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Come calcolare la rivalutazione ISTAT dell’assegno di mantenimento?

Come calcolare la rivalutazione ISTAT dell’assegno di mantenimento?

rivalutazione ISTAT dell'assegno di mantenimento

Adeguamento ISTAT mantenimento: calcolo e arretrati

L’adeguamento ISTAT dell’assegno di mantenimento si calcola applicando all’importo dovuto la variazione dell’indice FOI, al netto dei tabacchi, relativa al periodo previsto dal provvedimento del giudice o dall’accordo tra le parti. L’aumento serve a evitare che, con il passare degli anni, l’inflazione riduca il valore reale del mantenimento.

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Quale indice ISTAT si usa per il mantenimento?

Per la rivalutazione dell’assegno di mantenimento si utilizza normalmente l’indice FOI – Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi.

È lo stesso indice che l’ISTAT indica per le rivalutazioni monetarie e, specificamente, per gli assegni dovuti al coniuge separato.

Prima di effettuare qualsiasi calcolo, però, devi controllare cosa stabilisce concretamente il tuo provvedimento di separazione, divorzio o l’accordo sottoscritto tra le parti.

Come si calcola l’adeguamento ISTAT del mantenimento?

Il calcolo di base è semplice.

Se l’assegno mensile è pari a 500 euro e la variazione ISTAT applicabile è, ad esempio, del 2,8%, il calcolo sarà:

500 × 2,8% = 14 euro

Il nuovo assegno mensile diventa quindi:

500 + 14 = 514 euro

Dal momento previsto per l’adeguamento, il debitore dovrà quindi versare 514 euro al mese, salvo che il titolo disponga diversamente.

L’anno successivo la rivalutazione non viene normalmente calcolata tornando sempre all’importo originario: occorre tenere conto dell’importo già rivalutato e della nuova variazione applicabile.

Formula per la rivalutazione ISTAT

La formula può essere sintetizzata così:

Importo aggiornato = assegno da rivalutare × coefficiente ISTAT

Oppure, utilizzando direttamente la percentuale:

Importo aggiornato = assegno + (assegno × variazione ISTAT / 100)

L’ISTAT mette a disposizione anche coefficienti ufficiali di rivalutazione calcolati utilizzando l’indice FOI senza tabacchi.

Da quale mese si calcola l’adeguamento ISTAT?

Non esiste una risposta identica per ogni situazione.

Devi verificare:

  • la data di decorrenza dell’assegno;
  • cosa stabilisce la sentenza o il decreto;
  • cosa prevede l’accordo di separazione, divorzio o negoziazione assistita;
  • il mese individuato per l’aggiornamento annuale.

Se, ad esempio, l’assegno decorre da settembre e il titolo dispone l’adeguamento annuale, il raffronto ISTAT dovrà essere effettuato utilizzando il periodo coerente con quella decorrenza.

È quindi sbagliato applicare automaticamente la percentuale ISTAT di gennaio a qualsiasi assegno.

L’adeguamento ISTAT è automatico?

Sì, quando è previsto dal titolo e nei casi in cui la legge impone il criterio di adeguamento, non serve ogni anno una nuova causa per ottenere la rivalutazione.

Per l’assegno divorzile, l’art. 5, comma 7, della Legge n. 898/1970 stabilisce che la sentenza deve prevedere un criterio di adeguamento automatico dell’assegno, almeno in relazione agli indici di svalutazione monetaria, salvo motivata esclusione per palese iniquità.

Per il mantenimento dei figli, l’art. 337-ter, comma 5, c.c. prevede l’adeguamento automatico secondo gli indici ISTAT quando non sia stato indicato dalle parti o dal giudice un diverso parametro.

La Cassazione, ordinanza n. 25966 del 2 settembre 2022, ha inoltre chiarito che il criterio previsto per l’assegno divorzile è applicabile in via analogica anche al mantenimento riconosciuto al coniuge in sede di separazione.

Rivalutazione ISTAT e aumento dell’assegno sono la stessa cosa?

No. La distinzione è fondamentale.

