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Il reddito di cittadinanza spetta ai coniugi separati ?

Reddito di Cittadinanza: spetta anche ai coniugi separati?

 

Con il reddito di cittadinanza, è evidente che è lo Stato che si farà carico dell’indigenza dei propri cittadini, compresi coloro che si separano o divorziano. Il ragionamento è abbastanza semplice: il coniuge che può ottenere dallo Stato 780,00 euro mensili non è nella condizione di pretendere nulla dall’ex, perché è lo Stato che ci pensa.

Quando la separazione è ufficializzata dalla sentenza del Tribunale o dall'attestazione dell'ufficiale dello Stato civile del Comune, infatti il nucleo famigliare si separa, così come gli Isee, che di conseguenza diminuiscono di valore, ragion per cui, a fronte di redditi ridotti, non è così remota la possibilità per i coniugi di ottenere il reddito di cittadinanza.

Seppure in prima battuta potrà esserci un automatismo tra la concessione della misura assistenziale e le indicazioni fornite con l’Isee, ciò non toglie che – come del resto avviene già oggi – la PA possa fare indagini sull’effettiva situazione dell’ex coppia. E se, a seguito dei controlli, dovesse risultare che la separazione è simulata, scatteranno sanzioni, incriminazioni e obblighi di restituzione. 

Potranno avvenire controlli sulla dimora, se la residenza dichiarata all’ufficio anagrafico dovesse risultare diversa da quella  dove vive il cittadino si commette l’ulteriore reato di «falso in atto pubblico» per aver dichiarato un indirizzo di residenza diverso da quello effettivo.

C’è poi il controllo sulle utenze, come già avvenuto in passato. Indicare, ad esempio, come propria residenza una abitazione in montagna  che  è poi disabitata per quasi tutto l’anno può essere un falso facilmente individuabile grazie alla lettura dei contatori dell’energia elettrica e del gas che denunciano il mancato utilizzo dell’immobile. Senza contare poi che c’è sempre la possibilità di controlli mirati da parte dei carabinieri o della polizia.

Reddito di cittadinanza o assegno di mantenimento: cosa conviene?
La risposta a questa domanda non può essere univoca, ma ovviamente dipende dai casi:
a) Se l’ex moglie è giovane e formata ma disoccupata, è più conveniente chiedere il reddito di cittadinanza. L’assegno di mantenimento, infatti è tassabile e pignorabile.
b) Se invece l’ex moglie è una donna ultra cinquantenne che si è sempre occupata della casa è preferibile percepire il mantenimento perché dura fino per tutta la vita e comunque fino alla morte di colui che versa.
c) Se la cifra del mantenimento percepibile dovesse superare di molto 800,00 euro, è assolutamente conveniente scegliere l’assegno.

Isee precompilato 2019 | Come funziona e tempi di rilascio

L’Isee precompilato, da intendersi rilasciato sulla base della nuova DSU precompilata (la dichiarazione sostitutiva unica), è il modello che verrà messo a disposizione dei cittadini per ottenere poi il rilascio dell’attestazione necessaria a certificare il reddito di un soggetto fiscale

I cittadini in possesso del PIN dispositivo Inps potranno, autonomamente e senza recarsi nei Caf, compilare il modulo Inps direttamente online inserendo i propri dati e autocertificandoli (in alternativa il modulo può essere compilato nei centri di assistenza fiscale).

L’Inps quando ha ricevuto i dati effettuerà poi la sua verifica incrociandoli con le informazioni in suo possesso, e fornitegli anche dall’Agenzia delle Entrate, in merito a composizione del nucleo familiare, dichiarazione dei redditi precedenti, mutui, conti correnti ecc. A questo punto il soggetto fiscale potrà verificare i dati inseriti dall’Inps autonomamente (oppure tornando al Caf) e vedere la fascia di reddito Isee che gli è stata attribuita a seguito del calcolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Come richiedere il reddito di cittadinanza 2019 e requisiti

 

Il reddito di cittadinanza - RdC - rappresenta un sostegno economico per le famiglie in difficoltà con reddito inferiore alla soglia di povertà e, nel contempo mira al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale dei componenti del nucleo familiare che ne hanno bisogno.

