Istanza per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato: cos’è, come si presenta e chi ne ha diritto
L’istanza per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è uno strumento fondamentale per garantire a tutti, anche a chi ha un reddito basso, l’accesso alla giustizia.
In questa guida completa vedremo cos’è il patrocinio gratuito, chi ne ha diritto, come si presenta la domanda, quali documenti servono e quali sono i limiti reddituali aggiornati al 2025.
Approfondiremo inoltre una particolare eccezione al cumulo dei redditi nei casi di separazione e divorzio.
Cos’è il patrocinio a spese dello Stato
Il patrocinio a spese dello Stato, comunemente noto come “gratuito patrocinio”, è un beneficio previsto dal D.P.R. 115/2002 che consente ai cittadini non abbienti di essere assistiti gratuitamente da un avvocato in procedimenti civili, penali, amministrativi, contabili e tributari.
Questo strumento mira a garantire il diritto alla difesa (art. 24 della Costituzione), indipendentemente dalle condizioni economiche del cittadino.
Chi ha diritto al patrocinio gratuito
Possono fare richiesta tutte le persone:
- Cittadine italiane o straniere regolarmente soggiornanti in Italia;
- Con un reddito annuo imponibile non superiore a 12.838,01 euro (dato aggiornato al 2025);
- Che devono affrontare procedimenti giudiziari, anche in ambito familiare, penale o civile;
- Che non siano titolari di cause manifestamente infondate.
In caso di convivenza con familiari, si considera la somma dei redditi dell’intero nucleo familiare, salvo eccezioni specifiche che vedremo più avanti.
Limiti reddituali 2025 per essere ammessi al gratuito patrocinio
Il limite reddituale per l’ammissione al patrocinio gratuito è stato aggiornato per l’anno 2025 a 12.838,01 euro annui, come previsto dal decreto del Ministero della Giustizia del 3 maggio 2024 (GU n. 112 del 15/05/2024).
Si calcola il reddito imponibile IRPEF dell’ultima dichiarazione disponibile.
Se il richiedente convive con altre persone, si sommano i redditi di tutti i componenti, tranne nei casi di conflitto di interessi (es. separazioni e divorzi).
Eccezione del cumulo dei redditi per le cause di separazione e divorzio
Nei procedimenti di separazione legale e divorzio, esiste una deroga importante al principio generale del cumulo dei redditi.
In presenza di conflitto di interessi tra i coniugi, non si tiene conto del reddito dell’altro coniuge per la verifica del limite di reddito. Questo vale sia nelle:
- Separazioni giudiziali
- Separazioni consensuali (secondo la Cassazione, sent. n. 20385/2019)
- Cause di divorzio coniugale, in ogni forma
⚠️ Attenzione: restano invece da considerare i redditi di figli o altri conviventi che non siano in conflitto di interessi con il richiedente.
Esempio pratico:
Se una moglie chiede il patrocinio gratuito per la separazione consensuale e il suo reddito è di 9.000 euro, non si somma il reddito del marito (anche se convivente), perché c’è conflitto di interessi. Se però vive con un figlio maggiorenne con reddito, quello va sommato.
Come si presenta l’istanza per il patrocinio gratuito
L’istanza deve essere redatta in forma scritta, anche in modo autografo, e deve contenere:
- I dati anagrafici del richiedente
- L’indicazione del reddito annuo e una dichiarazione sostitutiva di certificazione
- L’oggetto della causa
- Il nome del difensore scelto, se già individuato
Ovviamente, per agevolare il cliente, la redazione ed il deposito dell’istanza viene effettuata direttamente dallo Studio legale SAL.
Documenti da allegare:
- Copia del documento di identità
- Modello ISEE aggiornato o CU
- Dichiarazione sostitutiva di atto notorio
- certificato di residenza e stato di famiglia del richiedente
- tessera sanitaria.
Nomina dell’avvocato
Chi chiede il patrocinio può:
- Scegliere un legale iscritto negli elenchi degli avvocati abilitati al gratuito patrocinio;
- Oppure richiedere la nomina d’ufficio da parte del Consiglio dell’Ordine.
L’elenco aggiornato degli avvocati abilitati è consultabile sul sito dell’Ordine degli Avvocati di ogni città.
Attenzione alle dichiarazioni false
Chi presenta una domanda falsa, o dichiara un reddito inferiore al reale:
- Perde il beneficio con effetto retroattivo;
- Può essere perseguito penalmente per falsità in atti e truffa ai danni dello Stato;
- Dovrà rimborsare tutte le spese sostenute dallo Stato per il suo procedimento.
Conclusioni
L’istanza per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è una garanzia per i cittadini che non possono permettersi le spese legali. Conoscere i limiti reddituali aggiornati al 2025, le modalità di presentazione della domanda, e le eccezioni previste per i procedimenti familiari, consente di accedere correttamente al beneficio senza errori.
In ogni caso, è sempre consigliabile rivolgersi ad un avvocato esperto del settore per avere informazioni più dettagliate sulla procedura di calcolo dell’Isee e sulle soglie massime previste per il patrocinio gratuito.
Per maggiori informazioni è possibile contattare lo studio SAL ai seguenti numeri:
081-19570162 (Fisso) – 339 850 14 36 (Cellulare)