Rivalutazione ISTATAumento del mantenimento
Compensa la perdita di potere d’acquistoModifica sostanzialmente l’importo dell’assegno
Segue un indice oggettivoRichiede la valutazione della situazione concreta
Normalmente opera automaticamentePuò richiedere una domanda di revisione
Non presuppone necessariamente nuove esigenzePresuppone fatti o circostanze rilevanti sopravvenuti

Quindi, se ricevi 500 euro al mese e l’importo diventa 514 euro per effetto dell’ISTAT, non significa che il giudice abbia aumentato il mantenimento: significa semplicemente che ne è stato conservato, per quanto possibile, il valore economico.

La Cassazione ha distinto chiaramente l’adeguamento ISTAT dalla revisione sostanziale dell’assegno.

Cosa succede se l’assegno non è mai stato rivalutato?

Se per diversi anni è stato pagato sempre lo stesso importo, potrebbe essersi formato un credito per arretrati ISTAT.

Per esempio, se dovevano essere versati:

  • 500 euro iniziali;
  • 510 euro dopo il primo adeguamento;
  • 525 euro dopo il secondo;

ma sono stati sempre versati 500 euro, le differenze mensili non pagate possono accumularsi nel tempo.

Per calcolare correttamente gli arretrati bisogna quindi ricostruire anno per anno e mese per mese quale fosse l’importo rivalutato e confrontarlo con quanto effettivamente ricevuto.

Posso chiedere gli arretrati dell’adeguamento ISTAT?

Sì. La mancata richiesta immediata dell’adeguamento non comporta automaticamente la perdita di tutte le somme maturate. Bisogna però verificare la prescrizione.

I ratei dell’assegno di mantenimento, essendo prestazioni periodiche, sono generalmente soggetti alla prescrizione di cinque anni prevista dall’art. 2948, n. 4, c.c. per tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi.

La giurisprudenza ha applicato lo stesso termine anche alle differenze derivanti dalla mancata rivalutazione ISTAT, in quanto accessorie rispetto al credito di mantenimento.

Questo significa che aspettare troppo può comportare la perdita delle differenze più risalenti.

Lo Studio Legale SAL offre assistenza legale gratuita in tutta Italia per verificare e recuperare gli arretrati ISTAT del mantenimento, ricostruendo gli importi dovuti e individuando le annualità ancora esigibili.

Quali documenti servono per calcolare gli arretrati ISTAT?

Per effettuare una verifica attendibile sono generalmente necessari:

  • sentenza, decreto o accordo che stabilisce il mantenimento;
  • data di decorrenza dell’assegno;
  • eventuali successive modifiche dell’importo;
  • prova dei pagamenti effettuati;
  • periodo per il quale non è stato applicato l’adeguamento;
  • eventuali precedenti richieste di pagamento o atti interruttivi della prescrizione.

Una volta acquisiti questi dati è possibile ricostruire l’importo corretto per ciascun periodo.

FAQ – Domande frequenti sull’adeguamento ISTAT del mantenimento

Come faccio a calcolare l’adeguamento ISTAT dell’assegno di mantenimento?

Devi individuare la variazione dell’indice FOI senza tabacchi relativa al periodo previsto dal tuo titolo e applicarla all’importo dell’assegno. Il calcolo deve poi essere ripetuto alle successive scadenze di aggiornamento.

L’adeguamento ISTAT del mantenimento deve essere richiesto ogni anno?

Normalmente no. Quando il titolo prevede l’adeguamento automatico, il debitore deve applicarlo senza che il beneficiario debba presentare ogni anno una nuova domanda giudiziale.

Se il mio ex non ha mai applicato l’ISTAT posso chiedere gli arretrati?

Sì, purché le singole differenze non siano prescritte. In generale, per i ratei periodici e per i relativi arretrati ISTAT opera il termine quinquennale previsto dall’art. 2948, n. 4, c.c.

L’ISTAT si applica anche al mantenimento dei figli?

Sì. L’art. 337-ter c.c. prevede l’adeguamento automatico dell’assegno secondo gli indici ISTAT in mancanza di un diverso parametro stabilito dalle parti o dal giudice.

Posso recuperare cinque anni di arretrati ISTAT?

In molti casi sì, ma il conteggio deve essere effettuato sulle singole scadenze e va verificata l’esistenza di eventuali atti che abbiano interrotto la prescrizione. Per questo un calcolo generico basato soltanto sull’importo iniziale può essere inesatto.

 

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