Il’RdC è un’integrazione mensile del reddito familiare variabile a seconda della composizione del nucleo familiare - accreditato mensilmente su una nuova carta prepagata realizzata da Poste Italiane (appartenente al circuito MasterCard) diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno: la cosiddetta “CartaRdc.

Per mantenere il diritto al reddito di cittadinanza bisogna rispettare le “norme anti-divano” con la sottoscrizione, a seconda dei casi, di un Patto per il lavoro, di un Patto per la formazione o di un Patto per l’inclusione sociale con il centro per l’impiego. Per chi non lo fa le sanzioni possono essere molto severe, mentre in caso di falsa dichiarazione si può andare persino in carcere.

Lo stesso vale per gli over 67: questi infatti dovrebbero avere un reddito familiare non inferiore ai 7.560€ (moltiplicato per il parametro di equivalenza) per condurre una vita dignitosa: di conseguenza il reddito verrà integrato fino a quando l’assegno non raggiungerà la soglia suddetta.

Reddito di cittadinanza 2019 | I requisiti

– Essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa

– ISEE inferiore a 9.360 euro annui

– Patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, fino ai 30.000 euro annui

– Patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può arrivare fino a 20.000 per le famiglie disabili

Non ci sono limitazioni per la Naspi; come si legge nell’ultimo comma dell’articolo 2 del decreto, infatti, il RdC è compatibile con l’indennità di disoccupazione. A tal proposito, però, è bene fare una precisazione: dal momento che la Naspi fa reddito, l’importo del reddito di cittadinanza sarà rimodulato di conseguenza. Ricordiamo, infatti, che il RdC non ha un valore fisso, poiché si tratta di un’integrazione al reddito familiare il cui importo dipende da diversi fattori.

Reddito di cittadinanza documenti | Cosa presentare

Per ricevere il sussidio già in primavera, quindi ad aprile, bisogna presentare la richiesta entro il 31 marzo.

EQUISITI DI REDDITO E PATRIMONIO – Per quanto riguarda i requisiti reddituali e patrimoniali, il nucleo familiare deve possedere un valore Isee inferiore a 9.360 euro. È dunque necessario presentare l’attestazione Isee, la quale viene rilasciata a seguito della compilazione della Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica).

il valore del patrimonio immobiliare del richiedente non deve essere superiore a 6 mila euro (tale soglia, però, viene aumentata di 2 mila euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo), mentre quello immobiliare – diverso dalla casa di abitazione – non deve superare il valore di 30 mila euro.

EQUISITI DI CITTADINANZA, RESIDENZA E SOGGIORNO – Il richiedente deve essere in possesso della cittadinanza italiana o di Paesi aderenti all’Unione europea oppure, se cittadino di Paesi terzi, deve essere in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Gli stranieri non comunitari, inoltre, devono dimostrare di risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. A dimostrazione dell’effettivo possesso di questi requisiti sarà certamente necessario esibire certificati ad hoc.

godimento di beni durevoli, “nessun componente il nucleo familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di autoveicoli immatricolati la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta, ovvero di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti”. “Nessun componente – inoltre – deve essere intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto”.

Non hanno infine diritto al Rdc “i nuclei familiari che hanno tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa”.

Il Reddito di Cittadinanza dura 18 mesi:

entro i primi 12 mesi, la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 km – 100 minuti di viaggio. Se viene rifiutata la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km. E se anche questa viene rifiutata, la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia;

dopo il primo anno, anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250 km, mentre la terza potrà arrivare da tutto il territorio nazionale;

dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale.

– Per le famiglie con persone con disabilità, le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.

Reddito di Cittadinanza 2019 | Come si richiede

Il reddito di cittadinanza si potrà richiedere :

  • direttamente all’ufficio postale
  • per via telematica,
  • al Caf.

Il RdC viene erogato attraverso carta RdC (Si tratta di una carta acquisti realizzata da Poste italiane con un limite di prelievi in contanti di 100€ al mese e con l’obbligo di spendere tutto il contributo entro il mese di erogazione; sono vietate, inoltre, le spese per beni e servizi riferiti al gioco d’azzardo o che portano alla ludopatia - Ci sarà una sola Carta per famiglia, intestata al richiedente del beneficio.).

