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Recupero dell’assegno di mantenimento

Qualora il coniuge obbligato decidesse arbitrariamente di non versare più l’assegno di mantenimento, è necessario rivolgersi immediatamente ad un avvocato per avviare tutte le misure volte al recupero dell’assegno di mantenimento.

La legge prevede varie possibilità per costringere il proprio coniuge a corrispondere la somma di denaro stabilita dal Tribunale a titolo di contributo al mantenimento dei figli o dell’altro coniuge.

E’ risaputo che l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole è imposto dal nostro Codice Civile, quindi dalla legge. I genitori, pertanto, sono tenuti al mantenimento dei figli fino a quando questi ultimi non abbiano raggiunto l’indipendenza economica.

Se il coniuge obbligato non versa l’assegno di mantenimento da qualche mese, bisogna immediatamente contattare lo studio legale SAL che provvederà inizialmente ad inoltrare al debitore una diffida ad adempiere.

Qualora la diffida ad adempiere non sortisse alcun effetto positivo, sarà necessario notificare al coniuge inadempiente il c.d. atto di precetto che è un’ intimazione volta a far adempiere un obbligo risultante (in questo caso) dalla sentenza. Il genitore avrà così 10 giorni dal ricevimento di quest’atto per saldare il debito.

Se il coniuge continuasse a non versare il mantenimento malgrado la notifica sia della diffida che dell’atto di precetto sarà necessario procedere col pignoramento.

Il pignoramento è il primo atto esecutivo con cui si inizia l’esecuzione forzata.

Ove possibile sarà di certo privilegiato il pignoramento dello stipendio o della pensione del coniuge inadempiente. In tal modo pertanto l’altro coniuge finalmente potrà procedere al recupero dell’assegno di mantenimento.

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