitore | Revisione del contributo |
| Nuove esigenze del figlio | Aumento dell’assegno |
| Figlio che va all’università | Revisione delle spese |
| Figlio che diventa economicamente autonomo | Riduzione o revoca |
| Trasferimento di città | Nuovo riparto di tempi e costi |
| Malattia o spese mediche importanti | Ripartizione specifica delle spese |
La modifica non dovrebbe essere fatta unilateralmente. Fino a quando non interviene un nuovo accordo formalizzato o un provvedimento del giudice, l’importo precedente resta dovuto.
Cosa succede se un genitore non paga il mantenimento
Il mancato pagamento dell’assegno può avere conseguenze civili e, nei casi più gravi, anche penali.
Possibili rimedi:
| Strumento | A cosa serve |
|---|---|
| Diffida legale | Sollecitare il pagamento e interrompere contestazioni |
| Precetto | Avviare il recupero forzoso delle somme dovute |
| Pignoramento dello stipendio | Recuperare l’importo direttamente dal datore di lavoro |
| Pignoramento del conto corrente | Recuperare somme disponibili sul conto |
| Ordine di pagamento diretto | Far versare una quota del reddito direttamente all’altro genitore |
| Denuncia nei casi gravi | Attivabile quando l’inadempimento incide sui mezzi di sussistenza |
Il mantenimento dei figli non è una spesa facoltativa. È un obbligo giuridico prioritario.
Dati e contesto statistico
Secondo i dati ISTAT pubblicati nel Report “Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi – Anno 2024”, in Italia nel 2024 sono state registrate 75.014 separazioni, in calo del 9,0% rispetto all’anno precedente, e 77.364 divorzi, in calo del 3,1% rispetto al 2023.
Il dato conferma che separazione e divorzio restano fenomeni molto rilevanti nella vita familiare italiana. In tutti i casi in cui ci sono figli minorenni o maggiorenni non economicamente indipendenti, il tema del mantenimento resta uno degli aspetti più delicati da regolare.
Sempre secondo ISTAT, nel 2024 tre separazioni su quattro si sono concluse in maniera consensuale, considerando sia quelle in Tribunale sia quelle extragiudiziali. Questo conferma l’importanza di accordi chiari, ben scritti e sostenibili, capaci di prevenire future controversie.
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Documenti utili per calcolare correttamente l’assegno
Prima di calcolare o contestare un assegno di mantenimento, è utile raccogliere:
| Documento | Perché serve |
|---|---|
| Dichiarazioni dei redditi | Ricostruire il reddito annuale |
| Buste paga | Verificare il reddito mensile netto |
| Certificazione Unica | Controllare redditi da lavoro o pensione |
| Estratti conto | Valutare entrate, uscite e tenore di vita |
| Contratti di affitto o mutuo | Calcolare il costo abitativo |
| Ricevute scolastiche | Dimostrare spese ordinarie e straordinarie |
| Spese mediche | Documentare esigenze sanitarie |
| Costi sportivi | Valutare attività abituali del figlio |
| Prova di debiti o finanziamenti | Valutare la reale sostenibilità economica |
| Documenti patrimoniali | Immobili, società, investimenti, rendite |
Un assegno ben calcolato nasce quasi sempre da una documentazione completa.
Errori da evitare
| Errore | Perché è pericoloso |
|---|---|
| Usare tabelle trovate online come se fossero legge | Le tabelle sono solo orientative |
| Guardare solo il reddito del padre | La legge considera entrambi i genitori |
| Dimenticare il valore del lavoro di cura | La cura quotidiana ha rilevanza economica |
| Non distinguere spese ordinarie e straordinarie | Crea conflitti continui dopo la separazione |
| Non aggiornare l’assegno ISTAT | Può generare arretrati |
| Ridurre l’assegno senza accordo o provvedimento | Espone a recuperi forzosi |
| Non documentare le spese dei figli | Rende più difficile ottenere un importo corretto |
| Confondere mantenimento dei figli e mantenimento del coniuge | Sono istituti diversi |
FAQ
Come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli?
L’assegno di mantenimento per i figli si calcola valutando reddito e patrimonio di entrambi i genitori, esigenze attuali dei figli, tenore di vita precedente, tempi di permanenza presso ciascun genitore e valore del lavoro di cura. Non esiste una cifra fissa valida per tutti.
Qual è la legge sul mantenimento dei figli?
La norma principale è l’art. 337-ter del Codice Civile. Sono rilevanti anche gli artt. 315-bis, 316-bis e 337-septies del Codice Civile.
Esiste un importo minimo per il mantenimento di un figlio?
Non esiste un importo minimo stabilito dalla legge. Il giudice decide caso per caso, in base alle esigenze del figlio e alle possibilità economiche dei genitori.
Quanto deve pagare un padre per il mantenimento di un figlio?
Non c’è una cifra automatica. In molti casi pratici l’importo può variare da poche centinaia di euro a somme più elevate, secondo reddito, patrimonio, spese del figlio e organizzazione familiare.
Anche la madre deve contribuire al mantenimento dei figli?
Sì. Entrambi i genitori devono contribuire al mantenimento dei figli in proporzione alle rispettive capacità economiche e al contributo di cura prestato.
Il genitore disoccupato deve pagare il mantenimento?
Sì, la disoccupazione non cancella automaticamente l’obbligo. Il giudice valuta reddito, patrimonio, capacità lavorativa, ragioni della disoccupazione e interesse del figlio.
L’assegno di mantenimento comprende le spese straordinarie?
Di regola no. L’assegno copre le spese ordinarie. Le spese straordinarie, come dentista, visite specialistiche, libri scolastici, sport agonistico o viaggi studio, vengono spesso ripartite separatamente.
Le spese straordinarie vanno sempre concordate prima?
Dipende dal tipo di spesa e dall’accordo tra i genitori. Le spese urgenti e necessarie possono seguire regole diverse rispetto alle spese facoltative, sportive o ricreative.
Il mantenimento finisce quando il figlio compie 18 anni?
No. Il mantenimento non finisce automaticamente a 18 anni. Può continuare se il figlio maggiorenne non è ancora economicamente indipendente e sta seguendo un percorso serio di studio, formazione o lavoro.
Posso chiedere la riduzione dell’assegno se perdo il lavoro?
Sì, ma serve una modifica formale dell’accordo o del provvedimento. Non è prudente ridurre o sospendere il pagamento da soli.
L’assegno di mantenimento si rivaluta con l’ISTAT?
Sì, salvo diverso accordo o diversa indicazione del giudice, l’assegno è soggetto ad aggiornamento secondo gli indici ISTAT.
Cosa succede se non pago il mantenimento dei figli?
Il genitore inadempiente può subire azioni di recupero, pignoramenti, ordini di pagamento diretto e, nei casi più gravi, conseguenze penali.
È possibile fare separazione o divorzio online con figli?
Sì, quando vi sono i presupposti e le condizioni sono consensuali, è possibile essere assistiti anche online nella predisposizione della pratica, con particolare attenzione agli accordi su mantenimento, figli e spese straordinarie.
SAL Studio Assistenza Legale può aiutare nel calcolo del mantenimento?
Sì. SAL Studio Assistenza Legale offre assistenza nella valutazione dell’assegno di mantenimento, nella separazione, nel divorzio e nella predisposizione di accordi chiari sulle spese dei figli.
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Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, [04/05/2026], https://chat.openai.com.