Dopo l’accettazione, il beneficiario sarà contattato dai Centri per l’impiego per individuare il percorso di formazione o di reinserimento lavorativo da attuare.

Se il richiedente è “adeguatamente formato”, dovrà siglare il Patto per il Lavoro con un Centro per l’Impiego o un’Agenzia per il Lavoro

Se ha bisogno di ulteriore formazione, siglerà il Patto per la Formazione con Enti di formazione bilaterale, Enti interprofessionali o aziende

Se non è in condizione di lavorare, siglerà il Patto per l’Inclusione Sociale che coinvolgerà sia i servizi sociali che i Centri per l’Impiego

– Nell’ambito del Patto per il Lavoro e del Patto di Inclusione, i beneficiari saranno tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai comuni fino ad 8 ore settimanali

Sono esonerati dal sottoscrivere il Patto per il Lavoro e il Patto di Inclusione:

– gli individui con disabilità tale da non consentire un accesso al mondo del lavoro

– le persone che assistono figli di età inferiore ai 3 anni oppure individui non autosufficienti

esclusione dal RdC se:

– Non si sottoscrive il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale

– Non si partecipa alle iniziative formative o non si esibisce una giustificazione

– Non si aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni

– si rifiuta la terza offerta lavorativa

– Non si aggiornano le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo

– si forniscono dati falsi

Pensione di cittadinanza | Chi ne ha diritto e come ottenerla

Per quanto riguarda la pensione di cittadinanza, ecco i requisiti per ottenerla:

– ISEE familiare inferiore a 9.360 euro all’anno

– patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore ai 30 mila euro

– patrimonio finanziario inferiore a 6 mila euro, 8 mila se si è in coppia

Ecco alcuni esempi:

– Un pensionato che vive da solo e non ha una casa di proprietà avrà una pensione di cittadinanza di 780 euro al mese, di cui 150 euro per pagare l’affitto

– Un pensionato che vive da solo e riceve solo una pensione di invalidità riceverà la pensione di cittadinanza, che con una casa di proprietà è di 630 euro al mese

– Una coppia di pensionati che vive in un appartamento in affitto riceverà un’integrazione che permetterà loro di vivere con 1.032 euro al mese

 

Gli importi del reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza non ha un importo fisso; varia, infatti, in base alla situazione economica della famiglia che lo richiede. Nel dettaglio, come specificato nell’articolo 3 del decreto, il beneficio economico si compone di due differenti elementi:

  • integrazione fino a 6.000€ (annui) del reddito familiare;
  • integrazione pari all’ammontare del canone annuo di locazione (fino ad un massimo di 3.360€ annui) per le famiglie che sono in affitto. È prevista poi un integrazione (ma fino ad un massimo di 1.800€ annui) per i nuclei familiari che risiedono in un’abitazione di proprietà ma per la quale è stato contratto un mutuo. Se non si ha mutuo, dai 780 euro viene stornato il cosiddetto affitto imputato, quindi dai 780 euro dei redditi zero si arriva a circa 400 euro"
  • Per quanto riguarda l’integrazione del reddito familiare in presenza di più componenti questo viene moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, ovvero:
  • +0,4 per ogni componente familiare maggiorenne successivo al primo;
  • +0,2 per ogni componente minorenne.

Questo può essere incrementato fino ad un massimo del 2,1.

Il reddito di cittadinanza si perde dopo 18 mesi, salvo la possibilità per il beneficiario di rinnovarlo.

Si può perdere se:

  • non si accettano una delle tre offerte di lavoro congrue ricevute
  • quando non si partecipa ad un corso di formazione
  • si rifiuta di prendere parte ad un colloquio o ad una selezione finalizzata all’assunzione.

Per chi mente su reddito o occupazione lavorativa (ad esempio nascondendo di lavorare in nero) scatta non solo la perdita del RdC e la restituzione delle somme indebitamente percepite, ma anche la reclusione da 1 a 6 anni. Stessa sanzione si applica nei confronti di coloro che durante la percezione del reddito di cittadinanza hanno trovato un lavoro, omettendo di comunicare la variazione del reddito entro i termini previsti.

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